Vampiri: la Masquerade. L’Amore per i GDR che generò “Veneto by Night”

Vampiri: la Masquerade - Veneto by Night


Qualche giorno fa un mio caro amico – ora in Inghilterra, ciao Marco caro che mi leggi sempreVampiri: la Masquerade - Veneto by Night – mi ha fatto notare che nella linea Storytellers Vault promossa dalla White Wolf (o qualunque cosa ora sia) da qualche tempo è disponibile un modulo dedicato a Vampiri: la Masquerade dal nome Veneto by Night.

Sebbene inizialmente lo abbia liquidato con superficialità – l’introduzione non mi aveva assolutamente colpito – alla fine ha prevalso la curiosità ed ho deciso di leggere approfonditamente il materiale creato da Aurora Torchia, l’autrice.

Che dire, riconosco il coraggio di questa giovane narratrice che ha deciso di realizzare un prodotto ambizioso volto a colmare una lacuna che da sempre noi giocatori italiani percepiamo, dato che l’Italia risulta bisfrattata dalla casa del lupo bianco. Abbiano infatti una sfilza di “[inserire nome città] by Night” ma nessuna di queste è nel belpaese.Vampiri: la Masquerade - Veneto by night
E allora ben venga un lavoro come quello di Aurora, anche se con quelle che reputo delle pecche.

Ma per capire meglio il prodotto di cui stiamo parlando è opportuno analizzarne i punti salienti dello stesso. Per fare questo ricorrerò al classico riassunto di presentazione posto nell’ultima di copertina di ogni manuale di Vampiri che si rispetti. Si anche Veneto by Night rispetta questo canone – a proposito bravo Marco Calesella, il consulente grafico – utile a fornire una esauriente introduzione al modulo che tutto sommato risulta godibile… anche a un palato raffinato come il mio. Cominciamo.

Oltre la laguna veneziana, possedimento incontrastato della Famiglia Giovanni, ed ignorati dai feudi storici e decadenti di Verona e Ferrara, i domini veneti sono sferzati dal ritmo incalzante della Danza dei Burattini, mentre i Cainiti, loro malgrado, vengono trascinati all’interno del suo vortice.

Vampiri: la Masquerade - Veneto by nightQuesta è la tag-line del manuale. La cosa che salta subito all’occhio è la “Danza dei Burattini“, l’escamotage narrativo motore di tutto il prodotto.

Sostanzialmente nulla di nuovo: il tipico Anziano nascosto – anzi i tipici, visto che ogni dominio trattato ha il suo, sigh – che tira le fila dei giovani vampiri che abitano i luoghi più significativi della zona. Questo particolare elemento è quello che più mi ha fatto storcere il naso e, preso da curiosità di capire il perché dell’utilizzo di un cosi banale stereotipo narrativo, ho deciso esporre il mio dubbio direttamente all’autrice. Questa la sua risposta:

Beh, l’essenza stessa della Jyhad sono gli Anziani dietro le quinte. Nessun Fratello, a ben guardare, è mai davvero libero nelle sue azioni ma è sempre manipolato da chi sta sopra di lui, in una catena di cui non si vede la fine. Si tratta di uno degli aspetti principali della non-vita tutt’altro che allegra dei Cainiti: la libertà è un sogno. Forse qui è troppo accentuato? Non saprei.

Vampiri: la Masquerade - Veneto by nightEsaurita l’analisi della premessa del manuale posso tranquillamente passare a discutere degli altri elementi che Veneto by Night propone al suo interno.
Anche qui sfrutterò per semplicità l’elenco in calce all’ultima pagina:

Veneto by Night include:
– La Danza dei Burattini, il peculiare rapporto tra i Cainiti rispetto alla Jihad
-Una descrizione dei domini di Noale, Treviso, Padova, Mestre e Marghera
-Personaggi di rilievo all’interno dei domini descritti

Elemento uno: la Danza dei Burattini.

Vampiri Lasombra GrazianoCome ho avuto modo di accennare poc’anzi, la Danza dei Burattini è una micro-Jihad che coinvolge tutti i territori descritti nel manuale e non nego come alcuni degli elementi descritti mi siano risultati piuttosto interessanti, sopratutto i rapporti di forza tra le varie personalità che animano i domini di Padova o gli intrecci tra personaggi che tagliano trasversalmente i cinque domini Veneti.

Il senso di già visto, però, si sente ma dopotutto Vampiri: la Masquerade ci ha cosi tanto riempito di cazzate espansioni che trovare qualcosa di nuovo risulta difficile. Tanto vale accontentarsi della qualità dell’idea che, sebbene non sia eccelsa, di sicuro si piazza ben al di sopra della tipica trama da evento LARP di borgata tipo “Tzimisce-che-cerca-pietra-magica“, “i-Sabbat-sono-alle-porte” e l’evergreen “consiglio-dei-primogeniti-che-vuole-buttare-giù-il-Principe-non-si-sa-manco-perché“.
No, questa roba non c’è, fortunatamente, c’è altro, ben altro più interessante.Clan Giovanni Augustus

C’è un antico nemico dei Giovanni che brama vendetta – e come non inserirlo a due passi da Venezia -; c’è una storia d’amore non corrisposto; c’è la lotta per il potere all’ombra di un padre disattento; c’è la storia di una famiglia che cerca di sopravvivere; c’è un Sabbat che non sa che fare.

Mi sono però sentito in dovere di porre una domanda ad Aurora, nello specifico su perché vi sia un Vescovo del Sabbat che non fa il Vescovo. Questa la risposta:

In realtà, leggendo i manuali, è pieno di Anziani Sabbatici che di fatto usano semplicemente la Setta per i loro scopi – e si torna in effetti al fatto che nessuno è mai libero nel mondo di Masquerade.

Elemento due: i domini

Di tutt’altro avviso invece è il dettaglio quasi maniacale dedicato a rendere pregevoli e uniche le zone esplorabili dai giocatori: Noale, Trevisto, Padova, Mestre e Marghera sono tutte sede di nuclei di potere ben costituiti e ben differenziati tra di loro, creando un interessante mosaico in un lembo di terra troppo prossimo alla FamiGGhia.

Clan GiovanniLa presenza Giovanni infatti – mai trattata se non marginalmente nelle 88 pagine di compendio – è ben palpabile e fa sottintende che un loro intervento nella zona semplicemente spazzerebbe via TUTTE le forze in campo, senza alcuna difficoltà. A nulla varranno gli sforzi del Lasombra Lorenzo, degli Anarchici  di Veleno, dei Ventrue e dei Toreador di Padova e Treviso, o dei pericolosissimi Setiti e Araldi del Teschio che si nascondono nelle pieghe della società se questi semplicemente decidessero di “togliere ai bimbi il giocattolo

Questo elemento mi ha stupito molto e d’un tratto ho pensato che in realtà tutto il lavoro di Aurora fosse stato preso da una cronaca LARP locale; ho dunque chiesto delucidazioni. Questa la risposta:

Ho giocato a vari LARP, ma volutamente ho lasciato fuori qualsiasi riferimento alle cronache da me giocate. Mi sono sforzata di creare – sperando di esserci riuscita – dei png con cui potesse essere divertente interagire, che avessero ognuno una propria personalità e vizi e virtù. Ho sempre trovato noioso avere a che fare con vampiri la cui unica caratterizzazione è “sono un Anziano manipolatore”.

Elemento tre: personaggi di rilievo

Ogni frittata ha le sue uova rotte. I PNG presenti sono molti: alcuni ben caratterizzati, altri semplicemente sciatti. E’ fisiologico, non ne faccio una colpa a nessuno; per me anche il Brujah Theo Bell è un PNG mal riuscito, per non parlare dell’Assamita Tariq. Di sicuro quelli che mi sono piaciuti di meno risultano essere gli Anziani presentati.

Vampiri Nosferatu ReteE’ che non riesco proprio a mandare giù questa cosa che hanno i superpoteri – se avrete modo di sfogliare il manuale capirete di cosa parlo -; di contro, una cosa che ho molto apprezzato sono i Neonati descritti e fra tutti Joshua, il Custode dell’Elysium di Padova. I Nosferatu, ancora una volta si confermano campioni di umanità: ben fatto!

Anche se… colgo una nota negativa: le statistiche di ogni singolo PNG – pochissime le eccezioni – mi sono sembrate “esagerate”.
Chiedo numi ad Aurora mentre ancora rifletto su quelle pallette a +5:

Perché per sopravvivere in quella bolgia infernale devi imparare in fretta: quelli sono i PNG che “ce l’hanno fatta”, per così dire. Per ognuno che emerge, molti altri diventano cibo o carne da cannone. Comunque grazie di avermelo fatto notare: nel caso, vedremo di “aggiustare” le caratteristiche, se sbilanciate.

Ormai è chiaro, non sono completamente convinto da questo manuale da dargli un 7 MA riconosco il coraggio che questa narratrice ha avuto nel mettersi in gioco e porre nero su bianco le sue idee e la sua voglia di condividere un qualcosa che ama con tutti gli altri appassionati del suo stesso hobby, Vampiri: la Masqurade.Toreador

Aurora ci ha messo il cuore nel suo lavoro e ci ha donato un modulo di cui tutti, da tempo, sentivamo la necessità. Potrà sembrare imperfetto, potrà avere sbavature, ma è genuino e ben progettato. La narrativa è solida. Gli intreccio tra i personaggi si articolano bene e sopratutto non è un binario. Non è una cronaca.

E’ una  ambientazione che permette a narratori e giocatori di godere a pieno dei frutti che il Veneto può offrire loro. Ben fatto Aurora.

Ora tu, caro lettore che sarai curioso di scoprire tutti i segreti ed i misteri di questo compendio – e magari smentire le mie opinioni, dandomi del pallone gonfiato – e ti starai domandando dove trovare questo manuale, ecco qui, ti aiuto io: non hai altro da fare che cliccare qui e scaricare in pochi secondi e in totale autonomia Veneto by Night, anche gratis… se proprio sei cosi spilorcio.

Dopotutto: è un mondo di tenebra!

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Articolo a cura di Andrea De Bellis

Appassionato da sempre di gioco di ruolo, intervallo per anni la mia vita tra questi, lo studio e il lavoro. Dopo un periodo da giornalista professionista decido di laurearmi in storia, mia altra grande passione. Da qui il passo alla scrittura è breve.

Comprendendo come l'intrattenimento non possa essere in alcun modo scisso dal provare emozioni, mi propongo quale recensore emozionale per Player.it, ideando e curando nel frattempo le rubriche "Italy&Videogames", "Interviste Impossibili", "LARP: A Night With..." e "Autori di Ruolo: D12 domande a...", scrivendo il romanzo "Il diario del dott. Flammini" e ideando e lanciando le rubriche "Venerdì Oldies" e "Recensioni Emozionali", sostenendo sempre quanto sia più interessante parlare di "cosa suscita un titolo quando lo si gioca" piuttosto che l'evergreen "cosa è e come come funziona questo gioco".

Il gioco è intrattenimento, l'intrattenimento è emozione, l'emozione è vita.

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