In Assassin’s Creed Valhalla qualcuno gioca a D&D

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Come tutti i giochi colossali, anche Assassin’s Creed Valhalla è pieno di easter-egg, citazioni e stranezze, e a confermarlo c’è una scoperta di questi giorni: esplorando la location di Foris Turre, nel Wessex, è possibile imbattersi in quelli che sembrano accessori per giocare a Dungeons & Dragons (chiamato Prisons & Pywackets nel gioco), abbandonati da chissà chi attorno a un falò.

Come ci racconta PlayWithJambo, la giocatrice che ha scovato la citazione, sul luogo è possibile trovare ben quattro “schede del personaggio”, alcune note del Dungeon Master e persino alcuni dadi, utilizzati per giocare una sessione a quanto pare lasciata a metà.

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Una piccola citazione di D&D che ci ha strappato un sorriso divertito e compiaciuto.

Anche voi avete trovato riferimenti alla cultura “pop” girovagando per l’Inghilterra di Assassin’s Creed Valhalla?

E avete già letto la nostra recensione dell’ultimo episodio della saga degli assassini?

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FONTE Game Informer

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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