Abbiamo esplorato di nuovo Midgar nella nostra recensione di Final Fantasy VII Remake Intergrade per Nintendo Switch 2

Abbiamo esplorato Midgar sull'ibrida di Nintendo nella nostra recensione di Final Fantasy VII Remake Intergrade
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La saga di Final Fantasy ha subito numerosi capovolgimenti di fronte negli ultimi anni, ma sicuramente l’aspetto più particolare è stata la decisione di Square Enix di rendere la serie multipiattaforma, molto più di quanto non lo sia stata in passato: non tutti sanno che però prima di diventare una perla di PlayStation, Final Fantasy deve i suoi natali proprio a Nintendo.

Il primo capitolo, datato 1987, è stato infatti pubblicato in esclusiva per Nintendo Entertainment System e a distanza di quasi 40 anni da quel momento ecco che la grande N torna protagonista: stavolta però parliamo del capitolo più famoso e amato della saga Hironobu Sakaguchi, ovvero Final Fantasy VII il quale è approdato sul nuovo hardware Nintendo Switch 2.

Non parliamo chiaramente dell’opera originale bensì del remake lanciato nel 2020 per dare nuovo lustro alla famosa saga JRPG, in particolare della sua versione “Intergrade” che comprende, oltre al gioco base, anche il DLC “INTERmission“: l’abbiamo provato in anteprima e queste sono le nostre considerazioni sulla versione Nintendo Switch 2 del titolo.

Cloud Strife torna in azione anche su Switch 2: ecco Midgar sull’ibrida della grande N

Come accennato in precedenza, il remake di Final Fantasy VII risale al 2020 e ciò che approda su Nintendo Switch 2 solo 6 anni più tardi è sostanzialmente un porting: proprio per questo motivo per una versione molto più dettagliata degli aspetti peculiari del gioco vi rimandiamo alla nostra recensione del medesimo gioco su PlayStation 5, mentre in questa ci concentreremo maggiormente sugli aspetti tecnici della versione Switch 2.

In ogni caso faremo comunque delle considerazioni per quanto riguarda trama e gameplay per dare una contestualizzazione al tutto e partiremo proprio dalla storia: si narrano le vicende di Cloud Strife, ex membro dei SOLDIER, il quale è intenzionato a mettere i bastoni tra le ruote all’organizzazione Shinra e per farlo si unisce al gruppo ecoterrorista AVALANCHE per assaltare il reattore Mako 1, uno degli otto reattori che circondano la città di Midgar.

La trama procede, in realtà, in maniera piuttosto lineare e i personaggi della storia vengono introdotti man mano in diverse modalità, sia attraverso cutscene e scene animate di gioco (che però spesso risultano fin troppo ridondanti, tipico di ogni JRPG), ma anche attraverso dialoghi, minigiochi e missioni secondarie che costellano il contorno del gameplay di Final Fantasy VII Remake.

Facciamo la conoscenza degli altri membri degli AVALANCHE, di cui solo Barrett ha un ruolo importante a livello ludico, ma senza ombra di dubbio i personaggi cardine della storia di FF7 Remake sono sicuramente Cloud, Tifa e Aerith con quest’ultime due che si aggiungeranno anche al party del giocatore nel corso della storia, in due macrosezioni separate della trama di gioco dando anche al giocatore l’opportunità di abituarsi prima con l’uno e poi con l’altro personaggio.

Cloud Strife torna in azione anche su Switch 2: ecco Midgar sull’ibrida della grande N (Player.it)

La trama, seppur a volte troppo diluita, non risulta mai confusa sebbene alcuni momenti della storia hanno proprio l’aria di filler, ma è comunque piacevole scoprire le sottotrame dei vari personaggi che è possibile incontrare a Midgar, il luogo principale e unico degli eventi di Final Fantasy VII Remake di cui è giunto il momento di parlare maggiormente nel dettaglio.

Nella botte piccola c’è il vino buono: c’è sempre qualcosa da fare

Midgar, come detto, è l’unica mappa di gioco esplorabile in Final Fantasy VII Remake, ma nonostante questo sono presenti numerosi luoghi diversi fra loro che danno al giocatore l’impressione di star esplorando varie ambientazioni differenti: le macro-aree sono però sostanzialmente due, quella dei bassifondi che rappresenta la quiete prima della tempesta (o dopo in alcuni casi) e la parte dei reattori Mako che sono il teatro delle missioni pregne d’azione.

I bassifondi rappresentano l’hub del gioco: qui non solo è possibile conoscere i nuovi personaggi e dialogare con loro, ma anche fare acquisti ai vari venditori presenti in mappa, completare le missioni secondarie, le quali sono la parte meno riuscita del gioco risultando talvolta stucchevoli e anche addirittura un intralcio per la missione principale, e partecipare ai minigiochi che rappresentano un doveroso momento distensivo tra una missione mortale e l’altra.

Nella botte piccola c’è il vino buono: c’è sempre qualcosa da fare (Player.it)

In giro per i reattori di Midgar, invece, si combattono gli agenti e le varie mostruosità robotiche e genetiche dello Shinra ed è in questo punto che ci colleghiamo per parlare del sistema di combattimento di Final Fantasy VII Remake, il quale rappresenta la reale novità rispetto all’opera originale del 1997.

Un sistema di combattimento diesel che su Switch 2 mostra qualche limite

Square Enix con il remake di Final Fantasy VII decide di dare una svolta totale al sistema di combattimento del gioco: nell’originale titolo del ’97, infatti, il combat system era quello di un classico JRPG a turni mentre con il rifacimento pubblicato 23 anni più tardi ecco che si parla a un sistema di lotte molto più dinamico, in tempo reale e con un sistema ATB per abilità e magie.

La scelta di adottare un sistema di combattimento più action è sicuramente lodevole dato che si sposa perfettamente ai giochi di ruolo degli ultimi tempi, ma il sistema di comandi non è sicuramente impeccabile: nelle battaglie con più target e più personaggi del party in campo si impiega qualche secondo per comprendere qual è la mossa giusta da compiere.

Un sistema di combattimento diesel che su Switch 2 mostra qualche limite (Player.it)

Questo accade perché non solo è possibile cambiare il leader, ovvero il personaggio controllato dal giocatore all’inizio di ogni battaglia, ma è anche possibile controllare gli altri personaggi nel corso dei combattimenti in maniera totale oppure scegliere di fargli fare semplicemente delle azioni come l’utilizzo di magie e abilità pur controllando un altro personaggio in quel momento.

Tutto ciò sembra ancor più accentuato su Nintendo Switch 2 dove i Joy-Con si possono utilizzare in diverse modalità e questo aumenta il numero di variabili e combinazioni di comandi che molto spesso spinge il giocatore a fermarsi un attimo per ripercorrere mentalmente i comandi da utilizzare ogni volta, fortunatamente la selezione di abilità e magie mette in pausa le battaglie.

Abbiamo citato Switch 2 ed è giunto il momento di parlare del connubio tra Final Fantasy VII Remake e l’ibrida della grande N: è funzionato? La risposta non è assoluta perché dipende da tanti fattori che comunque cercheremo di snocciolare nel prossimo paragrafo nel quale parleremo proprio della qualità del porting.

Final Fantasy VII Remake su Switch 2? Promosso a qualche condizione

Sicuramente Nintendo Switch 2 ha permesso anche alla casa di Kyoto di avere tra le sue fila titoli molto ambiti dalla community di videogiocatori e Final Fantasy VII Remake è sicuramente uno di questi: per chi non ha PlayStation 5 o altre console della stessa generazione allora la versione Switch 2 di FF7 Remake è sicuramente una perla da recuperare, ma non è certamente un qualcosa da prendere in considerazione per chi ha già giocato il titolo.

Final Fantasy VII Remake su Switch 2? Promosso a qualche condizione (Player.it)

Non è comunque da sottovalutare l’aspetto ibrido della console: è infatti possibile giocare sia in modalità docked con collegamento alla TV, ma esplorare Midgar e combattere lo Shinra stando stesi comodamente a letto oppure in viaggio sul treno e sull’aereo rappresenta sicuramente un punto a favore per la versione Switch 2 di Final Fantasy VII Remake, anche se la qualità tecnica cala vistosamente.

Conclusioni

Final Fantasy VII Remake è sicuramente un gioco da provare almeno una volta nella vita, soprattutto per chi non ha giocato il titolo originale o non conosce proprio la saga di Square Enix; la versione Switch 2 è sicuramente un aspetto positivo per chi non ha mai potuto provare il gioco su altre piattaforme, ma chiaramente bisogna scendere a compromessi con cali di framerate, aspetto tecnico non eccellente e comandi confusionari. VOTO: 8.