Questa è un’epoca d’oro per gli RPG tattici | #Gameplay

Personalmente sono sempre stato un amante dei videogiochi di strategia e dei videogiochi di ruolo fin dalla tenera età, per questo quando da bambino mi capitò tra le mani l’unione di questi due macro-generi sotto forma di Final Fantasy Tactics per Game Boy Color, trovai la mia dimensione ideale di gioco: i TRPG (tactical role playing game, “giochi di ruolo tattici”).

Un po’ emuli dei wargame e dei giochi di ruolo da tavolo, gli RPG tattici sono stati per molto tempo un genere di nicchia, relegato a perle rare come lo stesso Final Fantasy Tactics, il suo predecessore (di gameplay) Tactics Ogre e l’immortale XCOM. I giochi di ruolo tattici sono generalmente caratterizzati da un impianto RPG dei personaggi fatto di livelli, classi, abilità e poteri speciali, e da combattimenti a turni che si sviluppano su griglie geometriche, dove il giocatore può sfruttare le caratteristiche dei suoi personaggi per pianificare le sue strategie turno dopo turno. A fare da collante, una narrativa stratificata grazie alla sua essenza RPG, che può anche svilupparsi in maniera modulare a seconda delle pietre miliari e degli obiettivi raggiunti dal giocatore.

Aspettando il prossimo turno

Per oltre 20 anni mi sono trovato a navigare tra XCOM e Final Fantasy Tactics qualora avessi voluto avere un’esperienza di gioco TRPG, con l’eccezione di altre perle come Advance Wars, Fire Emblem o King’s Bounty, o di qualche titolo che ogni tanto spuntava dalla nicchia ma che difficilmente poteva arrivare alla fama di queste saghe. Ora però, non vorrei concentrarmi sul passato dei TRPG, che vi invito a scoprire attraverso questo nostro articolo, ma piuttosto cerchiamo insieme di capire che direzioni future sta prendendo il genere dopo il boom di questi ultimi anni.

Perché parliamo di boom? Rispetto a qualche anno fa, ultimamente mi ritrovo a recensire e giocare un sacco di titoli TRPG, molti più del passato. La produzione di videogiochi in generale è sicuramente aumentata, ma sembra che gli RPG tattici stiano vivendo finalmente una loro epoca d’oro. Basti pensare che oggi, al momento della scrittura di questo articolo, ossia il 4 agosto 2022, è stata annunciata una remaster di Tactics Ogre, mentre nel frattempo viene rilasciato Hard West 2, un altro videogioco tattico. E proprio il 2022 è un anno in cui probabilmente si registra il maggior numero di TRPG in uscita: Digimon Survive, Mario + Rabbids: Sparks of Hope, Triangle Strategy, The DioField Chronicle, Marvel’s Midnight Suns, Metal Slug Tactics… cosa sta succedendo?

Il Rinascimento parte dall’Italia

Secondo i dati analizzati sul sito MobyGames, è dal 2015 che la produzione di RPG tattici ha cominciato a intensificarsi gradualmente, passando dal paio di giochi all’anno a circa una decina, per poi aumentare progressivamente fino ai nostri giorni. Uno dei giochi che accese i fari su questo genere è probabilmente Wasteland 2, un sequel che era atteso dal 1998 e che arrivò proprio sugli scaffali dei giocatori tra il 2014 e il 2015 grazie a una campagna di crowdfunding tramite Kickstarter partita nel 2013, che ebbe un enorme successo. Il tutto mentre uscivano sul mercato tattici da serie acclamate come Fire Emblem Fates e alcune produzioni indie venivano sperimentate, come Chroma Squad, il cui successo convinse un paio d’anni dopo Bandai Namco ad acquisire i diritti di porting su altre piattaforme.

Proprio mentre l’industria si accorgeva che gli RPG tattici avevano una forte attrattiva per una larga fetta di utenza, probabilmente si deve l’esplosione del genere nel mercato mainstream a Ubisoft e Nintendo, grazie alla collaborazione che generò un capolavoro come Mario + Rabbids: Kingdom Battle. Il gioco, venuto fuori da un’idea bizzarra del game designer Davide Soliani negli studi milanesi di Ubisoft, fu un enorme successo non solo per le aziende collaboratrici e per il videogioco made in Italy, ma anche per il genere intero degli RPG tattici.

In quasi 40 anni di vita Super Mario ne ha provati tanti di generi videoludici sulla sua pelle, e Ubisoft e Nintendo erano riusciti a trovare un tipo di gioco non ancora affrontato dall’idraulico. Mario + Rabbids era un classicissimo tattico alla XCOM con griglie quadrate e sistemi di copertura, ambientato però in un mondo fantastico dove i personaggi di Super Mario e quelli dei Rabbids si andavano a unire a causa di un pasticcio generico creato proprio dai coniglietti Ubisoft. Ogni personaggio utilizzabile aveva sue abilità e suoi poteri in perfetto stile RPG, e l’equipaggiamento era personalizzabile per affrontare ogni sfida con un approccio più strategico. L’eccellente level design di ogni mappa permetteva di sfruttare meccaniche ambientali come i tubi verdi di Mario, e un forte e progressivo sviluppo in verticale metteva a dura prova i giocatori.

A tenere ben saldo il tutto ci pensava l’ironia a volte nonsense, a volte dissacrante dei Rabbids: pensate che il maestro Miyamoto, creatore di Super Mario e personalità di spicco di Nintendo, ha accettato che il suo mondo venisse preso in giro con una statua di un Rabbid che defecava in un tubo del mondo dei funghi!

Insomma, finalmente il genere veniva messo in risalto da una vera e propria produzione Tripla A. Si potrebbe obiettare che in realtà è la stessa industria dei videogiochi che in quegli anni aveva intrapreso progressivamente un percorso di diversificazione e sperimentazione di generi sempre più ampio, un meccanismo fisiologico dell’espansione e della saturazione del mercato per cercare di differenziare i propri prodotti e guadagnarsi una solida nicchia di affezionati. Giusto un mese prima dell’uscita di questo gioco, per esempio, l’editore Square Enix aveva pubblicato Children of Zodiarcs, un misto tra RPG tattico e gioco da tavolo. È altresì normale che il grande impatto di un gioco encomiabile qual è stato Mario + Rabbids abbia avuto forti ripercussioni sulla crescita e sulla fama del genere dei RPG tattici.

Dalla pubblicazione nell’agosto del 2017 sulla sola Nintendo Switch, un’idea partorita da uno studio italiano è riuscita a influenzare tutto il mondo. Da allora sono stati tantissimi i videogiochi tattici che sono stati proposti e riproposti, sia da produzioni indipendenti che da catene di montaggio Tripla A. Oggi, sembra proprio che stiamo vivendo un rinascimento di questo genere.

Nuove sperimentazioni e ibridazioni

In questi anni abbiamo visto non solo l’affermazione del genere dei RPG tattici, ma stiamo assistendo tuttora a una continua sperimentazione e ibridazione dei suoi meccanismi con altri tipologie di giochi. Lo stesso sequel di Mario + Rabbids, sottotitolato Sparks of Hope e in arrivo nell’ottobre del 2022, oltre a una naturale espansione della sua narrativa, apporterà dei cambiamenti drastici al sistema di combattimento tradizionale dei tattici, seppur intrigante: la scomparsa della griglia.

Negli RPG tattici la griglia è sempre stata una caratteristica essenziale che andava a braccetto con il sistema di turni, per un approccio strategico mutuato dagli scacchi e dai wargame da tavolo. Ogni personaggio di un RPG tattico infatti ha possibilità di movimento e di attacco che sfruttano la conformazione della griglia. Sparks of Hope tenta di rompere questo schema mettendo da parte i vincoli dati dalla griglia, e localizzando le possibilità di movimento e di combattimento di ogni singolo personaggio all’interno di un’area circolare che può variare a seconda delle caratteristiche del personaggio in questione.

Non è la prima volta che un videogioco tattico cerca di scardinarsi dalla rigidità delle griglie sul terreno, ma la particolarità di Sparks of Hope è che all’interno di quest’area circolare, il giocatore muove e usa le abilità dei personaggi di Sparks of Hope come se fosse in un gioco action (guardate il video in alto per avere un’idea più chiara). Blasfemia o mossa vincente che rimodernerà il genere?

Anche 2K, approfittando dello studio Firaxis con la sua eredità storica di XCOM e dei nuovi Civilization, ha deciso di sperimentare un po’ con il genere sfruttando il marchio Marvel: il prossimo gioco supereroistico Marvel’s Midnight Suns, promette proprio di essere XCOM con i superpoteri, ma in termini ludici troviamo un’assenza di griglia proprio come Sparks of Hope, e l’integrazione di meccaniche da deck building; in sostanza, il giocatore prima di ogni battaglia può costruire un mazzo di poteri utilizzabili dai suoi personaggi, che poi viene mescolato in battaglia per offrire una mano randomica di azioni turno dopo turno. Proprio qualche giorno fa è arrivata la notizia che è stato rimandato al 2023.

Un altro gioco in uscita che sta tentando di sovvertire le basi del genere è The DioField Chronicle, nuovo tattico di Square Enix in uscita il 22 settembre 2022. Gli sviluppatori di questa opera fantasy cercano di inglobare meccaniche e stilemi tipici degli RPG tattici all’interno di un gioco strategico in tempo reale con pausa dinamica, anche qui senza griglie. Non sappiamo se abbia ancora senso definirlo RPG tattico, tant’è che gli stessi sviluppatori hanno perfino coniato un nuovo termine per questo tipo di gioco, chiamato RTTB: Real Time Tactical Battle.

Square Enix, tra l’altro, si sta reinventando portabandiera degli RPG tattici in questo periodo, a cominciare dal rilascio di Children of Zodiarcs nel 2017. Proprio quest’anno è uscito Triangle Strategy, una reinterpretazione molto classica del genere che graficamente prende spunto dal 2D-HD di Octopath Traveler e che probabilmente ha fatto da base proprio per The DioField Chronicle. Nel frattempo, come abbiamo illustrato a inizio articolo, ha annunciato la remaster di Tactics Ogre, e si vocifera che in cantiere ci sia anche una remaster di Final Fantasy Tactics (speriamo!). Aspettiamo sia di provare queste remaster, sia di mettere mano sulla demo pubblica di DioField il vicino 10 agosto.

Un’altra sperimentazione si è vista nel 2021 con King’s Bounty 2, di 1C Entertainment e Prime Matter, un videogioco che possiede il retaggio storico di King’s Bounty e di Heroes of Might and Magic (vi spieghiamo tutto qui), e che ha tentato di ispirare la sua narrazione e la sua componente esplorativa a videogiochi action RPG blasonati come Dragon Age, inserendo comunque nel gameplay meccaniche di deckbuilding funzionanti similmente a Marvel’s Midnight Suns. Ve ne abbiamo raccontato meglio nella nostra anteprima e nella nostra recensione.

Nel frattempo siamo in attesa della remaster di Advance Wars, temporaneamente bloccata a causa degli eventi di gioco che posso urtare la sensibilità delle persone dati gli avvenimenti politici e bellici in corso in Ucraina, e dell’arrivo di altri tattici intriganti come quello di Metal Slug, senza dimenticare la recente pubblicazione di Hard West 2, ricco di combo e abilità che rompono gli schemi del tradizionale incedere dei turni, e di Digimon Survive, che mescola i combattimenti tattici a una narrazione da visual novel.

Insomma, sembra evidente che gli RPG tattici vivano attualmente un periodo davvero interessante, dove perfino le produzioni tripla A cercano di sperimentare per accaparrarsi una fetta di mercato in questa nicchia. Ma ha senso chiamarla ancora nicchia? L’impressione è che il pubblico di questo genere si allarghi sempre di più, e che i TRPG ormai sono una normale consuetudine nell’industria. Speriamo che da questo sfruttamento intensivo del genere nascano nuove perle da giocare.

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