Assassin’s Creed 4 Black Flag – Recensione

Dalla Gerusalemme medievale al mare delle Indie Occidentali il passo è stato lungo “appena” sei episodi distribuiti in altrettanti anni. La serie Assassin’s Creed prova a reinventarsi sfruttando una delle caratteristiche introdotte con il precedente episodio e che ha forse riscontrato più successo di quanto lo sviluppatore non si aspettasse. Assassin’s Creed 4 Black Flag punta sull’esplorazione navale, rendendo i pirati e la loro nota epoca d’oro protagonisti di un’avventura di ottima qualità, tra le migliori sicuramente mai offerte finora dalla saga, integrando ovviamente le relative vicende con quelle che coinvolgono Assassini e Templari.
 

 
Protagonista della storia è Edward Kenwey, nonno di Connor, assassino personaggio principale in Assassin’s Creed 3, che nel corso degli anni è divenuto tra i più temibili pirati dei sette mari. Non vogliamo rivelarvi altro della trama e soprattutto come questa si incroci con gli eventi del presente che continuano ovviamente ad avere un ruolo di primo piano nella sceneggiatura, ma sebbene non si tratti di niente di indimenticabile sarà in grado di tenervi incollato allo schermo fino alla fine. 
 

 
Concentrandoci invece sulla struttura di gioco, è chiaro che l’intento dello sviluppatore fosse quello di indirizzare la saga verso una nuova direzione, pur senza dimenticare ovviamente le origini del primo episodio lanciato ormai qualche anno fa. Quello che in Assassin’s Creed 3 era soltanto un elemento di contorno, seppur ben fatto e gratificante, in Assassin’s Creed 4 diventa il perno attorno a cui ruota l’intero gameplay e che porta essenzialmente avanti la baracca. Un perno che ha però il difficile compito di amalgamarsi alla perfezione allo stile da action/adventure che questo Assassin’s Creed vuole comunque necessariamente possedere: ebbene, nonostante i timori iniziali e qualche difetto oggettivo, si può tranquillamente affermare che le due cose non solo riescono a coesistere tranquillamente, ma funzionano anche alla grande. 
 

 
Le fasi sulla nave rappresentano per la verità la gran parte di tempo che spenderete in Assassin’s Creed 4 Black Flag. Naturalmente, Ubisoft ha approfondito il sistema introdotto nel precedente episodio e permette adesso di esplorare liberamente i mar dei Caraibi offrendo una libertà d’azione inizialmente spiazzante, ma che diviene poi facile da controllare e da gestire con il passare delle ore di gioco. Non bisogna peraltro sottovalutare l’importanza che ha la Jackdown, la nave di Edward, nell’economia di gioco. Oltre ai potenziamenti naturali per il protagonista, bisogna infatti tenere conto anche di quelli dedicati alla propria nave, che Ubisoft ha più volte ribatezzato come la co-protagonista di Assassin’s Creed 4 Black Flag. Le acque del Mar dei Caraibi non sono per tutti e costantemente avrete bisogno di migliorare le caratteristiche della nave per avere ragione degli avversari e portare a casa la pelle.
 
 
 
Non è semplice sintetizzare l’esperienza di gioco di Assassin’s Creed 4 Black Flag in poche parole, proprio per l’alto numero di attività principali e secondarie che avrete a disposizione. Essenzialmente però spenderete gran parte del tempo sulla vostra nave dilettandovi in assalti, abbordaggi, razzie, combattimenti e persino cacce al tesoro, vista la possibilità di scendere a terra in qualsiasi momento per esplorare le terre e le città che compongono l’ambientazione di gioco.
 
Ed è a terra che Assassin’s Creed 4 Black Flag riprende la sua struttura classica, fatta di appostamenti e uccisioni silenziose, oltre che da combattimenti all’arma bianca che riprendono lo stile dei vecchi episodi. Purtroppo in questo senso non c’è da segnalare chissà quale miglioramento sperato: l’intelligenza artificiale dei nemici continua a essere deludente e gli scontri possono essere risolti facilmente, salvo “incastrarsi” con i soliti problemi del sistema di controllo che rischiano di far sbagliare anche nelle situazioni meno complicate. Chiaro, Ubisoft ha inserito qualche novità tale da rendere il sistema di combattimento come il migliore mai visto nella serie, ma ancora lontano dal risolvere i difetti storici sotto questo punto di vista del franchise. 
 

 
Tra le attività secondarie si segnala il debutto l’esplorazione subacquea, che permette così di andare alla ricerca andati perduti e dimenticati nel tempo nelle profondità del mare, e della pesca con l’arpione per portarsi a casa grossi esemplari della fauna marina. Inserimenti interessanti, ma pur sempre secondari e che rischiano di diventare un po’ ripetitivi con il passare delle ore del gioco, così come in generale per il sistema che gestisce l’esplorazione navale. 
 
Presenti ovviamente anche in questo episodio delle modalità multiplayer, che seppur si rivelino estremamente secondarie all’intera esperienza offerta da Black Flag, riescono a intrattenere e ad allungare una comunque ottima longevità.
 

 
Dal punto di vista tecnico c’è poco da dire: Assassin’s Creed 4 Black Flag arriva al punto di spremere ormai al massimo le capacità delle console attuali e restituisce senz’altro i picchi migliori una volta in mare aperto. Nonostante la mappa sia veramente enorme, il mondo di gioco è particolarmente dettagliato, cosa che presta il fianco a un calo di frame rate nelle situazioni più concitate. Bene il comparto sonoro, con un buon doppiaggio in italiano e la solita ottima colonna sonora che da sempre contraddistingue la serie.
 

 
Commento finale
Assassin’s Creed 4 Black Flag ha indubbiamente il merito di puntare su qualcosa di diverso rispetto i predecessori, portando una freschezza nella saga che non si vedeva da anni. La scelta di concentrarsi sul tema piratesco funziona sia dal punto di vista ludico che della sceneggiatura, anche se in entrambi i casi qualche imperfezione di troppo non gli permette di guadagnarsi una valutazione esagerata. 
Consigliato comunque senza riserve a tutti i fan della saga e, in questo caso, anche a chi è estremamente affascinato dall’epoca piratesca, riprodotta e proposta con cura da Ubisoft tramite un’atmosfera che sembra essere ripresa dai miglior film del genere. 
 
 

Articolo a cura di Redazione Player.it

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