Un Fallout cancellato nel 2003 sta tornando in vita (in modo insolito)

fallout revelation blue, fallout van buren, fallout 2, fallout new vegas mod, fallout new vegas revelation blue

Nel 2003, anni prima del sequel/reboot di Fallout col terzo episodio della serie targato Bethsda, Black Isle Studios aveva in programma un sequel di Fallout 2 intitolato provvisoriamente Van Buren. Oggi, dopo quasi vent’anni, quel progetto torna in qualche modo a vivere grazie a una mod di Fallout New Vegas intitolata Revelation Blue (il titolo originale è ora di proprietà di InXile), sviluppata da un gruppo di modder.

fallout revelation blue, fallout van buren, fallout 2, fallout new vegas mod, fallout new vegas revelation blue

Tramite la loro pagina NexusMod (attualmente chiusa oscurata per lavori interni)., gli sviluppatori affermano che il progetto tenterà di riproporre la trama di Van Buren nel modo più fedele possibile, pur avendo intenzione di inserire varie caratteristiche peculiari.

L’originale Van Buren sarebbe stato ambientato nell’anno 2253 e metteva i giocatori nei panni di un prigioniero evaso, che vagava per il sud-ovest americano inseguito da guardie carcerarie robotiche. Nel gioco sarebbero state presenti versioni post-apocalittiche di luoghi come Denver e il Grand Canyon.

Parti di Van Buren sono state riciclate in Fallout New: Vegas, e il legame col gioco dl 2010 ha portato i modder che lavorano su Revelation Blues a voler ignorare del tutto il canone dell’action-rpg di Obsidian, ponendo Revelation Blues come sua versione indipendente.

Che questo progetto possa dar vita a una sorta di canone fan-made della saga?

Ti è piaciuto l'articolo o hai perplessità?
Entra nel nostro gruppo Facebook o sul gruppo Telegram!
FONTE PC Gamer

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

Tra open world e macro aree: qual è il futuro del videogioco action?

Sonic spegne 30 candeline: ecco cos’ha in mente Sega per festeggiare con stile