Mentre la saga di From Software si fa un riposino e la sua software house è impegnata in un titolo che aspetta solo di essere annunciato ufficialmente (anche se le teorie al riguardo sono tantissime), il terzo capitolo della saga sta venendo analizzato in modo estremamente minuzioso da utenti smanettoni che ne stanno esplorando i più reconditi segreti.

Tra questi troviamo anche Lance McDonald, un ragazzo australiano che lavora nell’industria che sta applicando il buon vecchio datamining sull’ultimo capitolo della saga From Software

Benedetto Datamining.

Secondo le dichiarazioni di Lance Mcdonald Dark Souls 3 aveva una sezione finale completamente diversa, questa volta ambientata in una versione particolare delle Tombe Dimenticate.

La location Tombe Dimenticate (Untended Graves nella versione inglese) è comunque utilizzata nel gioco come luogo opzionale sbloccabile dopo la boss fight con Oceiros. Essa contiene un boss opzionale, oggetti unici ed un particolare oggetto chiave in grado di sbloccare uno dei finali del titolo.

Queste tombe, nella loro versione iniziale, avrebbero incluso boss e fasi di gioco differenti a seconda dei rituali utilizzati, una delle meccaniche annunciate e poi rimosse del gioco.

Queste meccaniche sono state analizzate in una serie di video dallo youtuber Sanadsk. Con i rituali sarebbe stato possibile invadere gli altri mondi e creare i falò a proprio piacimento per tutta la mappa di gioco utilizzando come carburante i corpi dei nemici.

Un finale tutto nuovo per Dark Souls 3

Tali rituali avrebbero attivato tre boss differenti: Gundyr (già presente nel gioco originale), Sulyvahn (una versione modificata del boss che avrebbe dovuto agire da boss finale) e una novità completa: Snakesoul.

La versione preliminare delle Tombe Dimenticate era, nei progetti di Miyazaki & co secondo McDonald e alcuni suoi collaboratori, soltanto il primo step verso la location finale del titolo.

Dark Souls 3 finale

Ad esse seguivano versioni modificate dell’Altare del vincolo e delle Mura del Castello Di Lothric (la prima ambientazione che si incontra nel corso del gioco). Tutti gli ambienti di gioco presentavano cavalieri neri come nemici, quasi a voler ricordare l’epico showdown finale presente nel primo capitolo della saga.

Per maggiori informazioni riguardo alcuni cut-content del titolo è possibile andare qui e leggere un sacco di vecchi tweets raccolti dall’utente Kagaaz per confrontare le informazioni.

Certo, questo potrebbe non consolare nessuno rispetto al ritardo sull’uscita della versione Switch di Dark Souls: Remastered, ne accontentare chi voleva al più presto possibile un Amibo a forma di Solaire ma tanto vale spolpare per benino ciò che già si ha.

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