Call of Duty: Warzone è il miglior successo di Activision secondo Forbes

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L’annuncio di Call of Duty Warzone di qualche mese fa ha preso contropiede tanto giocatori quanto analisti per l’inedita svolta battle royale della quasi ventennale serie Activision, ma a quanto pare CoD ha vinto ancora una volta. Stando a un’analisi di LightShed Partners riportata da Forbes, infatti, l’operazione ha fatto registrare ad Activision un eccellente risultato di borsa.

Al momento le azioni della major valgono 82 dollari ciascuna, con una tendenza all’aumento di valore dopo il mese di agosto 2020.

Secondo gli analisti, ad aver contribuito al successo sono stati due fattori: da un lato la formula azzeccata del battle royale, che ha fatto entrare il franchise in un territorio molto remunerativo (pensiamo solo al successo di Fortnite), dall’altro la strategia di cross-sell, ovvero il fatto di poter contare anche su una fan-base preesistente dovuta ai giochi storici della serie (primo fra tutti l’acclamato remake di Modern Warfare, vero apripista a Warzone).

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Infine secondo Forbes ad aver inciso sugli accessi massivi a Warzone è stato il periodo del lockdown, che ha portato molti ad abbracciare il nuovo gioco.

Il tutto, a detta degli analisti, grazie a un buon connubio fra contenuti di qualità e monetizzazione equa.

Vi aspettavate un successo del genere oppure Call of Duty Warzone vi ha meravigliato?

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FONTE Forbes

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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