Cory Barlog di God of War: “I giochi single player sono fantastici”

god of war single player
Per Cory Barlog, game director di God of War, i giochi in single player sono ancora fantastici.


God of War uscirà presto, ormai manca poco al 20 aprile. Il prossimo capitolo della serie è arrivato alla fase gold, quindi, il suo sviluppo è ufficialmente terminato. Tutti gli amanti dei giochi in single player avranno un’altra grande storia da aggiungere alla loro collezione. Che i videogiochi per giocatore singolo stiano morendo a causa dell’enorme quantità di giochi multiplayer pubblicati ogni mese, è un’opinione che in molti stanno coltivando. Cory Barlog, game director di God of War, la pensa diversamente.


Barlog ha rilasciato molte interviste nelle ultime settimane, fornendoci tantissime informazioni sul prossimo titolo della saga. Tra le più importanti, ricordiamo che verrà mostrato un lato che pochi conoscono di Kratos e che durante la storia ci sarà spazio anche per il senso dell’umorismo. Inoltre, secondo alcune indiscrezioni saranno presenti quattro livelli di difficoltà, tra cui proprio uno dedicato a chi vorrà godersi la trama affrontando combattimenti meno duri.

In una delle interviste rilasciate nelle ultime settimane, Barlog ha dichiarato di aver rifiutato di lavorare per Crystal Dynamics perché una sua idea per un gioco single player fu respinta dalla società. Decise così di tornare da Santa Monica Studios per continuare God of War. Questo aneddoto gli ha dato l’opportunità di esprimere la propria opinione, in un’intervista rilasciata a USgamer, in merito ai giochi in single player in generale. Riguardo alla questione, ha dichiarato:

Accessibilità, possibilità di giocare subito, divertimento. Mantenere la promessa che si trova sul retro della scatola.

Ecco perché i giochi in single player sono fantastici. Mi sento ancora come se avessi quella sensazione che avevo a scuola: ‘Non vedo l’ora di tornare a casa. Voglio essere trasportato in questo mondo completamente diverso’. I fantastici film fantasy degli anni ’80 sono ancora fonti di ispirazione, come La Storia Infinita. Le persone mi guardano in modo strano quando dico che è un’ispirazione: ‘Ma quello è un film per bambini.’ E io sono tipo: ‘No, è un film fantastico!’ È un film che dipinge questa fantastica immagine di un mondo che non conosciamo. Legend, Labyrinth, Ladyhawk, qualsiasi film degli anni ’80 che conteneva una ‘L’. Questi film sono stati formativi per me. E mi ispirano ancora.

Queste dichiarazioni di Cory Barlog faranno sicuramente piacere a tutti coloro che pensano ancora che la vera essenza dei videogiochi risieda nelle esperienze in singolo. Inoltre, queste parole si ricollegano strettamente a ciò che il game director di God of War disse pochi giorni fa riferendosi all’enorme quantità di easter egg, segreti e citazioni che i giocatori troveranno nel gioco:

Impazzisco quando si parla di cose del genere. Ci sono segreti e riferimenti nascosti dappertutto. E intendo letteralmente ovunque: stiamo parlando della confezione, dei menù, delle schermate di caricamento, quando si preme il pulsante Opzioni, e altre cose di questo tipo.

Una delle cose che ho sempre sperato che avvenisse è quando la gente dice ‘Lo sapevi che…?’. Credo sia una cosa fantastica. È questa la parte divertente del creare giochi. C’è un sacco di complessità, ma questa complessità ci permette di nascondere cose che sono interessanti e alcune che sono davvero profonde.

Stando alle parole di Cory Barlog, dunque, avremo a che fare con una storia fuori dal comune e che ci costringerà anche ad aguzzare vista e udito per scoprire tutte le sfaccettature di cui si compone.

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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