Cory Barlog su Kratos: “Voglio mostrare un lato di lui che nessuno conosce”

god of war kratos
Cory Barlog ha affermato di voler mostrare un lato nascosto di Kratos

Il game director di God of War, il prossimo capitolo della saga che uscirà il 20 aprile in esclusiva su Playstation 4, ha rilasciato una nuova intervista al Playstation Blog in cui si lascia andare a considerazioni sul personaggio principale, Kratos.


Molti avranno già compreso che Kratos non sarà più quello di una volta. Non parliamo del suo look o del suo equipaggiamento, ma di Kratos in quanto persona e in quanto padre. La natura del personaggio che siamo abituati a conoscere cambierà radicalmente. Il suo comportamento che prima era influenzato da una rabbia cieca e che non conosceva ostacoli morali, in God of War per PS4 verrà totalmente stravolto.

God of War: un Kratos diverso e più complesso

Ovviamente, Kratos rimarrà una macchina di distruzione e morte, ma la sua personalizzazione, secondo Barlog, sarà molto più complessa e variegata. L’obiettivo del direttore di gioco è quello di offrire ai giocatori un nuovo punto di vista. “Voglio mostrare un lato di lui che nessuno conosce”, questa la frase precisa che lascia spazio all’immaginazione e apre spiragli da cui intravedere un Kratos rinnovato sul lato umano. È pur sempre un padre, adesso, quindi deve fare i conti con un’altra figura che è a lui complementare e a cui deve insegnare qualcosa. Kratos, dunque, come riportato diverso tempo fa, sarà molto più interessante.

Onestamente, questa è stata la mia sfida preferita. Per quanto sia difficile creare un personaggio da zero… lo è ancora di più prendere un personaggio che tutti credono di conoscere, e mostrare un lato di lui che in realtà nessuno conosce. Mostrare un senso di crescita, di cambiamento.

Credo che sia molto arduo. Dal punto di vista puramente drammatico, è una sfida spettacolare. Lui è in parte malvagio, ma in parte anche buono.

Mentre sviluppavamo gli altri giochi, ci siamo resi conto, forse troppo tardi, che non stavamo sviluppando questo suo intrinseco dualismo. Quindi, iniziando lo sviluppo di questo gioco, è stata una scelta deliberata. Ho detto: “Voglio proprio vedere cosa significa cambiare per un personaggio come questo.”

Non c’era bisogno che fosse un terremoto tale da spostare l’asse terrestre. Sono più dei piccoli movimenti che mostrano questo tipo di dimensione, questi momenti più raccolti e riflessivi…

Cosa che ha anche preoccupato le persone. “Kratos? Momenti riflessivi? Ma è una follia!” E invece è possibile. È solo molto difficile da spiegare alle persone, ma quando poi lo vedono finiscono per dire “Oh, sì, ora capisco.”

Anche sul rapporto tra i due personaggi, si è soffermato Cory Barlog.

Per un genitore, specialmente se alle prime armi, una cosa del genere è sempre una sorta di doccia fredda. Quando rivedi i tuoi peggiori difetti in tuo figlio… Oh, cielo. È una cosa che mi toglie il respiro, credimi.

Quando mi capita di vedere questa cosa in mio figlio… Sai, io sono un tipo davvero nevrotico. A volte, mi è terribilmente difficile avere pazienza. Probabilmente, sono una vera spina nel fianco, sul lavoro… A volte sono severo ed esigente, e molto concentrato, e altre volte molto chiuso.

Vedo gli stessi tratti caratteriali in mio figlio, ed è una cosa che mi spezza il cuore. E queste sono piccole cose, se paragonate alla situazione di Kratos, e al momento in cui lui inizia a vedere nel figlio le radici di ciò che gli ha rovinato la vita. E lui non ha la minima idea di come intervenire! Perché in realtà nessun genitore lo sa. Io non so come intervenire!

Queste rivelazioni fanno il paio con quelle che abbiamo pubblicato pochi giorni fa in cui il team di sviluppo ha affermato che in God of War ci sarà spazio anche per il senso dell’umorismo.

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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