Il prossimo gioco a tema Witcher non si chiamerà The Witcher 4

The Witcher


CD Projekt Red, tra un trailer di Cyberpunk 2077 e una dichiarazione sul come questo titolo sarà, ha rilasciato una dichiarazione molto importante sul prossimo capitolo della saga che li ha resi incredibilmente famosi.

The WitcherPer chi non lo sapesse: CD Projekt Red è una software house polacca salita alla ribalta dopo aver portato la saga dello strigo da umili origini (con un The Witcher 1 carino ma dimenticabile) al vertice del mondo dei videogiochi (The Witcher 3: Wild Hunt si è riportato a casa una pletora di premi differenti) finendo per vendere complessivamente oltre 33 milioni di copie.

Nel corso di un intervista con il magazine locale Bankier.Pl il CEO di CD Projekt Red Adam Kicinski ha dichiarato che lo studio è si concentrato in modo quasi completo su Cyberpunk 2077.

La forza lavoro non impegnata sul titolo sta preparando qualcos’altro, di cui però “non sentiremo parlare molto presto.”

Che il nuovo titolo sia legato al brand di The Witcher?

The Witcher

Incalzato dall’intervistatore Adam Kicinski ha poi dichiarato un particolare interessante su di un eventuale quarto capitolo della saga dello strigo:

I primi tre “The Witcher” erano una trilogia per definizione, per questo non credo chiameremo mai il quarto capitolo della saga The Witcher 4. Il mondo magari rimarrà lo stesso, infondo ci abbiamo lavorato per anni e anni per renderlo ciò che è diventato, ma non credo chiameremo mai quel fantomatico quarto capitolo The Witcher 4. 

Per ora ci concentriamo in modo responsabile sullo sviluppo di Cyberpunk 2077, in modo da non far perdere tempo e curiosità al nostro pubblico. In futuro arriverà il momento di parlare del nostro secondo progetto.

Sappiamo che il doppiatore di Geralt vorrebbe un nuovo capitolo di The Witcher con per protagonista Ciri; in quel caso troviamo anche noi errata come definizione per un titolo del genere quella di “The Witcher 4”; sarà molto più probabile avere a che fare con un qualche sottotitolo o qualche puntualizzazione.

L’unica cosa importante, almeno dal nostro punto di vista, è la qualità di gioco. Se il prossimo videogioco ambientato nel mondo di The Witcher avrà una qualità ludica simile a quella del terzo capitolo non ci sarà nulla di cui preoccuparsi a prescindere dal protagonista interpretato.

Nel frattempo cerchiamo solo di arrivare vivi e vegeti all’uscita di Cyberpunk 2077: sapete ad esempio che sarà possibile scegliere in modo molto accurato la propria identità all’interno del titolo? sapete che CD Projekt Red sta studiando se inserire features riguardanti il multiplayer all’interno del titolo? Oppure sapete che il gioco presenterà dei nudi integrali all’interno della sua ambientazione per una motivazione ben precisa?

Lo sappiamo, è difficile tenere a bada la scimmia dell’hype

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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