5 videogiochi che possono sostituire un film per trascorrere le serate da soli

cinque videogiochi che possono sostituire i film

C’è chi trascorre le serate da solo con un bel film o con un videogioco, tuttavia è possibile coniugare le due cose scegliendo un titolo che abbia le caratteristiche di entrambe le forme espressive.

D’altronde, un film ha una grossa lacuna che un videogioco può riempire, la passività dello spettatore. Non ci è consentito intervenire, le vicende saranno uguali anche alla centesima visione del medesimo film.

Esistono però i cosiddetti film interattivi e i videogiochi story driven che ci permettono di modificare la storia, rendendoci partecipi di ciò che stiamo guardando. Qui di seguito, vi consigliamo cinque videogiochi che possono sostituire un film.

Erica

Videogioco in full motion video, cioè interpretato da attori reali e girato come se fosse un film, ma con l’interattività propria dei videogames. Erica è un thriller in cui saremo alle prese con dei brutali omicidi che sembrano essere legati alla Delphi House, un ospedale psichiatrico diretto dall’ormai defunto padre della protagonista, Erica, per l’appunto. Dopo l’ennesimo omicidio, le forze dell’ordine mettono sotto protezione la giovane, la quale inizierà per conto suo delle indagini all’interno della misteriosa struttura.

Recensione di Erica.

Late Shift

Late Shift è una spy story dal ritmo incalzante e con una buonissima varietà di situazioni che possono cambiare in base alle nostre scelte. Il protagonista è un giovane studente di matematica che lavora come custode in un parcheggio. Durante il suo turno di notte (late shift, appunto) si ritrova suo malgrado invischiato in eventi troppo grandi e pericolosi. Viene rapito da una banda di truffatori d’alto rango che hanno messo nel mirino l’oggetto più prezioso di un’asta. Per non fare una brutta fine, accettiamo di diventare il loro autista ed è qui che entriamo in gioco noi: aiutarli a fare il colpo della vita o sabotare dall’interno l’operazione?

She Sees Red

Thriller investigativo ambientato in Russia. Nel retro di un locale avviene un omicidio, la poliziotta chiamata a indagare sulla faccenda si muoverà in un mondo sommerso spietato e senza regole. La principale peculiarità di She Sees Red è l’alta rigiocabilità, infatti una singola run dura circa mezz’ora, tuttavia il film interattivo si presta a essere finito e ripreso molto velocemente, in modo da assistere in un’unica serata, al massimo due, tutti i finali possibili.

Recensione di She Sees Red

The Complex

Uno dei migliori film interattivi dell’ultimo periodo grazie al ritmo serrato e all’atmosfera che ci fa sentire davvero in trappola. La protagonista di The Complex è una ricercatrice al lavoro su un progetto segretissimo che riguarda la possibilità di rimarginare qualsiasi ferita grazie alle nanocellule. Una sera lei e tutta la sua equipe rimangono bloccati nel laboratorio a causa di un attacco operato da alcuni terroristi. La struttura è presa d’assedio e non c’è modo di scappare, l’unico modo per sopravvivere è prendere le decisioni giuste.

Recensione di The Complex.

Man of Medan

Man of Medan non è un videogioco in full motion video, ma la sua struttura e l’impostazione generale sono quelle tipiche di un film dell’orrore. È il primo episodio della serie antologica The Dark Pictures sviluppata da Supermassive Games, il team che ha lavorato a Until Dawn e Hidden Agenda. Prendiamo il controllo di ben cinque personaggi, cinque giovani appassionati di esplorazioni subacquee che si ritrovano, dopo un tentativo di sequestro, sulla tristemente nota Ourang Medan, nave mercantile il cui equipaggio sparì per cause mai accertate. Un horror claustrofobico in cui ogni decisione può salvare o mettere a repentaglio la vita del personaggio controllato e di tutti gli altri. Nonostante sia un gioco che invoglia a giocare in compagnia, può intrattenere anche in single player.

Recensione di Man of Medan. Questa estate sarà disponibile il secondo episodio della serie, Little Hope.

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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