Venti anni fa avreste mai immaginato di vedere Mario e Sonic sulla stessa console o addirittura nello stesso gioco? No, assolutamente. Chiunque sia vissuto negli anni ‘90 sapeva quanta competizione c’era tra le compagnie di SEGA e di Nintendo. Talvolta negli spot c’erano addirittura frecciatine reciproche.

Il personaggio di Sonic tra l’altro, nacque anche per dimostrare la superiorità hardware di SEGA. Egli ha come caratteristica la super velocità per dimostrare che il processore grafico di Sega Megadrive era più veloce e potente di quello del competitor.

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Genesis fa quello che Nintendo non fa. La concorrenza tra Nintendo e Sega.

Sonic e Mario sulla stessa console? Non ha senso (se sei negli anni ’90)

Immaginate di essere un gamer degli anni ‘90 e per qualche strano motivo siete rimasti bloccati in un bunker sotterraneo oppure ibernati per due decadi.  Uscite fuori (o vi svegliate) e ovviamente, la prima cosa che volete fare e scoprire cosa è cambiato nel panorama videoludico.

Vi recate al più vicino Blockbuster ma scoprite che la catena è fallita. Allora vi fate strada verso un Gamestop e rimanete stupiti per il fatto che l’ultimo capitolo di Sonic è disponibile anche per Nintendo Switch.

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Nel 2020 uscirà il nuovo capitolo di “Mario e Sonic ai giochi olimpici.”

Vi meraviglia ancora di più che esista un gioco di nome Super Smash Bros. in cui, nel grande roster, sono presenti sia Mario che Sonic o che addirittura sia stata creata una serie dedicata ai Giochi Olimpici che li vede entrambi protagonisti.

Come mai due compagnie, anni fa rivali, inaspettatamente collaborano tra di loro? Semplicemente dopo il flop del Dreamcast, SEGA ha abbandonato il settore delle home console per rimanere esclusivamente produttrice e distributrice di videogiochi e di cabinati.
A questo punto, dato che non c’era più conflitto di interesse per il mercato casalingo, perché non distribuire i giochi anche sui dispositivi Nintendo come third party? Detto fatto.

Questo è solo uno dei tanti esempi di come il mercato videoludico sia cambiato negli ultimi 20 anni. E con i ritmi del progresso tecnologico di oggi e l’arrivo dei primi servizi per giocare in streaming non possiamo nemmeno immaginare cosa accadrà nel prossimo ventennio… o forse si?

Come il cross-play ha cambiato il rapporto tra competitor (c’era una volta la console war)

Un fattore determinante almeno da due generazioni è la connessione a internet. Sono sempre di più gli utenti che giocano online, su tutte le piattaforme.

Non serve che vi dica quale sia il titolo più giocato negli ultimi tempi: che voi lo amiate o che lo odiate Fortnite ha dato un grande contributo alla diffusione del cross-play, ovvero la possibilità di poter giocare online ai medesimi titoli ma su piattaforme differenti.

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Fortnite, uno dei primi giochi ad avere il crossplay su tutte le console.

Possiamo sfidarci nella modalità battle royale con amici che hanno pc, Playstation e Xbox. Fino a qualche tempo fa era possibile anche con Switch, ma si è deciso di abbandonare questa feature per la differenza di framerate.

Sembrerebbe insolito, illogico consentire ad un utente di giocare con un’altro da una console competitor. Proprio per questo Sony, inizialmente, rinunciò questa feature. Successivamente ha cambiato idea, probabilmente per evitare di perdere quella fetta di utenza interessata a giocare con quante più persone possibili.

Insomma, seppur competitor a Microsoft e Sony conviene condividere i loro giocatori.

Fortnite non è l’unico gioco che ha il corss-play. Un altro esempio eclatante è Rocket League,  per non parlare di Microsoft che garantisce il cross-play tra Xbox e Windows 10 tra moltissimi dei giochi del suo store.

Altri titoli che implementano e\o implementeranno tale feature sono Minecraft, PUBG, Apex Legends e addirittura il nuovo Call of Duty: Modern Warfare.

Le esclusive abbandonano le console, ma rimangono legate al brand

Parlando di Minecraft, per chi di voi non lo sapesse il brand appartiene da qualche anno a Microsoft. Tuttavia il gioco è disponibile anche per le console PlayStation.
Alla casa di Redmond non conveniva rendere un titolo così popolare esclusiva Xbox. Avrebbe avuto solo da perdere.

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Nonostante sia di Microsoft, Minecraft è disponibile per tutte le piattaforme.

Microsoft tra l’altro ha pochissime esclusive su Xbox, molti titoli sono disponibili anche su Windows 10. Nuovi titoli di saghe storicamente legati alla console di Microsoft usciranno anche su pc.

Persino la sua più grande esclusiva, Halo vedrà tutti i suoi capitoli della Master Chief collection su Windows e tale atteggiamento sembra voler andare oltre al pc con Ori su Switch.

A proposito, Nintendo sta concedendo molte licenze dei suoi titoli per smartphone come Pokémon GO!, Super Mario Run e Animal Crossing Pocket Camp. Nessuna iniziativa per pc o altre console.

Anche titoli fino ad ora esclusiva delle console Sony sono approdati su PC. Alcuni di questi sono Flower, Heavy Rayn, Beyond: Two Souls e Detroit: Become Human.

Fino a qualche giorno fa addirittura Death Stranding era stato confermato su pc a qualche mese di distanza dal rilascio per PlayStation 4. Tuttavia la notizia è stata smentita durante la Gamescom di Colonia,

Questi erano comunque titoli di studi esterni a Sony. Tuttavia la compagnia sta per rilasciare il primo titolo di cui è publisher su Epic Game Store: RedySet Heroes.

Non si tratta certamente di un tripla A, potrebbe però essere l’inizio di un atteggiamento di apertura alle piattaforme di terze parti.

L’hardware sarà irrilevante tra dieci anni (grazie al cloud gaming)

A questo punto è necessario anche fare analizzare il fenomeno dal punto di vista delle console. L’hardware, fino alla settima generazione, era completamente differente tra Sony e Microsoft.
Da PlayStation 4 e Xbox One si è avvertita una certa uniformità grazie a processori e gpu del medesimo proprietario (AMD). La stessa cosa si verificherà per PlayStation 5 e Xbox Scarlett.

Avremo due console quasi identiche a livello di performance. La differenza la faranno sempre di più le esclusive. Per questo Microsoft sta comprando sempre più studi, ma Sony ovviamente, non resta a guardare dato che qualche giorno fa ha acquistato Insomniac.

C’è anche un’altra variabile da calcolare: lo streaming. Ne ho già parlato in maniera esaustiva qualche tempo fa. Il cloud gaming ha i suoi pro e i suoi contro e prenderà sicuramente mercato entro i prossimi 10 anni. E se ci vorrà tempo non sarà tanto per una questione di infrastrutture ma di abitudine degli utenti.

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Il futuro vedrà l’alleanza tra queste compagnie? Porterà dei vantaggi?
Come si comporteranno le tre compagnie con l’arrivo del cloud gaming?

A quel punto l’hardware potrebbe non essere più determinante e Microsoft, Sony e Nintendo (anche se quest’ultima sembra voler mantenere metodi “all’antica”) dovranno dividersi il mercato con Stadia.

Difficile dire nel dettaglio cosa accadrà. Microsoft e Sony potrebbero allearsi (come sembra che stia già avvenendo) per contrastare l’infrastruttura capillare di Stadia o allearsi singolarmente con Google.
Ciascuna azienda potrebbe hostare i servizi dei competitor sul proprio hardware (lo fa già Amazon con Netflix) o piattaforme come Steam e Epic Games Store.

Insomma, tra vent’anni potremo avere Halo 10 su PlayStation, Uncharted 8 su Steam oppure giocarli entrambi su Stadia.
Ho invece qualche dubbio sul fatto di vedere Super Mario: Apocalypse su Xbox, ma potremo consolarci con il cross play di Fortnite Dating Simulator tra le varie console.

Ironia a parte, qualsiasi sarà lo scenario nel mondo videoludico, tra competizione e improbabili alleanze noi saremo qui a raccontarvelo su Player.it.

>> Leggi anche: Il development kit di PlayStaiton 5

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