AC: Odyssey Il giudizio di Atlantide e altri videogiochi per riscoprire la città sommersa

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Città mitica per eccellenza, ispiratrice di artisti e scrittori di ogni tempo, mistero storico per antonomasia, Atlantide non poteva che essere una delle location di Assassin’s Creed Odyssey, i cui ultimi tre DLC (l’ultimo dei quali, Il giudizio di Atlantide, è da ieri pronto a essere acquistato e giocato) vedono nell’isola perduta un tema centrale. Come possiamo immaginare, però, gli sviluppatori di Ubisoft non sono gli unici a essere rimasti folgorati dal mito: la storia del videogioco è piena di titoli che fanno riferimento a esso, alcuni dei quali molto interessanti. Oh esploratori dell’ignoto videoludico, in questa giornata estiva Player.it vi invita a salpare con noi alla ricerca delle tracce di Atlantide nel nostro medium preferito, a cominciare da alcuni classici. Si parte!

Di cosa parla Il giudizio di Atlantide

Anche se dovremo per forza scendere nei meandri della Storia, partire dall’ultimo DLC del titolo Ubisoft ci sembra necessario, anche solo a titolo informativo: la nuova porzione di gioco, che potrebbe essere una delle ultime uscite legate al titolo, vede il giocatore alle prese con una sfida contro diversi esponenti della mitologia greca (a differenza di quanto accaduto nel gioco base e nell’altra serie di DLC di Odyssey, più interessati al setting più prettamente storico).

Le vicende raccontante nei tre DLC “mitologici” (prima de Il Giudizio di Atlantide abbiamo avuto Campi Elisi e Tormento di Ade, usciti negli scorsi mesi) riportano quindi la saga a toccare i suoi lati più “fantasy”, con gli dei greci, l’aura di mistero quasi ultraterreno, la forte presenza di altre entità in grado di dominare la storia umana indisturbate. Un arco narrativo che ora, in questo terzo e ultimo atto, ci vedrà entrare nel regno di Poseidone per tentare di salvare la città di Atlantide.

Proprio perché focalizzata sul lato “soprannaturale” dell’ambientazione, le vicende del gioco non potevano che riguardare la mitica città, forse non una componente fondamentale della mitologia greca ma senza dubbio un “simbolo” che ha aiutato a portare alta la figura del mondo ellenico all’interno dell’immaginario collettivo, anche in età digitale.

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Atlantide fra Storia e leggenda

Tracciare una storia del mito è molto difficile, perché Atlantide è una leggenda talmente antica e talmente entrata in profondità nella storia occidentale che farne un “sunto” è difficilissimo. La prima traccia di Atlantide in un documento storico è infatti reperibile, udite udite, in due dialoghi di Platone (e, quindi, nei testi di uno dei filosofi simbolo dell’intero occidente), nei quali era utilizzata come luogo immaginario metaforico.

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Atlantide e la “creatività”: una mappa immaginaria dell’isola perduta del 1665

A causa dell’alto valore delle storie nel mondo antico, Atlantide è divenuta non solo una leggenda tramandata da letterati o da viaggiatori alla sua ricerca, ma soprattutto un potentissimo simbolo amato dai creativi. Atlantide non era soltanto un luogo mitico da raggiungere, ma anche e soprattutto una meta a cui aspirare, un mondo incorrotto, infinitamente più sviluppato di quello “terreno”, nel quale l’uomo riversava la sua sete di perfezione. Come accaduto con tutti i luoghi immaginari della letteratura, certo, dal Paese di Cuccagna a El Dorado.

A livello narrativo, la città ha quindi sempre avuto la funzione di setting per storie che ruotano attorno a tre temi fondamentali: esplorazione, scoperta, avventura.

Un mondo perduto da scoprire

Non stupisce dunque che la città perduta sia stata la cornice di una delle più belle avventure grafiche esplorative di ogni tempo, Indiana Jones e il fato di Atlantide di Lucas Arts, amatissima dagli appassionati e rimasta nei loro cuori. Classica storia del nostro vecchio amico Indy, caratterizzata dalla solita ambientazione da romanzo d’avventura anni ’30, Il fato di di Atlantide riprendeva location e stilemi dell’allora trilogia di Spielberg/Lucas, mentre a livello narrativo aveva la sfiziosa caratteristica di costruire una versione di Atlantide basata sulle atmosfere della letteratura fantastica della prima metà del ‘900 e, in particolare, riconducibili allo sword & sorcery. Quel che interessava a Lucas Arts era quindi l’avventura, la scoperta, la ricerca archeologica, in pieno stile Henry Jones J.r.

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Il mitico Indiana Jones e il fato di Atlantide, in tutta la sua meraviglia.

Completamente differente era invece l’atmosfera di Atlantis-Segreti d’un mondo perduto, primo capitolo di una serie di punta-e-clicca francese ad ambientazione pseudostorica degli anni ’90 nel quale il giocatore doveva guidare Seth, giovane eroe, in un’avventura sospesa fra intrigo politico e detection in una Atlantide molto più vicina a quella di AC: Odyssey: scenari fantascienfici, atmosfera lussureggiante e, ovviamente, una complessa storia al cui centro c’era la sfida per la salvezza del mondo perduto. Atlantis era un videogioco ricco di location immaginifiche che si rifacevano solo leggermente alla ricostruzione pseudo-archeologica, in grado di coinvolgere grazie a un cast interessante e una buona sceneggiatura. Da questo primo gioco sarebbe stato poi tratta una saga, che rapidamente si sarebbe sviluppata verso atmosfere pseudo-archeologiche tipiche dei romanzi di Jules Verne, creando una sorta di universo narrativo.

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Un’Atlantide “futuristica” in Atlantis-Segreti d’un mondo perduto

Questi i due esempi principali di come il mito ha servito sinora la nostra arte preferita, ma la lista di giochi in cui compare Atlantide è lunghissima, e ne fanno parte brand celeberrimi con Tomb Raider, Age of Mithology, Zack McCracken & the alien mindbenders, assieme a molti altri, sintomo della sua importanza.

Bene, amici, questo rapido viaggio in una terra perduta e misteriosa, pane per i nostri denti di appassionati di storie, giunge al termine. Il mare è stato clemente, la ricerca abbastanza fruttuosa, il nuovo DLC di Assassin’s Creed pronto a metterci alla prova, e siamo certi che non sarà l’ultimo a voler sfidare le onde del mito per proporci storie sul mito di Atlantide…

 

>>Leggi anche: Eploriamo insieme la Story Creator Mode di Assassin’s Creed Odyssey<<

 

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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