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L’adattamento di Judgment sarà privo di censure e modifiche

Screenshot di Judgement che ritrae il protagonista mentre sferra due calci volanti a dei teppisti


Il designer e director del franchise di Yakuza Koji Yoshida è stato intervistato da Dengeki Online riguardo al suo ultimo progetto, Judge Eyes Shinigami no Yuigon, conosciuto in occidente col nome di Judgement.

Il gioco è un’esclusiva PS4 rilasciata il 13 Dicembre del 2018 in Giappone, ma si appresta ad arrivare anche in Occidente quest’estate. Durante l’intervista assieme a Yoshida c’era anche il Planning Supervisor Masao Kinosaki, ed entrambi hanno rilasciato esaustive dichiarazioni riguardo questo spin-off del famoso beat ‘em up di Sega

Un gioco per i fan di Yakuza e non solo

 

Screenshot di Judgement che ritrae il protagonista sorridente

 

L’intervista, che purtroppo rimane tutt’ora in giapponese, copre praticamente ogni aspetto dell’intero gioco, partendo dalla storia poliziesca e carica di dramma come le novelle di Kazuma Kiryu, fino ad arrivare alle varie side-quest, il sistema di combattimento e numerosi aneddoti riguardanti lo sviluppo del gioco e del nuovo motore grafico, il Dragon Engine.

Yoshida e Kinosaki hanno anche spiegato in cosa differisce Judgment dagli Yakuza, concentrandosi soprattutto sul cambio di prospettiva: questa volta infatti vestiremo in panni di un detective dalla parte della legge, che dovrà combattere a modo suo con dei criminali ed investigare varie scene del crimine per risolvere i propri casi.

Gli sviluppatori hanno quindi detto che Judgment è un gioco adatto non solo ai fan di Yakuza che conoscono già il team di sviluppo, ma anche e soprattutto ai neofiti che non hanno mai toccato uno Yakuza. Yoshida spera che in seguito questi nuovi giocatori possano anche voler provare la sua saga principale, invogliandoli a passare dall’altro lato della barricata sociale.

 

Non sono previste alcun tipo di censura e modifica per l’adattamento occidentale

 

 

 

Ma arriviamo ora alla parte che più ci riguarda: Dengeki Online ha poi chiesto delucidazioni riguardo la versione occidentale di Judgment, domandando se sarà in qualche modo differente dal gioco originale giapponese. La risposta di Yoshida ci ha tranquillizzati subito:

“Non c’è alcun cambiamento al contenuto della versione occidentale del gioco. Le differenze sono la registrazione di un doppiaggio in lingua inglese, e tutto il lavoro della sincronizzazione labiale che stiamo facendo al riguardo.”

Una conferma che, per ora, Judgement non sarà censurato in alcun modo per la sua release in Occidente. Sembra una cosa di poco conto, ma considerando il contenuto di Judgment e dell’intero franchise di Yakuza, che vanno dall’estrema violenza, trasposizione di prostituzione e criminalità, contenuti erotici fino alla rappresentazione delle più pazze (per noi) abitudini giapponesi, un adattamento privo di modifiche è davvero qualcosa di notevole. 

La politica di censura di Sony può sembrare parecchio ferrea, come nel caso della rimozione di alcuni costumi osé all’interno di giochi come God Eater 3The Legend of Heroes Trails of Cold Steel IV nelle release occidentali, ma questi non sono altro che casi isolati.

In realtà, la maggior parte dei giochi giapponesi rilasciati su PS4 non presentano censure sia nella release in terra nipponica che a casa nostra, anche quando si parla di contenuti di natura sessuali. Al massimo la censura avviene per personaggi femminili non propriamente maggiorenni in Giappone che in paesi come l’Italia vengono ancora considerate minorenni.

La release di Judgment potrebbe venir ritardata per motivi legati alla traduzione o al doppiaggio, ma a quanto pare non ci sarà alcun ritardo legato alla censura.

Per ulteriori informazioni su Judgment, continuate a seguirci

Articolo a cura di Riccardo Liberati

Classe 1997, cresciuto immerso dai libri, cartoni e videogiochi, ho sempre desiderato e provato fin dalla tenera età a creare storie fantasiose che rendessero un po' più brillante la mia vita monotona.

Ho trascorso l'infanzia in solitaria, giocando a quanti più titoli possibili, spaziando dai vecchi J-RPG di Square Enix fino ai più violenti sparatutto su PC, non disdegnando nel frattempo RTS, platform e giochi di corse automobilistiche.

Alle superiori riesco finalmente ad aprirmi e a trovare dei compagni con i miei stessi gusti e sogni, e capisco che non amo tanto i videogiochi, quanto la cultura ed i messaggi dietro di essi, gli stessi che ho sempre trovato nei libri, film e qualsiasi altro tipo di medium artistico.

Inizio a lottare per questo concetto scrivendo all'impazzata ed accrescendo la mia cultura ancor di più, sia attraverso la scuola che attraverso gli incontri e le persone d'ogni giorno. Questo bel sogno finisce con l'arrivo all'università, periodo peggio di qualsiasi film horror che abbia mai visto e che mi costringe a mollare tutto e rifugiarmi nella mia Fortezza della Solitudine per tre anni, perdendo interesse e linfa vitale per qualsiasi cosa.

Nel frattempo ho lavorato in numerosi settori, dall'aiuto vendita al libraio al tutor privato, e nel 2018 inizio a scrivere per Player.it, il mio primo incarico ufficiale come giornalista videoludico e che mi ha formato moltissimo sia nell'ambito dei videogiochi che in quello della scrittura basilare.

Oggi ho ripreso a studiare grazie alla scelta repentina ed irrazionale di iscrivermi alla Scuola Holden di Torino, luogo da cui vi scrivo, abbandonando casa per la prima volta ed il luogo natale di ogni mio piccolo successo e grande fallimento. La mia speranza? Quella di poter riuscire a trovare una strada ben delineata, facendo quello che mi piace fare senza dovermi sottomettere a nessuno

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