Improvvisarsi scenografi e creare un allestimento speciale per una sessione da tavolo: quale Master non ha mai avuto quel prurito alle mani e la certezza che sì, è sicuramente un’ottima idea? Purtroppo gli intenti artistici dei Dungeon Master nella maggior parte dei casi si scontrano con la vita reale: allestire una sessione da tavolo come se fosse una sessione live è un impegno non da poco in fatto di tempo e di energie.

Se dosate e organizzate nel modo giusto però, le sessioni “speciali” rimarranno nella storia della campagna e probabilmente nella memoria storia dei giocatori per decenni, quindi vale la pena fare almeno un tentativo. Qui di seguito i consigli per mettere su una sessione da tavolo scenografata con la massima resa e il minimo sforzo.

Props D&D
La paccottiglia disegnata nei manuali si può riprodurre con meno sforzo di quanto si creda

Perché giocare sessioni scenografate da tavolo è bellissimo?

Le sessioni di un gioco di ruolo da tavolo hanno un numero infinito di pregi, ma di certo hanno un grande difetto: soffrono tantissimo della distrazione dei giocatori. A chiunque è capitato infatti di essere rimasto seduto al tavolo tantissimo ma di aver giocato pochissimo. Una sessione da tavolo scenografata permette di focalizzare l’attenzione dei giocatori, rende più facile l’immedesimazione nei personaggi, nelle scene e nelle vicende e talvolta semplifica molto il lavoro del Master.

Naturalmente ogni party ha il proprio carattere e un Buon Dungeon Master (intendendo con questo nome il master di ogni possibile gioco di ruolo da tavolo) ha il dovere morale di cogliere lo spirito del gruppo e concretizzarlo a livello visivo.

Preparare sessioni da tavolo scenografate richiede tempo e fatica: è impensabile farlo ad ogni sessione e probabilmente è addirittura controproducente. Un’ottima idea è quella di allestire sessioni speciali soltanto in vista di occasioni speciali: la sessione d’apertura della campagna, la sessione conclusiva, un momento importante della storia, il compleanno di un giocatore.

Se in qualità di Dungeon Master avete ancora qualche dubbio, sappiate che per la seconda campagna di Critical Role la produzione dello show ha investito in scenografie, e se lo hanno fatto loro …

Allestire una sessione da tavolo: luci e suoni

Innanzitutto, la regola generale: l’allestimento scenografico di una sessione non deve ostacolare il gioco. Ben vengano ad esempio le luci soffuse e la musica, ma a patto che le prime consentano comunque di vedere i dadi e che la seconda non abbia un volume tale da impedire ai giocatori di formulare i pensieri.

Proprio in merito alla musica, ormai è semplicissimo mettere le mani su playlist già pronte e disponibili sulle maggiori piattaforme di streaming, ma è sempre consigliabile che un master abbia una propria playlist con brani scelti da far partire in momenti specifici. Una regola d’oro è comunque non eccedere con la musica, perché piuttosto che favorire l’immedesimazione e creare l’atmosfera dopo ore di ascolto ininterrotto la colonna sonora potrebbe sortire l’effetto contrario.

props D&D
Le lanterne possono dare un tocco speciale alla vostra sessione

Per quanto riguarda la luce, se avete avuto anche per un solo momento l’idea di mettere candele di cera sul tavolo da gioco, eliminatela completamente. Le fiamme libere sono una spada di Damocle che minacceranno schede e manuali per l’intera sessione, inoltre nessuno vorrà passare ore a grattar via la cera che inevitabilmente sarà colata sulle tovaglie. Chi non può proprio fare a meno delle candele, provveda a sistemarle in lampade di vetro, ma si tenga presente che commercio esistono lampade a led funzionanti a batteria che simulano la forma e la luce baluginante delle candele tradizionali. Non fanno molta luce ma sono estremamente suggestive.

Allestire il tavolo

Il tavolo sul quale si svolgerà la sessione dev’essere allestito con massima cura. La copertura del tavolo è essenziale all’atmosfera: spendere qualche soldo in un panno di ciniglia da usare come tovaglia è un’ottima idea, ma anche una tovaglia vera e propria ma che possa essere “in stile” è perfettamente accettabile. Da evitare le fantasie, dal momento che creano confusione visiva su un tavolo che sarà già molto ingombro di cose.

Se si intende utilizzare la plancia quadrettata si farà meglio a posizionarla prima di ogni altra cosa, contemporaneamente al Master Screen, e procedere all’allestimento a partire dagli spazi liberi che sono rimasti.

Cibo e bevande dovrebbero rimanere a disposizione dei giocatori su un tavolino a parte oppure, molto meglio, se rimangono sul tavolo principale dovrebbero essere servite in ciotole, bottiglie, bicchieri e vassoi in tema. Il massimo sarebbe preparare pietanze appropriate alla storia invece di acquistare prodotti confezionati. Servire in tavola nel momento in cui i personaggi sono in taverna o presenziano a un banchetto è un’ottima soluzione: i giocatori mangeranno in ruolo. “Avvelenare” qualcosa con un cartellino o un segno particolare e far subire al personaggio le conseguenze della golosità del giocatore è una perfida idea, ma sempre di grande successo.

Le decorazioni del tavolo dovranno essere a tema ma poco ingombranti. Finti rami di edera o fiori di plastica se i pg stanno attraversando un bosco, sassi e gemme di vetro se stanno esplorando un reame nanico, boccette di sangue finto se stanno per combattere uno stregone oppure se la coterie sta per partecipare a un incontro tra fratelli. Nella decorazione di un tavolo per una sessione di gioco di ruolo si deve soltanto lasciar libera la fantasia tenendo presente che le decorazioni non sono essenziali, ma i dadi sì. Se non c’è più spazio per rollare, avete esagerato.

I prop: tra gioco e fuori gioco

I prop sono tutti quegli oggetti di scena che servono a migliorare la fruizione di un meccanismo di gioco oppure ad amplificare la drammaticità di certi momenti. Di utilizzo esclusivo del master sono invece i prop fuori gioco che però possono veicolare in maniera interessante informazioni utili ai giocatori.

prop di gioco, quando ben realizzati e utilizzati, fanno sì che i giocatori si immedesimino completamente nel proprio personaggio e che, attraverso l’interazione con un oggetto concreto, non abbiano bisogno di continue interruzioni o di suggerimenti da parte del Master. Per fare l’esempio più classico: vedersi consegnare dal master un piccolo scrigno chiuso da un lucchetto a combinazione permetterà ai giocatori di avere un’idea immediata di quel che devono fare. Il party potrà scervellarsi ad aprire il lucchetto senza che ad ogni tentativo si debba chiedere al Master “si apre”? Inoltre, una volta aperto lo scrigno sarà più soddisfacente trovare al suo interno una vecchia pergamena da interpretare piuttosto che sentire il master dire “trovate una vecchia pergamena”.

pergamena D&D

Anche i giocatori possono essere coinvolti nel reperimento di prop: assegnare ad ognuno di loro il compito di trovare un oggetto speciale per il proprio personaggio e costruire diramazioni di storia intorno ad essi aiuta sia a moltiplicare i fili della trama sia a raggiungere l’immedesimazione da parte dei giocatori. Nella quinta edizione di D&D questo meccanismo è previsto in una delle sezioni che guidano alla creazione del background del personaggio. Perché non rendere il tutto più “tangibile”?

Prop D&D
L’oggetto speciale di un pg è una leva potentissima per costruire la trama

Costruire la storia intorno a un prop

Per far procedere affiancati la storia e la realizzazione di prop adeguati si può agire in due maniere: avere in mente la storia, quindi cercare o realizzare qualcosa di adatto a raccontarla oppure, al contrario, individuare un oggetto particolare e farlo diventare il fulcro della storia.

La seconda modalità è molto più divertente dal punto di vista narrativo: mette alla prova il master come creatore di storie e non come artigiano o trovarobe. Il modo migliore per procurarsi oggetti suggestivi è girare nei mercatini delle pulci, rovistare nei vecchi ricordi di famiglia, esplorare negozi di paccottiglia etnica (ottimo per i gioielli), frugare su internet (ma è meno divertente).

Alcuni esempi di prop di gioco

  • Pergamene sigillate con cera: semplicissimo e d’effetto. La carta pergamena si realizza lasciando a bagno nel caffè semplici fogli di carta che andranno poi strizzati e messi ad asciugare. Il sigillo si realizzerà con qualche goccia di cera. Quando la cera sarà prossima a rapprendersi si potranno incidere segni o imprimere timbri.
  • Diari: realizzare un certo numero di pergamene della stessa dimensione, sovrapporle e cucirle nel mezzo con ago e filo, ripiegare lungo la cucitura: ecco realizzato un diario o un quaderno da disseminare di informazioni.

  • Inchiostro simpatico: sanno farlo anche i bambini, ed è un piccolo trucco di enorme effetto. Si scrive su un foglio di carta con un cotton fioc imbevuto nel succo di limone e si lascia asciugare. Per far comparire i segni sulla pergamena si dovrà passare il foglio sulla fiamma di una candela. Tutti i nerd vorranno farlo una volta nella vita.
  • Le Mappe: che siano stampate o che siano disegnate a mano alla vecchia e cara maniera, le mappe sono sempre un prop affascinante. Sarebbe interessante far trovare una mappa muta su cui i nomi delle località, scritti con l’inchiostro simpatico, compaiano solo alla luce della candela. Qui potete trovare la nostra guida per creare mappe perfette.
  • Rune: si realizzano schiacciando palline del caro, vecchio, intramontabile DAS. Possono essere incise con ogni tipo di simbolo immaginabile e in rete si trovano esempi di rune di vario genere.
  • Puzzle o rompicapo in legno: devono essere estremamente semplici per non risultare frustranti. Rappresentano molto bene una serratura speciale o un oggetto magico che funziona solo se ricomposto nella maniera esatta. C’è di buono che mentre i giocatori risolvono il puzzle il master può alzarsi e andare al bagno.
  • Puzzle in creta da comporre: ancora una volta il DAS viene in aiuto del Dungeon Master creativo. Per realizzare un sigillo spezzato o un oggetto magico i cui frammenti dovranno essere conquistati nel giro di diverse sessioni e a caro prezzo si può realizzare un prop con il DAS e tagliarlo in un certo numero di pezzi con un coltello a lama liscia mentre ancora è fresco. I pezzi dovranno asciugare alle stesse condizioni di temperatura e umidità per combaciare anche quando saranno asciutti, poi potranno essere colorati con colori acrilici.

  • Meccanismo con gemme: ancora con il DAS realizza una sorta di base di qualsiasi forma o dimensione su cui si imprime la forma di un certo numero di gemme di vetro. Trovata la base e trovate le gemme, i giocatori dovranno alloggiare le pietre nell’incavo esatto per ottenere un risultato. L’alternativa più spartana, ma sempre valida, è disegnare su un semplice foglio di carta uno schema a cui sovrapporre i vari oggetti.

Al tavolo come al LARP

Dopo questa breve e necessariamente incompleta carrellata di idee si può concludere che gli sforzi di allestire una sessione da tavolo scenografata sono ben ripagati principalmente dal maggiore coinvolgimento dei giocatori, che godranno di un’esperienza più immersiva e vagamente più vicina a quella di una sessione di LARP. Il passo successivo è giocare le sessioni in costume. Quello successivo ancora è comprare una spada di lattice a due mani.

Per la questione LARP stiamo preparando decine di approfondimenti, restate sintonizzati con noi, abbiamo mille sorprese.

 

Non perdere neanche una guida per i GDR!

Non rimanere da solo nel dungeon, segui le nostre guide per il gioco di ruolo!
Abbiamo ideato per voi i migliori trucchi e le migliori soluzioni per i GDR.

Scopriamoli insieme!

Quanto lo hai trovato utile/interessante? Faccelo sapere con un voto!