Perché giocare a Mass Effect? 5 motivi che vi convinceranno a provare il gioco

È il momento di Mass Effect Legendary Edition, un’edizione remasterizzata di una delle più importanti saghe videoludiche di sempre.

La trilogia di Mass Effect, senza mezzi termini, è un must play assoluto, un viaggio incredibile, un’avventura mozzafiato carica di emozioni, momenti epici, alieni e astronavi.

In questo periodo di attesa mi sono trovato a confrontarmi con amici e conoscenti sia online che offline che non si erano mai approcciati al gioco.

Il primo Mass Effect in effetti fu un’esclusiva Xbox all’epoca (2007), per non parlare del fatto che BioWare, la casa di sviluppo proprietaria dell’IP, negli ultimi anni abbia dato vita a progetti non in linea con il suo vero valore (mi riferisco ad Anthem o allo stesso Mass Effect Andromeda).

Dunque, ci sono videogiocatori veterani e neofiti del medium che ancora non hanno mai avuto un assaggio del capolavoro che è stato Mass Effect, perciò in questo articolo cerco di descrivere al meglio quelli che, secondo me, sono i motivi per cui, proprio voi che ancora non avete messo mano a un capitolo della saga, dovreste recuperare immediatamente Mass Effect Legendary Edition.

⚠️ ATTENZIONE ⚠️
In questo articolo non troverete spoiler di Mass Effect, troverete invece spoiler di Toy Story 3… ma tranquilli, lo facciamo a fin di bene.

Dimenticate la BioWare di oggi

Vi sembra un semplice action rpg nello spazio e le ultime uscite di Electronic Arts non incontrano i vostri gusti?

Sappiate che la trilogia di Mass Effect appartiene a un periodo di transizione di BioWare da casa indipendente a sussidiaria di EA. Il primo capitolo fu pubblicato prima che BioWare fosse acquisita dal publisher canadese, mentre i successivi sono stati rilasciati nei momenti di passaggio e poi di completa acquisizione. La mano di EA si fa sentire già nel secondo capitolo con l’immissione di tantissimi DLC, ma questo è un altro discorso.

Vecchio logo BioWare
Un vecchio logo di BioWare

Il punto è che BioWare prima di trovarsi disallineata con le politiche interne di Electronic Arts, e quindi prima di diventare la casa di sviluppo del fallimentare Anthem e dello scialbo Mass Effect Andromeda, è stata per decenni un’eccellenza dell’industria che ha regalato capolavori su capolavori a noi umili giocatori.

Al di là di Dragon Age, a volte identificato come “Mass Effect nel Medioevo“, si parla di pietre miliari del medium come Baldur’s Gate, Neverwinter Nights e Star Wars: Knights of the Old Republic.

Tre RPG profondissimi, dettagliati e ricchi di contenuti che hanno costruito l’identità ruolistica e narrativa di BioWare.

E Mass Effect non è da meno, anzi, è di più: si è trattato del primo videogioco BioWare con una lore completamente originale, non derivata da universi narrativi pre-esistenti come Dungeons & Dragons o Star Wars.
Un contenitore in cui i creativi di BioWare hanno potuto dare libero sfogo, senza restrizioni.

Un universo narrativo incredibile

Già dal primissimo approccio col primo capitolo di Mass Effect si capisce di essere davanti a una galassia carica di carattere. I numerosi svincoli della trama si intrecciano tra loro su un tessuto pre-esistente di storie, personaggi iconici, luoghi misteriosi, pianeti e astronavi.

Giocando nei panni del Comandante Shepard, voi giocatori siete testimoni di eventi che vi terranno incollati allo schermo, ma siete anche spettatori di un universo narrativo che a poco a poco vi si dispiega davanti, rivelando le tante peculiarità che nascondono le diverse razze che caratterizzano la Via Lattea, così come i tanti eventi storici che hanno costruito le civiltà odierne.

Garrus Vakarian di Mass Effect

La lore si palesa di volta in volta attraverso i dialoghi con gli altri personaggi, o tramite codex ed enciclopedie interne al gioco, rivelando ai novelli Comandanti Shepard storie e curiosità aliene.

La Via Lattea di Mass Effect è una galassia immersiva, costruita ad arte tassello dopo tassello dai creativi di BioWare con una cura così maniacale da cullarvi comodamente in un’eterea sospensione dell’incredulità, quella bella parolina magica che nelle opere di fantasia riesce a spegnervi ogni pensiero di attaccamento alla realtà per farvi immedesimare sempre di più nella narrazione fantasiosa.

Analogie e differenze con Star Wars

Se siete fan di Star Wars potreste trovare diverse analogie in Mass Effect. Non è un caso e non è nemmeno la sola opera a cui BioWare ha saputo fare un occhiolino, ma in questo articolo parlare di Guerre Stellari è d’obbligo perché il primo Mass Effect è nato dalle ceneri di Star Wars: Knights of the Old Republic 2.

Il trailer dell’E3 2003 di Knights of the Old Republic

In quel periodo BioWare si era contraddistinta per i già citati Baldur’s Gate, NeverWinter Nights e Knights of the Old Republic, tre idee di RPG basate però su universi narrativi già famosi e conclamati.

La casa di sviluppo stava lavorando proprio al concept di KotOR 2 prima di rendersi conto di voler fare di più. Dopo tanta esperienza passata su RPG di successo, era giunto il momento per BioWare di creare la propria idea personale e originale di RPG spaziale. I boss della BioWare dell’epoca Ray Muzyka e Greg Zeschuk decisero di fermare lo sviluppo di KotOR 2 per creare qualcosa di nuovo.

Fu una decisione molto intelligente da parte loro. Affinché un’azienda possa avere successo e controlli il proprio destino, essa deve possedere le sue IP, e noi non possedevamo Dungeon & Dragons o Star Wars. Mass Effect era qualcosa che dovevamo fare invece di un altro gioco di Star Wars.

James Ohlen, Lead Designer di BioWare in una vecchia intervista di Eurogamer

Accadde qualcosa di analogo anche con Dragon Age, una IP nata dall’esperienza di BioWare con gli RPG di Dungeons & Dragons sviluppati finora, ma questa è un’altra storia.

Il punto è che se siete appassionati di Star Wars, troverete in Mass Effect un motivo in più per adorare la trilogia di BioWare, in quanto essenzialmente potreste trovare tanti elementi in comune, nonostante siano a tutti gli effetti prodotti con due diverse identità molto forti. Jedi e Spettri, Millennium Falcon e Normandy, consigli di alieni e minacce ataviche alla vita della galassia sono solo le analogie più superficiali che in questo momento mi vengono in mente, ma potreste scoprire molto di più grattando la superficie.

Omni-Blade di Mass Effect
L’Omni-Blade, la “spada laser” di Mass Effect

A differenza di Star Wars, tuttavia, BioWare con Mass Effect si è potuta spingere oltre i limiti che la saga spaziale di George Lucas le aveva imposto.

Temi come la morte, il dolore, l’amicizia, il sacrificio, la diversità e anche il sesso sono centrali nella narrazione e vengono affrontati con molta più maturità stellare e, in alcuni contesti, perfino solennità.

Mass Effect è praticamente uno Star Wars per adulti.
Se poi pensiamo che tutto questo è nato nel 2007, era quasi utopia per i videogiochi, ma anche questo è un altro discorso.

I personaggi

Alla fine, negli anni in seguito alla vostra conclusione di Mass Effect, ciò che più vi rimarrà nel cuore è ogni singolo NPC incontrato. I personaggi della saga spaziale sono i pilastri su cui poggia l’opera magna di BioWare, in particolar modo i compagni che entreranno a far parte del vostro equipaggio.

La scrittura dei creativi di BioWare si mette in risalto proprio nelle diverse sfaccettature di ogni personaggio che incontrerete lungo le vostre avventure. Molti dei moderni videogiochi mettono enfasi nella caratterizzazione di una cerchia ristrettissima di personaggi, inclusi capolavori Tripla A vincitori di premi negli ultimi anni. In Mass Effect invece ogni personaggio secondario è un’entità complessa, costruita con un ricco vissuto pre-esistente al vostro incontro e in grado di mostrare diverse sfere di emozioni durante lo svolgimento dell’avventura.

Mordin Solus di Mass Effect

I personaggi di Mass Effect sembra che abbiano vita, e sono tanti… ma davvero tanti. Eppure, con così tante personalità rappresentate, BioWare è riuscita a non cadere in ripetizioni, stereotipi troppo forzati o banalità.

Anzi, è andata anche oltre: ognuno di loro ha anche un’evoluzione (o involuzione) caratteriale tangibile lungo l’intero corso dell’avventura, senza che questi cambi snaturino le loro personalità. Ogni singolo compagno di viaggio ha una personalità profonda e complessa tutta da scoprire. Anche i più antipatici (Ashley sei una trumpista).

Anche i villain e gli altri personaggi secondari hanno il loro carisma e il loro fascino, per carità, ma l’equipaggio della Normandy presenta una scrittura nettamente superiore e una profondità che è stata replicabile solo in poche altre opere videoludiche nel corso dei decenni.

Un’opera corale

L’esistenza di personaggi così caratterizzati non è fine a sé stessa, ma serve a elevare Mass Effect da videogioco action-rpg sci-fi a space opera corale. Quando vi si dice che in questo gioco “ogni decisione conta” non è una frase scontata e non va banalizzata al semplice sblocco di questo o quel finale – anche perché la trama centrale di Mass Effect, a dirla tutta, è molto basilare nonostante le moltissime variabili e l’epicità del racconto.

Equipaggio di Mass Effect che aiuta il giocatore

Ogni decisione conta sulla pelle dei vostri compagni a cui, irrimediabilmente, vi sentirete legati. Ogni decisione conta sulle vostre emozioni, perché inevitabilmente soffrirete o gioirete per l’evoluzione del vostro equipaggio. Ciò che rende speciale il racconto di Mass Effect sono le tante diramazioni degli archi narrativi dei personaggi, i quali vi permetteranno di esplorare sempre di più la loro psiche e la loro storia, li fanno evolvere o regredire, e in qualche maniera vi sentirete legati alle loro storie e personalità. E tutto questo influirà anche sul vostro finale, che, attenzione, non è da identificare con l’ultima scelta da fare in gioco, ma su un’intera sezione di gioco di Mass Effect 3 che dura ore.

Per darvi un’idea precisa di cosa significhi giocare a Mass Effect in un concetto semplice senza fare spoiler, pensate alla fine di Toy Story 3 (do per scontato l’abbiate visto), quando Woody e i suoi amici giocattoli stanno per finire nell’inceneritore. Ecco, l’intero corso di Mass Effect si può riassumere in questa carica drammatica: la fine di tutto è vicina, non puoi fare nulla per evitarla, ma almeno la affronterai con i tuoi amici di sempre.

Una scena finale di Toy Story 3

Come i suoi personaggi, anche l’intera trilogia di Mass Effect ha tante sfaccettature, e in questo articolo ne ho riportate solo alcune. Ci sarebbe tanto altro di cui parlare, come gli elementi ruolistici, quelli sci-fi o le meravigliose colonne sonore. Ho preferito concentrarmi su ciò che galvanizzò me, ai tempi, quando recuperai la trilogia di Mass Effect. Spero che tutto questo possa invogliare anche voi a scoprirla ora che è disponibile la Legendary Edition.

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Articolo a cura di Alessandro Colantonio

Game designer in erba e chitarrista a tempo perso. Nasce all'ombra del Vesuvio nel 1991, muove i suoi primi passi nel mondo dei videogiochi su un Windows 95 all'età di 5 anni, e diventa presto un Allenatore di Pokémon.

Bazzica tra radio web e band durante i suoi studi universitari tra Napoli, Roma e Milano, per diventare un mittente di mail professionista per annunci di lavoro che non avranno mai risposta.

Prima di approdare a Player.it si è distinto nella fan-community di Pokémon Millennium diventandone rapidamente editorial supervisor e simultaneamente PR, garantendo alla redazione del portale un flusso costante di videogiochi per Nintendo Switch da recensire.

I suoi generi preferiti sono i gestionali, gli strategici, i tattici e i GDR. Tuttavia, essendo un accumulatore seriale di videogiochi, cerca sempre di giocare ogni titolo che gli capita sotto mano.

Ha una perversione per le pratiche fandom, i cani e la birra artigianale. Adora D&D, va in ira e carica.

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