No, guardare i gameplay non ti dà il diritto di giudicare un gioco

Non hai il diritto di giudicare un gioco se non l'hai giocato

Eh no, amico, mi dispiace dirtelo ma… guardare i gameplay non ti dà il diritto di giudicare un gioco, soprattutto se lo fai in modo arrogante e saccente, come se la tua visione fosse l’unica percorribile, la più vicina alla realtà, come se la tua esperienza fosse quella genuina, quella reale.

No, la tua esperienza non è quella reale, perché tu il gioco non l’hai toccato con mano, non l’hai sviscerato, non l’hai vissuto. Sì, amico, è frustrante dover leggere che quel gioco fa schifo (o è bellissimo) perché tu hai avuto il privilegio di guardare i gameplay, quando ci sono critici professionisti che ogni giorno vengono presi a schiaffi sui social per aver elogiato un titolo dopo averlo giocato sul serio, finito, amato.

Noi critici videoludici siamo dei venduti, siamo incompetenti perché giudichiamo dopo aver giocato, ma tu che giudichi e pontifichi senza sapere nulla (o pochissimo) di ciò di cui stai parlando, cosa sei?

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La visione di uno o più gameplay non ha lo stesso valore di una singola sessione di gioco, figurati di una run completa, guardare uno streamer (bravo, bello o brutto non importa) e giocare in prima persona non sono la stessa cosa. Per cogliere tutte le sfumature di un videogioco è necessario esplorarlo, entrarvi a capofitto, perché ognuno di noi gioca in modo diverso, dando maggiore importanza a una meccanica piuttosto che a un’altra, scegliendo una strategia preferendola a quella che avrebbe scelto qualcun altro, perché non percepisci realmente lo sforzo muscolare e mnemonico che quello youtuber sta impiegando per portare a termine lo scenario.

Come puoi, tu, amico, anche solo pensare che guardare un filmato mentre tua nonna ti chiama per darti la paghetta o a pochi metri da te tua madre sta guardando Il Segreto con una Francisca Montenegro nel clou della scena madre sia uguale a giocare a quel titolo predisponendosi a farlo nel modo più ottimale possibile? Trovare la posizione giusta, spegnere il cellulare, essere sicuri di non essere disturbati da parenti invasori, indossare le cuffie e spegnere le luci (nel caso di un horror).

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“Ho visto il walkthrough” non ti dà il diritto di criticare aspramente scelte di game design con cui non hai interagito attivamente, e ti dirò di più, guardare tutte le cutscene non ti dà il diritto di fare il critico cinematografico.

I videogiochi non sono film. Guardare tutte le scene, messe in fila in modo anonimo e senza sensibilità per il lavoro di chi si è occupato della storia del gioco, non significa conoscere la sua narrativa. Una cutscene non è un’entità a sé stante, è strettamente legata al gameplay, per interpretarla correttamente è fondamentale sapere come ci si è arrivati, cosa hanno dovuto affrontare i personaggi. In un film, ciò che vediamo è tutto ciò che il regista voleva che vedessimo, in un videogioco bisogna arrivarci alle scelte narrative del game director.

Gameplay e narrativa sono ingranaggi che dipendono gli uni dagli altri, se uno si spezza, la macchina non funziona.

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Dunque, tu che guardi i gameplay non ti puoi fare un’idea del gioco e consigliarlo o meno a qualcun altro? Certo che puoi, guardare i gameplay per capire se un gioco faccia o no per noi è una delle possibilità che i tempi moderni offrono al giocatore per orientarsi verso l’acquisto, pertanto se il giudizio si ferma alle proprie aspettative personali, va benissimo.

Il problema sorge quando il giudizio vuole sostituirsi alle recensioni di chi il gioco l’ha giocato e finito, puntando a far credere all’interlocutore di avere avuto un’esperienza totale con quel videogioco. Per essere maggiormente chiari, è d’uopo distinguere tra il giudizio a fini personali da quello che ha scopi di critica universale. Per essere ancora più cristallini, basterebbe seguire questo semplice schema:

“Non ho giocato nomevideogioco, ma da quel che ho visto non fa per me, ho deciso pertanto di non acquistarlo”Corretto
Non ho giocato nomevideogioco, ma da quel che ho visto è sicuro che faccia schifo, è tutto sbagliato, voi che lo elogiate (ndr. dopo averci giocato) non capite nulla“.Sbagliato

Non solo è sbagliato, è immaturo, è inconcepibile, è insensato, è irrazionale, è grottesco, è un atteggiamento irragionevole. Da un gameplay puoi capire che Death Stranding non fa per te? Sicuro. Da un gameplay puoi capire che Kojima è ormai finito e che la sua opera sia sopravvalutata? Te lo assicuro, no!

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E posso dimostrare che questo tuo atteggiamento, amico, è da condannare. Se io scrivessi una recensione con un disclaimer che recita così:

ATTENZIONE: Non abbiamo ricevuto la key, pertanto abbiamo recensito il gioco guardando i gameplay.

tu, caro amico, come ti sentiresti? Te lo dico io. Ti sentiresti preso in giro. Ebbene, se non vuoi che lo faccia un recensore, non farlo neanche tu. Non giudicare spocchiosamente un titolo dai gameplay, fatti un’idea tua, fatti un’opinione, ma non pensare di essere nella ragione solo perché vuoi brillare della luce del tuo youtuber preferito.

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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