In un mese dominato da titoli come Crimson Desert, che con i suoi difetti si è comunque rivelato essere un’opera enorme, e dall’assuefacente Pokémon Pokopia ha saputo ritagliarsi un suo piccolo spazio anche Darwin’s Paradox.
Un titolo a tema polpi, alieni e poltiglie verdi creato da ZDT Studio ed edito da Konami sbarcato il 2 aprile sul mercato e che promette di raccontare un’avventura folle degna di un film d’animazione. Dopo averlo provato nei giorni scorsi non possiamo che certificare le dichiarazioni dello studio e siamo anzi qua a raccontarvi di come Darwin’s Paradox sia un titolo da tenere in grande considerazione.
Un ritorno a casa particolarmente movimentato
Darwin’s Paradox racconta la storia di un piccolo e ignaro polpo, che viene prelevato dalle profondità dell’oceano nei primi minuti di gioco da niente poco di meno che da un ufo. Un incipit alquanto singolare e che dà il via a una fuga colma di pericoli e sequenze catastrofiche, dove l’ironia e le situazioni fuori di testa sono all’ordine del giorno.

Tra discariche, fabbriche, fogne e molto altro ancora il simpatico polpo nelle circa sette/otto ore necessarie a completare il titolo si ritroverà a fronteggiare ratti, gabbiani, schiere di automi e gli immancabili alieni. Il tutto quasi per caso, dato che l’unico interesse del nostro piccolo amico è quello di riacquistare la libertà. Per farlo la strada è però decisamente lunga e impervia e ci porterà a sventare nient’altro che un piano per la dominazione globale.
ZDT Studio è riuscita in particolare a raggiungere quello che si prefiggeva di fare, ossia creare un’esperienza cinematografica dall’inizio alla fine, capace di intrattenere come se ci trovassimo di fronte a un cartone animato di alto livello. Svariate sono infatti le situazioni memorabili che vivremo all’interno di Darwin’s Paradox, nelle quali ci troveremo a muoverci tra esplosioni, edifici che crollano, grossi ingranaggi e molto altro ancora. Un qualcosa di davvero ben realizzato e che concorre a mantenere alto il fascino del gioco dall’inizio alla fine. Un’avventura, quindi, non troppo longeva ma che non molla mai sul ritmo e riesce a risultare godevole in quasi ogni suo frangente.
Otto arti, mille possibilità
Ma com’è comandare un polpo all’interno di un videogioco? Una domanda che molto probabilmente non vi sarete mai posti, ma di cui ora abbiamo una risposta: bello e divertente. ZDT Studio è in tal senso infatti riuscita a catturare molto bene in chiave ludica le caratteristiche dell’animale, declinandole perfettamente al servizio del proprio gioco.
Il nostro protagonista può infatti arrampicarsi, aderendo a tetti, muri e altre superfici con qualsivoglia angolazione, sparare dell’inchiostro per bloccare il cono visivo di qualche avversario e anche mimetizzarsi con l’ambiente come un camaleonte. Tutte caratteristiche che tornano estremamente utili alla nostra missione e che ci consentono di passare incolumi una zona dopo l’altra.
In Darwin’s Paradox non si combatte mai, ma si cerca di sfuggire alle attenzioni avversarie nel modo più stealth possibile, con tutti i danni che faremo che saranno dovuti al caso e non certo alla nostra volontà di seminare il panico. La varietà di situazioni diverse orchestrate dallo studio arricchisce in particolare il tutto, mettendoci di fronte sfide sempre differenti e accattivanti e, in particolare, quasi mai fini a sé stesse. Ognuna di esse fa difatti parte del viaggio del nostro polpo e costituisce spesso e volentieri anche qualcosa di significativo a livello narrativo.

All’interno del titolo di ZDT Studio e Konami non ci sono dialoghi o lunghe sequenze animate a raccontare la trama del gioco, con la storia che si deve invece comprendere osservando quello che succede intorno a noi e leggendo dei ritagli di giornale sparsi di qua e di là. Non aspettatevi assolutamente qualcosa di oltremodo criptico e oscuro, dato che le vicende di Darwin’s Paradox sono ben lineari e semplici da comprendere, ma imparate fin da subito a dare un’occhiata in giro e sullo sfondo, anche perché il titolo è colmo di simpatici easter’s egg.
L’impressione, anche a livello ludico, è quella di trovarsi dinnanzi a un Little Nightmares o a un Inside decisamente più colorato e scanzonato, colmo di goffi personaggi e situazioni ilari più che tenebre e oscure mostruosità. L’osservare quello che succede, insomma, è fondamentale sia per trovare la via per proseguire che per immergersi più a fondo nel mondo di gioco, oltre che per strapparci anche qualche piccolo sorriso.
Volendo cercare qualcosa che non va in Darwin’s Paradox è innegabile come alcune sezioni siano leggermente più frustranti di altre, con anche i checkpoint che non sembrano funzionare sempre al meglio. Per il resto ZDT Studio ha fatto davvero un bel lavoro, sia a livello di gameplay che di ambientazioni, creando una breve avventura degna di essere vissuta.
Giudizio finale
Darwin’s Paradox è un buonissimo titolo che trasforma l’improbabile fuga di un polpo in un’avventura cinematografica vibrante e spensierata. Nonostante qualche incertezza dovuta a delle sezioni con dei picchi di frustrazione, il titolo di ZDT Studio brilla per ritmo e originalità, offrendo un’alternativa colorata ed estremamente divertente ai classici del genere stealth-platform. Un’esperienza breve ma ricca di personalità, caldamente consigliata a chiunque cerchi una storia folle e colma di citazioni.
Voto 8

