Call of Duty: Ghosts – Videorecensione multiplayer


Pur presentando sempre delle campagne in singolo giocatore coinvolgenti e molto interessanti, fatta eccezione per qualche episodio sottotono, Call of Duty ha comprensibilmente dato il meglio di sé con il multiplayer online, e in particolare il primo Modern Warfare ebbe il merito di rivoluzionare il genere di appartenenza e diventare così il nuovo punto di riferimento, almeno su console. Call of Duty Ghosts non parte certo con queste pretese, pur presentando qualche novità rispetto Black Ops 2 volta a cercare di offrire quella freschezza necessaria per offrire un’esperienza di gioco rinnovata e non riciclata dal passato.

Iniziando dal sistema di personalizzazione del proprio alter-ego virtuale, Infinity Ward ha sfruttato la base lanciata lo scorso anno da Treyarch per offrire una vera e propria evoluzione in tal senso. Il sistema offre dei punti variabili da spendere per bonus specifici: otto con due armi e due granate, ma si può avere di più accettando di rinunciare a qualcosa. Va tenuto conto che il costo dei bonus dipende adesso dalla relativa efficacia, cosa che spinge il giocatore a spendere i punti a disposizione con maggior criterio.

La scelta è vasta e mette sul piatto un’offerta talmente varia che difficilmente resterete scontenti della quantità dei bonus a disposizione, semmai potreste essere persino delusi dall’efficacia di alcuni di questi. L’esperienza di gioco del multiplayer di Call of Duty: Ghosts vuole quindi basarsi sull’estrema personalizzazione: gli stessi bonus vengono offerti anche dalle sequenze di uccisioni e possono essere personalizzati e il ritorno delle categorie Assalto, Supporto e Specialista non fa altro che confermare questa direzione. I bonus avanzati possono poi essere sbloccati ottenendo punti esperienza partita dopo partita. Punti che possono essere spesi anche per sbloccare nuovi membri della squadra o armi inedite.

In tal proposito, in Ghosts debuttano i fucili da tiratore scelto, una nuova classe di armi pensata per soddisfare chi è in cerca di alternative ai classici fucili di precisione che ammicchino l’occhio verso lo stile frenetico e immediato dei fucili di assalto. Una soluzione che si sposa peraltro con il tipo di gameplay offerto da Infinity Ward: differentemente dallo stile più ragionato voluto da Treyarch per Black Ops, lo sviluppatore ha qui deciso di riportare il tutto a una esperienza frenetica e a tratti persino troppo veloce. Bastano pochi colpi per essere abbattuti, cosa che alla fine della giostra mette drasticamente da parte la tattica lasciando che siano velocità, mira e prontezza dei riflessi a prevalere su tutto. In buona sostanza, non è una scelta da criticare o elogiare in toto, ma deve ovviamente essere compatibile con le preferenze del giocatore.

Le modalità di gioco disponibili sono circa una decina, e oltre a trovare offerte tradizionali come Team Deathmatch, Kill Confirmed e Domination è da segnalare il debutto di modalità meno canoniche come Blitz, quasi uno sport in cui obiettivo del giocatore è segnare punti entrando in una zona della mappa; Search and Rescue, dove è necessario far esplodere gli obiettivi predeterminati e raccogliere le medagliette dei soldati nemici caduti per impedirne il respawn; Cranked, quella che rende al meglio il concetto di frenesia voluto da Infinity Ward, in cui è necessario realizzare un’uccisione o un assist ogni trenta secondi per evitare la morte. Degne di nota anche Grind, dove bisogna raccogliere le medagliette dei soldati nemici e depositarle in zone specifiche della mappa e le spensierate Infected e Hunted.

Ma il vero pezzo forte è Extinction. Se Treyarch è diventata famosa per l’inserimento di una modalità Zombie, la nuova Infinity Ward non ha voluto essere da meno inserendo gli alieni al posto dei non-morti, per un risultato finale che ha dell’eccezionale. Anche in questo caso parliamo di una modalità multiplayer cooperativa, quasi completamente slegata dall’intero pacchetto di Call of Duty: Ghosts, in cui i giocatori si ritrovano a partire semplicemente con una pistola e solo tramite le uccisioni possono ottenere dei soldi per sbloccare altre armi presenti sulla mappa. Ogni giocatore (per un massimo di quattro per ogni partita) può scegliere la propria classe ed equipaggiamento, così da dare la possibilità di formare un team perfettamente equilibrato in grado di affrontare con efficacia le orde di alieni. Inutile dire che non sarà affatto facile arrivare alla fine della partita: l’azione è frenetica e lascia pochissimi momenti per respirare, soprattutto se si considera che gli alieni sono presenti in differenti forme, ognuna delle quali va abbattuta in un modo specifico. La difficoltà perfettamente calibrata suggerisce inoltre di non prendere sottogamba nemmeno uno scontro.

Le mappe offrono un level design di quantità variabile. In quelle più piccole si accentua fin troppo il gameplay frenetico voluto dallo sviluppatore, tale da risultare addirittura confusionario in certe occasioni. In quelle più vaste si riesce invece a ritrovare un po’ di tattica e qui si trova a nostro parere il meglio dell’esperienza multiplayer di Call of Duty: Ghosts.

Commento finale
Aldilà qualche difetto che riguarda soprattutto il bilanciamento tra armi più e meno potenti, la componente multiplayer di Call of Duty Ghosts è ben fatta e soddisferà certamente gli appassionati. È in grado di offrire un ottimo livello di personalizzazione, accompagnato da una vasta gamma di modalità di gioco e la ciliegina sulla torta rappresentata da Extinction. Per altri dodici mesi, gli appassionati di Call of Duty troveranno pane per i loro denti, ma se avete amato lo stile di Black Ops 2, non è da escludere che possiate rimanere delusi.

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Articolo a cura di Redazione Player.it

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