Recensione di Astre

Fastidiosa questa pioggia, incessante da giorni. Piove e ancora piove, ormai le figure delle persone sembrano liquefatte. Anche l’ asfalto sembra sciogliersi in unico torrente, misto a pioggia, che attraversa i bordi dei marciapiedi per finire chissà dove. Siamo nell’ autunno del 2011, in questa stagione non c è speranza di vedere un raggio di sole. In mezzo all’ acqua, un mondo vivo, fattio di gente normale che gioca con i figli, che va al supermercato, che lavora, che è in ritardo. Quattro le persone di cui dovremo prenderci cura, delle quali accompagneremo i passi, e sono: Ethan Mars ( architetto di successo e padre di famiglia) Norman Jayden ( criminologo dell’ FBI), Scott Shelby ( investigatore privato) e Madison Paige (giornalista).

Ognuna di loro in qualche modo legata all’ assassino dell’ Origami, un Serial Killer che da due anni terrorizza la città uccidendo bambini sotto i 10 anni. Questo è l’ inizio simile a tanti altri, quello che vi aspetta invece è un’ esperienza completamente diversa da qualsiasi altra possiate immaginare.

DRAMMA INTERATTIVO

La Quantic Dream torna a distanza di anni da Fahrenheit, discreta ma non entusiasmante avventura grafica, capitanata dal solito David Cage, e riesce grazie all’ appoggio di Sony a realizzare un gioco senza compromessi e interamente realizzato a immagine e somiglianza del loro sogno originario: 30 mila animazioni riprodotte in Motion Capture e diversi attori usati per recitare le scene.  Il risultato è un Interactive Drama ( come è stato chiamato in America e banalmente tradotto in italiano con Dramma Interattivo) che pone su un nuovo livello le avventure grafiche, regalando un’ esperienza di gioco assolutamente unica nel suo genere e non paragonabile a qualcosa di già esistente sul mercato. Un film interattivo ( seppur riduttivo) è il termine che più si avvicina, ma specifichiamo: non è noioso, la trama coinvolge e non pesa ripetere le stesse azioni, che poi le stesse non sono mai. In sintesi, chi di voi non ha mai desiderato comandare il protagonista di un film? Ecco, qui ne ha ben quattro a disposizione con storie e caratteristiche degne della migliore sceneggiatura.

Andando con ordine, con i personaggi che impersoneremo nel gioco  dovremo affrontare diverse situazioni di gameplay, con azioni che vanno dal semplice farsi una doccia fino a combattere selvaggiamente. Data questa varietà di situzioni e di azioni, la Quantic Dream ha creato un sistema di controllo abbastanza solido, che sfrutta a pieno le caratteristiche del Sixaxis.
I movimenti principali verranno effettuati con la levetta di sinistra ( in alcuni casi deve essere mossa davvero piano per realizzare un gesto dolce o un gesto che necessita precisione) mentre si camminerà premento il tasto R2. Con il tasto L1 sarà possibile cambiare telecamera ( solo 2 visuali, peccato) mentre con la levetta di destra il personaggio girerà la testa nelle diverse direzioni, scoprendo nuove interazioni con l’ ambiente circostante. Sono proprio le interazioni il motore portante del sistema di controllo, ogni oggetto rilevante può essere usato, ogni spazio visibile esplorato. Ad esempio all’ inizio del gioco vi trovere a dover “scalare un terrapieno fangoso: per farlo verranno assegnati due tasti alle braccia e due tasti alle gambe, che devono essere premuti a lungo e contemporaneamente finchè lo sforzo muscolare con quell’ arto non termina. Solo a qul punto potete lasciare il pulsante e premere altro. Proprio queste finezze, proprio questo realismo, fanno di Heavy Rain un gioco che ci ha lasciato assolutamente a bocca aperta.

NELLA MENTE

In Heavy Rain, il confine tra cinema e videogames è quantomai sottile. La trama è assolutamente cinematografica, e prende spunti da diverse pellicole viste al cinema mantenendo ben forte una sua identità. Ci sono quattro personaggi, finemente caratterizzati, che sin dall’ inizio dobbiamo controllare nella loro quotidianità a volte banale pur di immedesimarci in loro e cominciare a sentire le loro emozioni. Ognuno ha una debolezza, un movente, un carattere così delineato da non poter lasciare indifferenti. Alcuni di loro hanno anche debolezze fisiche o pisicologiche, che ci porteranno a controllare il personaggio in situazioni estreme come un attacco di panico, che non passerà finchè  non riusciamo a interpretare in modo giusto i movimenti da fare con i tasti a schermo che spesso risutano men che mai chiari. 

Una trama decisamente adulta si rivolge a un pubblico maturo  che non ha paura dei drammi: sin da subito controlleremo il personaggio di Ethan Mars la cui vita nel giro di un’ ora di gioco  verrà sconvolta irrimediabilmente. Da architetto di successo a uomo disperato, depresso e senza uno scopo a causa della morte prematura del figlio proprio sotto i suoi occhi. Questo lo porterà alla separazione dalla moglie, e a vivere solo e sull’ orlo della pazzia. Se Ethan sia shizofrenico o no dovrete scoprirlo durante l’ avventura. L’ unico cosa certa è che sentirete tutte le sue emozioni fino alle viscere, perchè questo gioco ha la capacità di trasmettere le sensazioni grazie a inquadrature, musiche, azioni assolutamente mai vista prima. Vi confesso che alcune parti del gioco sono volutamente noiose, lente, e senza grandi scopi. Ethan con suo figlio per esempio, che guardano la tv e non hanno voglia di mangiare, che vagano per casa o si scaldano una pizza dal frigo. Sono scene che trasmettono grigiore, noia e apatia. Scopo raggiunto, sono le stesse sensazioni del protagonista. In pochi minuti poi la situazione cambia, uno sconvolgimento della trama, un imprevisto, regala adrenalina ed emozioni forti tanto quanto avevate provato noia precedentemente.

Questo è per quel che mi riguarda riuscire a far immedesimare il giocatore dentro un videogame, e Cage ci è perfettamente riuscito.
Il secondo personaggio con cui verremo a contatto è Scott Shelby un investigatore privato grassottello e di mezza età, ha costantemente attacchi di asma ( che ci costringerà a prendere l’ inalatore) e  ama risolvere con la forza la maggior parte delle situazioni. Il suo compito gli è stato assegnato dai parenti delle vittime.

Il terzo personaggio è investigatore dell’ FBI, Norman Jayden , quantomai somigliante a Ethan per alcuni tratti fisici e dotato di tecnologie che lasciano davvero a bocca aperta. Grazie al suo guanto e ai suoi speciali occhiali ( alla matrix) chiamati ARI, riesce a muoversi all’ interno di una reltà virtuale che gli permette di cambiare l’ ambiente circostante, di analizzare le tracce raccolte durante l’ indagine, di scovare traccie assolutamente invisibili a occhio nudo. Anche questo personaggio seppur affascinante e apparentemente sicuro di sè nasconde delle debolezze, che ci coglieranno sicuramente alla sprovvista.

Il ” cast” si chiude con Madison Paige, giornalista che soffre di insonnia, e che ci regalerà fortissime emozioni sin da quando la controlleremo per la prima volta. Unica donna del cast, è stata realizzata catturando i movimenti della bellissima modella  Jacqui Ainsley.

Per trovare le vittime  hanno pochi giorni di tempo. Il Killer infatti rapisce i bambini e li uccide annegandoli nell’ acqua piovana solo dopo qualche giorno. Questo il mondo organico e vivo nelle quali si svolge la ricerca al Killer, ognuno con il suo punto vista, ognuno con luoghi e indizi diversi. Il giocatore sarà spesso chiamato a ragionare, a ricordare, e a capire quali possano essere gli indizi fondamentali.  La scelta di non dare i trofei durante il gioco fatta dalla Quantic Dream è proprio dettata dalla volontà di mantenere una continuità durante il gioco e non far scendere l’ atmosfera in nessun modo. Scelta vincente, anche questa, avremo già parecchie difficoltà a prendere la decisione giusta durante i pochi, concitati e decisivi secondi che sicuramente i trofei sarebbero stati di intralcio. Una nota: di decisione giusta si parla non perchè ce ne sia una migliore dell’ altra, ma perchè spesso saremo noi a essere indecisi e a non sapere cosa fare per assecondare le nostre stesse volontà. La rivoluzione del gioco infatti è proprio qui: puoi compiere il tuo cammino solo una volta, scegli bene cosa e come farlo, poichè ogni decisione porterà per davvero conseguenze diverse e diversi finali di trama. E ci mangeremo le mani perchè potevamo agire in altri cento modi, ma la fretta ci ha fregato.

VISTA APPANNATA

Tutto quello che abbiamo detto fino a ora non potrebbe esistere senza un comparto grafico e sonoro degno di un capolavoro. In tal senso, la grafica realizzata come abbiamo detto con la tecnica del Motion Capture fa sì che i pesonaggi principali della trama siano perfettamente realizzati, mentre quelli secondari soffrono di qualche dettaglio in meno assolutamente perdonabile. Il gioco ha comunque la capacità di mostrare una grafica vista prima d’ ora solo in Uncharted 2, mentre ha il pregio di riuscire a muovere contemporaneamente decine e decine di persone su schermo in modo assolutamente realistico. Unico difetto, qualche traccia di tearing che non dà troppo fastidio.

Dal punto di vista audio invece il doppiaggio italiano è su buoni livelli e una menzione speciale merita Ethan Mars, doppiato in modo inaspettatamente magistrale da Pino Insegno. Peccato per le voci dei protagonisti secondari, alcune davvero poco curate come i figli di Ethan. L’ audio che invece farà da colonna sonora al gioco è per quel che mi riguarda un vero e proprio capolavoro. La musica e gli effetti audio infatti giocano un ottimo 50% dentro quella dinamica unica di personificazione che il gioco riesce a regalare, e davvero vale da sola un buon pezzo di tutto Heavy Rain.

PER FINIRE

Heavy Rain è un gioco che è un capolavoro. Può non esserlo per tutti, alcuni potrebbero non apprezzare questo tipo di gioco, le sue meccaniche, perchè magari da un videogames cercano altro e non quello che Heavy Rain ha da offrire. Ma questo gioco va valutato e incoraggiato per quello che è, un qualcosa di completamente nuovo, che offre esperienze uniche al giocatore e che ha il coraggio di distaccarsi dalla massa di quei titoli tutti simili che si annidano nel panorama videoludico contemporaneo. Heavy Rain inoltre può essere considerato una vera e proria evoluzione del genere avventura grafica, e potrebbe rappresentare la nave scuola e l’ esempio da seguire per il futuro. Questo gioco va valutato, provato almeno una volta nella vita da giocatori casual e hardcore, perchè la possibilità di creare un proprio personale percorso, dentro un triller dalle tinte così reali da fare quasi male, non capita tutti i giorni sopratutto in un videogames.

VOTO: 9.5/10

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