Secondo gli sviluppatori il seguito di God Of War sarà “più grande, più lungo, migliore”

God Of War


God Of War è uno dei titoli più importanti della generazione videoludica che stiamo vivendo; esso ha fatto incette di premi della critica e sopratutto dell’amore dei fans; i quali si sono trovati davanti a un vero e proprio capolavoro assoluto in termini di valore tecnico e ludico. Esso prende il vecchio God Of War, lo ibrida con mille oggetti e tensioni appartenenti al presente e lo consegna tirato a lucido.

God Of War

Abbiamo già parlato mille volte di tutte le parole e il sudore spesi da Santa Monica Studios per creare tale lavoro: un titolo nato grazie alle influenze di George Millergrazie ai ricordi di Cory Barlog su Metal Gear Solid 2: Sons Of Libertyun successo così travolgente da aver già davanti a se un sacco di sequels e decisamente in grado di portare alle lacrime il suo creatore.

Cosa bolle in pentola in casa God Of War?

Durante un intervista con Nate Stephens, Lead Environmental Artist di Santa Monica Studios da parte di Playstation Lifestyles sono trapelate fuori informazioni su come la software house si stia organizzando per tirare fuori il meglio del meglio per il prossimo (o i prossimi) capitoli dello spartano in trasferta nel nord.

God Of War intervista

Secondo Nate Stephens il prossimo capitolo della saga sarà, molto semplicemente “Più grande, più lungo, migliore” di quello che abbiamo già visto.

L’intervista contiene spoiler per chi non ha ancora giocato il titolo, leggete a vostro rischio e pericolo.

L’intervista a Nate Stephens.

PSL: Immagino che tu non possa parlare troppo riguardo il future ma sappiamo bene che ci sia la possibilità per il nostro eroe di combattere direttamente contro Thor.
Quali cose volete mantenere nel prossimo capitolo della saga di God Of War?

NS: Vogliamo far rimanere il titolo un God Of War. Quello che voglio dirvi è che, se prendete in esame la prima battaglia del nuovo titolo quando si combatte lo straniero, si rimane facilmente shocckati dall’epicità del combattimento; c’è addirittura l’ambiente che che si distrugge, tutto è animato con maestria e cura.
Per quanto sia stato incredibilmente difficile da creare e da raffinare è quello che vogliamo fare, in misura ancora maggiore per un eventuale battaglia con Thor o Odino. Se facciamo un altro gioco (e ricordatevi che non abbiamo ancora detto di essere al lavoro su niente) quest’ultimo sarà più grande, più lungo e semplicemente migliore del precedente.

PSL: Dove avete preso ispirazione per le varie creature del mondo?  Ad esempio, elfi e nani sono completamente diversi da come siamo abituati a immaginarceli.

“NS: Il nostro director, Cory Barlog, ha lavorato a lungo con un team di autori sulla narrativa e sullo script del titolo. Da questo script noi abbiamo ricavato un intero gioco con le dovute misure. All’inizio lo script era piuttosto lungo e tra una crasi e l’altra abbiamo avuto modo di controllare e dare senso ad una nostra visione delle cose. Visione che poi è stata trasformata in immagini una volta che tale script è passato al reparto specializzato, dove Raphael Grassetti, il capo designer, ha approvato il tutto.

È stata un’ evoluzione assolutamente naturale; noi volevamo che il gioco si basasse sulla mitologia nordica in un modo assolutamente nono sterile, ci abbiamo messo del nostro!”

PSL: Ad Esempio, il design dei nani è davvero interessante con il vostro tocco!

“Si, non volevamo in alcun modo assomigliare a quello che il signore degli anelli ha trasformato in cultura popolare. Abbiamo giurato che, se avessimo dovuto fare una città nanica, questa sarebbe dovuta essere differente da una città nanica di tipo tradizionale perché avrebbe saputo di già visto. La gente che compra god of war ha già visto il signore degli anelli, perché mostrargli una cosa già vista? Abbiamo preferito creare la versione santa monica di qualcosa.

Io stesso sono stato il primo a rimanere scottato dopo aver visto per la prima volta la rappresentazione su schermo di come avevamo pensato i Nani ma ci ho fatto presto l’abitudine e mi sono affezionato moltissimo alla tipologia di personaggio che abbiamo creato.”

Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo capitolo della saga?

Ovviamente la natura prematura di tutte queste dichiarazioni fa un po’ storcere il naso perché, come affermato dallo stesso membro di Santa Monica, non è stato annunciato ufficialmente ancora nessun capitolo della saga di God Of War. Le probabilità che esso diventi prima o poi realtà sono estremamente vicine al 100% e di conseguenza possiamo prendere tutto come vero per quanto ci riguarda.

God Of War

Sembra che Santa Monica Studios abbia trovato la formula vincente per il suo titolo, un videogioco dal gameplay molto interessante in cui la narrativa riesce a funzionare grazie a una scrittura dei personaggi incredibilmente profonda e attenta; Atreus e Kratos, insieme, rappresentano una delle più incredibili coppie mai viste pestare il suolo videoludico con la loro umanità e il loro rapporto mutevole

E voi ? Che vorreste vedere nel nuovo capitolo della saga dello spartano ?
Scrivetecelo nei commenti!

 

 

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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