Fortnite: presto il tuo personaggio sarà la tua copia spiccicata

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Presto, molto presto forse, i nostri alter-ego in Fortnite potrebbero iniziare somigliarci molto: Epic Games ha infatti acquisito Hypersense, una società specializzata in una tecnologia che permette al giocatore di scannerizzare la propria faccia-e le espressioni-e di applicarle ai personaggi digitali.

Il tutto solo con una webcam.

Qui un assaggio:

La tecnologia in questione si chiama Hyprmeet, è stata rilasciata in open beta a settembre e sembra pronta a sbarcare nella modalità Party Reale di Fortnite, ovvero dell’area in cui si concentrano i raduni virtuali della community.

Al momento tuttavia l’implementazione di Hyprmeet potrebbe riguardare soltanto i creator attivi in Fortnite, con ipotesi di un allargamento ad altre categorie di giocatori (parola della CTO di Epic Games, Kim Libreri).

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Epic ha già esplorato in precedenza forme economiche di motion capture per Unreal Engine, tra cui l’utilizzo della fotocamera TrueDepth di un iPhone per costruire una mappa di profondità di un volto, ma poter utilizzare una webcam già in vostro possesso, come permette il software di Hyprsense, potrebbe rendere accessibile il motion capture del volto a una vastissima platea di giocatori.

Non sappiamo quando e come Epic implementerà queste innovazioni, ma una cosa è certa: in futuro potrebbe puntare un bel po’ su di esse.

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FONTE The Verge

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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