Per il director Yoshida la grafica di Final Fantasy XVI non ha ancora mostrato il suo vero volto

Final Fantasy XV, Final Fantasy XVI, Square Enix, PlayStation 5, Sony

Il trailer di annuncio di Final Fantasy XVI ha certo dato un’idea delle potenzialità tecniche della next-gen e in particolare della PlayStation 5 (ricordiamo infatti che la release è avvenuta durante lo showcase di due settimane fa), ma a quanto pare il cammino verso la forma finale del nuovo capitolo della saga Square Enix è ancora lungo.

In un panel al Tokyo Game Show 2020 Naoki Yoshida, producer di FFXVI, ha infatti fatto presente che il trailer in-game era a uno stadio ancora molto “primitivo” e non rappresenta affatto il potenziale del gioco. Tuttavia, ha spiegato Yoshida, mostrare quelle sequenze di gioco si è dimostrato necessario se non altro per non dare ai giocatori l’idea di un prodotto dalla release ancora troppo lontana.

Ho visto alcuni commenti che dicevano che se [avessimo pubblicato un trailer in CGI], non avrebbero visto il gioco fino al 2035“, ha spiegato Yoshida. “Per questo abbiamo deciso di rilasciare un vero trailer [in-game].”

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Ricordiamo che al momento la produzione di Final Fantasy XVI ha fatto sapere che le prime news sostanziose sul gioco arriveranno solo nel 2021 e che, stando alle note di reporter molto prestigiosi come Jason Schreier di Bloomberg (ne parlavamo in questa flash), grafica ancora non definitiva o meno lo stato dei lavori di FF XVI potrebbe essere molto più avanzato di quanto potessimo pensare.

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FONTE VG247

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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