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Covid-19, EVO 2020: sfide solo online per più re dei tornei di picchiaduro

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Come purtroppo era normale aspettarsi, anche l’EVO (Evolution Championship Series), principale torneo di giochi picchiaduro al mondo che ogni anno raduna i professionisti del settore e le community de giochi proposti, quest’anno sarà del tutto in formato digitale a causa dell’impatto della pandemia da Coronavirus.

Ad annunciarlo è il profilo Twitter della manifestazione, che ha anche chiarito che tutti i biglietti saranno rimborsati:

Purtroppo non si tratta del primo evento torneistico videoludico di un certo livello a cadere sotto la scure dell’emergenza. Solo la scorsa settimana destino simile era toccato al Mid-Season Invitational di League of Legends, del quale però non ci sarà una versione digitale a causa delle altissime disparità tecniche fra le linee internet dei diversi paesi, ragione per la quale la manifestazione ha preferito annullare del tutto l’evento.

In effetti, per quanto le soluzioni digital-only possano sembrare perfette per show come il Summer Game Fest, ciclo di presentazioni che sostituirà l’E3, o la GDC Summer 2020, la carente qualità delle infrastrutture di rete di diversi paesi potrebbe creare non pochi problemi nello svolgimento di una competizione tanto attesa e importante in termini economici. EVO sembra invece decisa a continuare per la sua strada grazie all’ausilio di internet.

Speriamo che la scelta non porti conseguenze spiacevoli (non certo per colpa dell’organizzazione, quanto della complessità di fondo dell’impresa), e che gli affezionati dell’EVO possano ritrovarsi serenamente anche quest’anno, nonostante le modalità particolari.

FONTE Gematsu

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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