Dark Souls II: sembra un altro gioco grazie a una mod per le luci

Flames of Old mod di dark souls II

Dark Souls II: Scholar of the First Sin riemerge con prepotenza dal passato grazie a una mod grafica sviluppata dal modder Stayd ,che ne modifica l’impatto visivo in maniera sensibile.

Flames of Old, questo il nome della mod, agisce sul gioco migliorando diversi aspetti: illuminazione, shader (ovvero l’impatto della luce sulle superfici degli alementi in-game) e persino il design della mappa, dando nuova vita al classico dell’action-RPG del 2014.

Vedere per credere:

Oltre a rappresentare un bell’esercizio di stile, la mod si pone anche un altro obiettivo, ovvero quello di dotare DSII delle caratteristiche grafiche alla pari con quelle che erano state mostrate nella fase pre-release del gioco.

All’epoca dell’uscita di Dark Souls II, infatti, i giocatori si lamentarono per un certo downgrade al quale il titolo era stato sottoposto nella fase finale del suo sviluppo.

Un Dark Souls II più dettagliato

Venendo al “nocciolo” dell’intervento di Stayd, una screenshot permette già di notare come il modder stia intervenendo per rendere l’aspetto visivo meno “piatto” e l’ambiente di gioco più “di lungo respiro”. Per esempio, nel confronto fotografico notiamo come il restyling abbia reso visibile il Santuario dell’Inverno nella parte in alto a sinistra dello schermo attraverso l’eliminazione degli alberi.

Bello, vero?

Se anche voi la pensate così e il lavoro di Stayd vi interessa, abbiamo una piccola chicca per voi: il modder sta infatti streammando tutta la sua opera via Twitch, in modo da tenerci sempre aggiornati.

Pronti a rifarvi gli occhi?

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FONTE PC Gamer

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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