L’art director di GoW omaggia Star Fox (e non solo)

God of War, Raf Grassetti

Amanti dell’illustrazione? L’art design di God of War di Santa Monica Studio vi ha fatto impazzire e magari siete anche dei fan Nintendo? Allora questa è la notizia giusta per rifarvi gli occhi. Raf Grassetti, art director del Gioco dell’Anno 2018, si è infatti divertito a raffigurare il protagonista di Star Fox, Fox McLoud, con lo stile realistico che abbiamo imparato ad apprezzare attraverso il materiale promozionale dell’ultima avventura di Kratos.

Non male vero? Non è la prima volta che Grassetti si diverte a dare una sua versione di personaggi di famosi brand videoludici. Già nel 2019 si era l’art director aveva infatti celebrato i personaggi di Super Smash Bros: Ultimate con una serie di illustrazioni dedicate a Mario, Luigi e soci:

Super Mario, Smash Bros Ultimate

Inoltre, nel corso del tempo questo suo passatempo ha riguardato anche rielaborazioni degli stessi personaggi di GoW con altri stili, come questo bell’Atreus in formato Little Big Planet.

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Delizioso, vero?

L’amore di Grassetti per il videogioco viene da lontano, e lo dimostrano anche le sue precedenti esperienze lavorative: dal 2004 (anno d’inizio della sua attività), Grassetti ha lavorato per colossi come Hasbro, Ubisoft e Bioware (dove ha lavorato come Senior Character Artist a Mass Effect e Dragon Age) e ha inoltre collaborato a titoli come Killzone: Shadow Fall, Infamous 3 e The Order 1886. 

E ora diteci: secondo voi quali altri celebri personaggi del videogioco si adatterebbero benissimo al “trattemento Grassetti”?

>>Leggi anche: Perché Cory Barlog (God of War) non potrà mai essere Hideo Kojima <<

 

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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