No More Heroes 3: trailer accusato di plagio

No More Heroes 3, Nintendo


Spiacevole incidente per lo studio di No More Heroes 3, terzo episodio della serie di hack ‘n slash Nintendo previsto per il 2020: il trailer del gioco presentato ai Games Award di inizio settimana è stato infatti accusato di plagio. A sollevare il caso contro lo sviluppatore del gioco Grasshopper Manufacture uno studio d’animazione con sede a Utrecht, lo Studio Plumeau, che ha lamentato il fatto che al termine del trailer vi fosse una propria animazione sviluppata nel 2013 e non ceduta in alcun modo ai creatori di No More Heroes 3.

L’accusa di Plumeau è arrivata pubblicamente, tramite un tweet rivolto direttamente a Grasshopper Manufacture, al publisher Marvelous Game e alla stessa Nintendo: “La sorpresa più grande di @thegameawards la scorsa notte è stata la comparsa della nostra animazione fx nel trailer di # NoMoreHeroes3.

Nella fattispecie, l’accusa è stata rivolta a un particolare effetto di luce che compare sotto il titolo del videogioco alla fine del trailer.

Nelle ore successive all’accusa, tuttavia, la situazione è stata risolta grazie a un utente Twitter (@LokPolymorfa) che ha notificato a Studio  Plumeau che il loro effetto potrebbe essere stato acquistato da Grasshopper Manufacture su Envato Market, importante store digitale di effetti visivi, sul quale era presente dal 2014. Secondo le ultime ricostruzioni l’effetto in questione sarebbe quindi stato “trafugato” dagli archivi di Studio Plumeau, rivenduto su Evanto e infine acquistato dagli ignari sviluppatori di Grasshopper. Envato, dal canto suo, sta lavorando per identificare colui che ha rivenduto le creazioni di Plumeau, che intanto ha rimosso il tweet di accusa e ne ha pubblicato un altro spiegando la situazione.

Una vicenda davvero intricata e che fa riflettere non poco su quanto proprietà intellettuali come gli effetti visivi possano oggi essere tranquillamente utilizzati da terzi senza neppure che questi sappiano di aver commesso un illecito.

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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