I Mech in Fortnite e la diatriba sui “giochi difficili”


Nei contenuti della stagione 10 di Fortnite, Epic Games ha inserito una curiosa quanto discussa feature per le partite online di Fortnite: gli scontri con i Mech, introduzione che i giocatori di vecchia data in tutto il mondo stanno contestando.

L’introduzione di questi robottoni rende, a detta dei giocatori, gli scontri altamente squilibrati.

I veterani di Fortnite asseriscono infatti che a causa di questi robottoni gli scontri stanno diventando sempre più squilibrati, dal momento che chiunque se ne impossessi, riesce a compiere un numero alto di uccisioni senza particolari sforzi, per questo motivo i giocatori hanno chiesto più volte a Epic Games di rimuoverlo.

Quello che però i giocatori non avevano capito fin da subito, è che questo “effetto collaterale” degli scontri sbilanciati era voluto fin dal principio dagli sviluppatori.

Durante la campagna hashtag intitolata #RemoveTheMech, lo studio di Epic Games ha sentito di dover dire la sua a riguardo sul proprio blog.

“La mission di Fortnite è quella di riunire giocatori di tutti i livelli per vivere un’esperienza divertente in cui chiunque possa vincere”, scrive Epic.
“Ad esempio: tutti quelli che hanno accumulato una prima eliminazione o hanno conseguito una Victory Royale, conoscono bene la sensazione soddisfacente che ne deriva. In questo momento, sappiamo che ci sono giocatori là fuori che non hanno mai avuto questa opportunità … Un’altra parte della mission è quella di offrire spettacolo e divertimento quando giochi a Fortnite. Portare questi momenti all’interno del gioco ogni settimana, significa che c’è sempre un nuovo modo di divertirsi e vivere le proprie partite. “

La piega dei cosiddetti “giochi facilitati” non è cosa recente, ma sembra essere stata esasperata nel corso degli ultimi anni.

Dai videogiochi punitivi, a quelli fin troppo facili.

Fin dai primi anni ’80 i videogiochi sono sempre stati molto impegnativi: da Shinobi ai primi Ninja Gaiden e Castlevania, quasi ogni singolo gioco rappresentava una sfida degna dei migliori nerd hardcore player.

Giochi che pochi eletti impavidi sono riusciti a completare, in un era in cui i videogiochi non erano per tutti, complici a volte i controlli non esattamente intuitivi.

Sono arrivati poi gli anni 2000 e la sesta generazione di console e con loro, è iniziata la diffusione massiva dei videogiochi domestici come non era mai avvenuto prima.
Con PS2, Game Cube e la primissima Xbox, i videogiochi non erano certo passeggiate di salute, ma si è iniziato progressivamente a venire incontro a tutti i giocatori, specialmente i casual.

La settima generazione di console se da una parte ci ha regalato titoli di una difficoltà a tratti frustrante con i vari soulslike, dall’altra ci ha accompagnato con la manina attraverso titoli come Prince of Persia e la serie Fable che, nonostante le loro ambientazioni altamente suggestive e il comparto tecnico di pregevole fattura, erano di una semplicità disarmante, quasi a voler trattare il giocatore come un neonato.

Questo spin off di Prince of Persia era talmente semplice, da impedirti letteralmente di morire

l’apoteosi del rilassamento videoludico è stata raggiunta sicuramente dal titolo Minecraft: un gioco in cui non devi fare assolutamente nulla se non scavare, costruire oggetti, tornare a scavare con questi ultimi, per poi costruirsi la casetta più bella degli altri e tornare a scavare.

La tendenza attuale sembra essersi assestata in una situazione piuttosto accettabile: con giocatori che sono tornati ad essere maggiormente esigenti per ciò che concerne il livello di sfida, il gameplay (che deve essere sempre vario e soprattutto funzionale al gioco) e le meccaniche online che portano gli hardcore gamer ad alti livelli di competitività e skill.

La manovra di Epic Games in questo senso, va verso un’insolita controtendenza e divide letteralmente la comunity di Fortnite: se da una parte infatti i giocatori cercano quantomeno di comprendere le scelte portate avanti dalla società di sviluppo, dall’altra trovano snervante il fatto che si possa venire uccisi non da un giocatore skillato, bensì da una feature sgrava, in grado di rendere anche il nuovo arrivato nel gioco, una vera e propria macchina di morte dannatamente OP.

La parola a voi cari lettori di Player.it: considerate giustificata e comprensibile la presa di posizione di Epic (volta sicuramente al voler ampliare il più possibile la platea di giocatori di Fortnite), o credete che si tratti di una scelta insensata che porterà a lungo andare verso l’abbandono del gioco da parte degli hardcore player della prima ora?

 


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Articolo a cura di Marco Battiato

Sono tre le più grandi passioni della mia vita: il vino, la DC comics e i videogiochi.
Sommelier da oltre sei anni e videogiocatore praticamente da sempre, i miei generi preferiti sono FPS, Action-GDR, Picchiaduro e qualsiasi titolo partorito da Rocksteady, non disdegnando giochi di guida e platform.

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