Le clamorose previsioni di Michael Pachter per il 2019

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Come da tradizione, allo scoccare del nuovo anno gli analisti di tutto il mondo si mobilitano e si scervellano per cercare di prevedere gli andazzi dei mercati finanziari. E come ogni anno Michael Pachter, analista di elettronica e videogiochi noto ai più per le sue incredibili quanto spesso controverse affermazioni e previsioni, dice la sua riguardo il futuro del medium videoludico. 

Ultimamente i videogiocatori tendono a trattenere risate di scherno o male parole quando sentono nominare il nome di Pachter, ma se vogliamo dare a Cesare quel che è di Cesare l’analista di Wedbush Securities ha azzeccato parecchi ed importanti accaduti degli anni passati

Ad esempio per il 2018 ha previsto l’arrivo di una modalità Battle Royal per Call Of Duty: Black Ops 4, ispirata al successo di Fortnite e della tipologia di gioco in generale. Ha dichiarato che Nintendo Switch non avrebbe venduto più di 20 milioni di copie (per ora è a quota 13 milioni), e che nessun nuovo hardware da parte di Sony, Microsoft e Nintendo sarebbe stato annunciato. 

Ma dobbiamo anche ricordare alcuni dei suoi strafalcioni più famosi, come l’annuncio di un enorme taglio al prezzo di Xbox One X, PS VR e altri visori per la Realtà Virtuale in generale, oppure l’annuncio di un gioco mobile per World of Warcraft da parte di Blizzard. 

E per quest’anno invece? Beh, diciamo che Pachter non si è risparmiato affatto con le sue analisi

Overwatch e Blackout free-to-play entro la fine dell’anno

 

Immagine promozionale delle ip di Activision Blizzard, ovvero Call of Duty, Overwatch e Destiny

 

Iniziamo subito con le dichiarazioni più scottanti: secondo l’analista, il 2019 sarà l’anno in cui Activision-Blizzard renderà free-to-play le sue più recenti ip, ovvero Overwatch e la modalità Battle Royal di Call of Duty: Black Ops 4.

Pachter prevede l’arrivo della modalità free-to-play per Overwatch intorno alla prima metà dell’anno, probabilmente in concomitanza con il terzo anniversario del titolo. La mossa di Blizzard servirebbe ad aumentare il bacino d’utenza, oltre che l’importanza mediatica del titolo all’interno del palcoscenico degli E-Sports

“Penso che Blizzard abbia rassicurato i team della Overwatch League, spiegando appunto come poter espandere l’audience per Overwatch. Il modo più efficace per farlo è rendere il gameplay di Overwatch free-to-play, affinché attragga decine di milioni di nuovi utenti, che diventeranno poi degli spettatori della Overwatch League. […] I giocatori che hanno già comprato una copia del gioco saranno compensati probabilmente con ricompense gratuite (skin o altri oggetti per la personalizzazione). 

Per quanto riguarda Blackout, Pachter ha ancora qualche dubbio riguardo la data di passaggio al sistema free-to-play:

Blackout diventerà free-to-play almeno un mese prima del lancio del prossimo capitolo di Call of Duty, cosicché si potrà promuovere più facilmente il nuovo gioco. Non penso che anche le altre modalità di Black Ops 4 avranno lo stesso trattamento.”

Di certo queste due sono previsioni che non possono passare inosservate: due dei più popolari titoli FPS appartenenti alla stessa compagnia che diventano free-to-play per raggiungere più giocatori possibili.

Non è la prima volta che vediamo un trattamento simile, specialmente quando si parla di MMORPG degli anni passati, ma prima d’ora era difficile vedere un publisher così grande come Activision-Blizzard tornare sui suoi passi e proporre una conversione free-to-play per dei giochi AAA così di punta.

Al momento, non c’è alcuna conferma o affermazione di Activision-Blizzard riguardo questa nuova operazione.

 

The Elder Scrolls VI entro il 2019 ed altre previsioni ben più plausibili

 

 

Pachter non si è di certo fermato qui, ed ha continuato a speculare con una previsione ancor più scioccante (e forse anche impossibile): Bethesda accelererà lo sviluppo di  The Elder Scrolls VI, in modo da rilasciarlo entro la fine dell’anno per rialzarsi dal flop di Fallout 76

L’annuncio ha senz’altro destato un grande clamore, e forse era proprio questo lo scopo dell’analista che fin troppe volte ha mirato più a far parlare di sé che a condividere delle vere previsioni.

Bethesda ha spesso velocizzato lo sviluppo dei propri titoli, è vero, ma non potrebbero mai rilasciare un gioco dell’importanza di The Elder Scrolls VI in uno stato ancora così incompleto. In fondo, il disastroso lancio di Fallout 76 è stato più una spiacevole tappa di un viaggio che un vero e proprio regime di sviluppo da rispettare.

Considerando poi che per ora abbiamo solo un announcement trailer dall’E3 2018 e che è ormai il terzo anno di fila che Pachter prevede l’imminente rilascio del nuovo capitolo di TES, possiamo affermare che questa previsione sia ben più azzardata rispetto alla precedente. Non rimane altro che smorzare l’hype ed aspettare altre news ufficiali da Bethesda.

 

Artwork per Bioshock the Collection che raffigura i protagonisti di Bioshock Infinite cadere dentro Rapture da Columbia

 

Ci sono però altre importanti previsioni rilasciate da Pachter, stavolta più concrete e credibili:

  • L’annuncio da parte di Take-Two di un nuovo gioco, forse un nuovo capitolo di Bioshock o un nuovo titolo sviluppato da Rockstar Games previsti per il 2020. Ovviamente c’è di mezzo anche Borderlands 3, che per Pachter è pressoché in dirittura d’arrivo.
  • Quattro titoli AAA nella line-up di Ubisoft, tra cui Skull & Bones (già annunciato), un nuovo Splinter Cell, un nuovo Watch Dogs ed un nuovo capitolo di Rainbow 6
  • Due nuovi titoli rilasciati da Respawn Entertainment, ovvero Titanfall 3 e un gioco su licenza Star Wars
  • Una versione small di Nintendo Switch pensata unicamente come console portatile, ad un prezzo ridotto e con i Joycon costruiti internamente alla console.
  • Un’evoluzione del sistema di streaming per i videogiochi, con un servizio che permetterà ai consumatori di pagare esclusivamente i giochi che vogliono acquistare senza bisogno di download.

L’anno che verrà sembra ricco di sorprese e notizie alquanto interessanti, almeno secondo Pachter. Riuscirà stavolta a migliorare la media di successo delle sue previsioni? Oppure genereranno quel clamore attuo solo ad aumentare la visibilità dell’analista? Non ci resta che attendere e scoprirlo con i nostri occhi!

 

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Articolo a cura di Riccardo Liberati

Classe 1997, cresciuto immerso dai libri, cartoni e videogiochi, ho sempre desiderato e provato fin dalla tenera età a creare storie fantasiose che rendessero un po' più brillante la mia vita monotona.

Ho trascorso l'infanzia in solitaria, giocando a quanti più titoli possibili, spaziando dai vecchi J-RPG di Square Enix fino ai più violenti sparatutto su PC, non disdegnando nel frattempo RTS, platform e giochi di corse automobilistiche.

Alle superiori riesco finalmente ad aprirmi e a trovare dei compagni con i miei stessi gusti e sogni, e capisco che non amo tanto i videogiochi, quanto la cultura ed i messaggi dietro di essi, gli stessi che ho sempre trovato nei libri, film e qualsiasi altro tipo di medium artistico.

Inizio a lottare per questo concetto scrivendo all'impazzata ed accrescendo la mia cultura ancor di più, sia attraverso la scuola che attraverso gli incontri e le persone d'ogni giorno. Questo bel sogno finisce con l'arrivo all'università, periodo peggio di qualsiasi film horror che abbia mai visto e che mi costringe a mollare tutto e rifugiarmi nella mia Fortezza della Solitudine per tre anni, perdendo interesse e linfa vitale per qualsiasi cosa.

Nel frattempo ho lavorato in numerosi settori, dall'aiuto vendita al libraio al tutor privato, e nel 2018 inizio a scrivere per Player.it, il mio primo incarico ufficiale come giornalista videoludico e che mi ha formato moltissimo sia nell'ambito dei videogiochi che in quello della scrittura basilare.

Oggi ho ripreso a studiare grazie alla scelta repentina ed irrazionale di iscrivermi alla Scuola Holden di Torino, luogo da cui vi scrivo, abbandonando casa per la prima volta ed il luogo natale di ogni mio piccolo successo e grande fallimento. La mia speranza? Quella di poter riuscire a trovare una strada ben delineata, facendo quello che mi piace fare senza dovermi sottomettere a nessuno

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