Capcom vuole continuare a proporre remake dei vecchi titoli

Capcom

I remake videoludici di vecchie glorie sono dei classici sempreverde in grado di portare del grano all’interno delle software house senza enormi costi. La forza della nostalgia è tale da accalappiare tutti i vecchi fan di un brand e la perizia tecnica di tali prodotti ha la possibilità di interessare a un nuovo nugolo di appassionati che potrebbero essere stati troppo giovani durante la release originale del titolo.

Il risultato è che, negli ultimi anni, il trend dei remake/remastered/revattelappesca è cresciuto in modo esponenziale proponendo titoli di qualità via via sempre più interessante. Capcom, durante questo periodo, si è fregiata come una delle software house più attente al rilascio di remake e remasters tirando fuori titoli dalla qualità davvero interessante

Capcom ed il suo futuro al gusto di passato.

Resident Evil 2 remake

L’azienda giapponese, oltre ad aver proposto riedizioni in alta definizione di saghe ultra premiate come Devil May Cry (noi ne abbiamo parlato qui) negli ultimi anni ha tirato fuori uno dei migliori remake della storia ed è in procinto di partorire un Resident Evil 2 Remake davvero molto interessante; il titolo, atteso per Gennaio 2019 ha dato qualche problema agli sviluppatori in fase di concept e avrà un sistema di difficoltà dinamica che traslerà le meccaniche del titolo al giorno d’oggi senza scontentare nessuno.

Capcom, però, sembra non aver intenzione di rilasciare il pedale dell’accelleratore e continuerà a mostrare altri remake e remasters nel corso dei prossimi anni.

Al momento l’azienda è completamente al lavoro su Resident Evil 2 Remake, secondo quanto detto dal portavoce dell’azienda in una riunione con gli investitori l’azienda giapponese continuerà a proporre brand e titoli del passato al giorno d’oggi dopo aver dato loro una migliorata a livello tecnico/gameplay.

Tale affermazione è stata la conseguenza di una domanda posta ai vertici dell’azienda da uno degli investitori ed è la conferma di come questo determinato tipo di mercato stia fruttando a Capcom dei ricavi interessanti, abbastanza elevati da giustificare altri passi su questa determinata strada.

Cosa tirerà fuori dal cappello Capcom?

In tale conferenza l’azienda giapponese non ha fatto nomi delle proprietà intellettuali che intende tirare fuori; potrebbe essere il terzo capitolo della saga horror più famosa del mondo o un ripescaggio di una IP come Onimusha, come pensato mesi e mesi fa. Al momento mancano le ufficialità, le dichiarazioni, le informazioni.

Come uomini non ci rimane altro che sognare e, se proprio vogliamo, possiamo sprecarci nel fare i complimenti a Capcom per la strada intrapresa: un azienda che dopo anni e anni di buio è riuscita a tornare sulla cresta dell’onda con una serie di titoli azzeccati uno dopo l’altro; per il momento non vediamo davvero l’ora di toccare con mano la release per PC di Monster Hunter World, il nuovo capitolo di Devil May Cry e Resident Evil 2 Remake, entrambi previsti entro la fine dell’anno fiscale 2018.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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