Grazie al successo di Fortnite Epic Games vale otto miliardi di dollari

Epic Games

Che succede a un azienda quando si rende autrice di uno dei più grandi successi videoludici della storia?
Quell’azienda diventa un vero e proprio tesoro ambulante e chi è stato capace di intascarsi titoli e azioni a nome di quell’azienda oggi come oggi può reputarsi davvero fortunato.

Parliamo oggi della valutazione che ha appena trasportato Epic Games nell’olimpo delle software house videoludico.

Chi trova Epic Games trova un tesoro.

Epic Games

Epic Games, la software house responsabile per il più grande successo videoludico degli ultimi tempi, è stata valutata per una cifra fuori di testa come otto miliardi di dollari. Otto miliardi di dollari che fanno completamente impallidire gli 825 milioni di dollari che rappresentavano la valutazione di Epic Games durante il 2012, anni in cui Tencent ha acquisito il 40% delle azioni dell’azienda.

Secondo le analisi compiute da Bloomberg sull’argomento, l’azienda americana ha un valore che oscilla tra i cinque e gli otto miliardi di dollari. Questo considerando tutto il business dell’azienda che spazia dal mondo dei motori grafici (l’unreal engine è loro, ad esempio) al mondo dei videogiochi.

Specialmente nei videogiochi l’azienda ha trovato la sua gallina dalle uova d’oro; più nello specifico il miliardo e passa di dollari generato da Fortnite nel corso dell’ultima annata è stato di sicuro uno dei fattori scatenanti per questa valutazione estremamente positiva.

In sostanza il valore di Epic Games è aumentato dell’oltre 800% nel giro di soli sei anni, roba che solo aziende come Google o Apple sono riuscite a fare in tempi più o meno recenti.

Qualcuno qui è diventato miliardario…

Epic Games
Ecco il volto del CEO di Epic Games

Il rapporto stilato da Bloomberg suggerisce inoltre che, grazie ai vari contratti che l’azienda ha con i principali publisher come Electronic Arts, Activision Blizzard e compagnia, Epic Games potrebbe valere cifre come quattordici miliardi di dollari se messa in vendita. Secondo gli analisti l’azienda potrebbe sopravvivere anche senza la crescita turbinosa di Fortnite.

Se il battle royale cartoonesco che ha portato fortuna finora dovesse, per un qualche motivo, smettere di crescere e stabilizzarsi su introiti annuali calcolati intorno al miliardo di ollari, Epic Games potrebbe sempre essere venduta per sette miliardi e mezzo di dollari.

Tutti questi soldi fanno un po’ girare la testa, di sicuro avranno stampato un bel sorrisone nel volto del founder e CEO Tim Sweeney, diventato grazie a questa valutazione un vero e proprio miliardario.

Alla fin fine è difficile non diventare miliardari quando il tuo titolo di punta è talmente giocato da generare nuovi record di continuo: dal traffico incredibile registrato da Akamai in occasione della nuova stagione di gioco, alla notizia del miliardo di dollari guadagnato dal titolo soltanto con i ricavi in-game nel giro di quasi un annetto.

Il tutto è stato fatto non senza affrontare un sacco di difficoltà: storie di spionaggio industriale, problemi di dipendenza dal gioco per i videogiocatori più piccini con tanto di denuncia da parte delle mamme preoccupate e una lunghissima diatriba sulla legittimità del cross-play tra le varie piattaforme su cui Fortnite è disponibile.

Se siete persone un po’ più terra terra e dei soldi non vi importa molto perché preferite videogiocare, date un’occhiata a tutte quelle belle guide che abbiamo scritto per voi su Fortnite in modo da non sentire il peso di aver comprato per una decina di euro un pass battaglia del gioco.

Trovate ad esempio guide sulle sfide di ogni settimana (come questa o questa!) o guide sugli eventi che imperversano per il titolo (come quello dedicato al primo anno di vita di Fortnite!); se i vostri problemi sono più generici date un’ occhiata alle nostre guide riguardo le armi o i luoghi dove atterrare!

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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