Ecco perchè ogni The Legend of Zelda ha il suo stile artistico unico


Una delle domande che i giocatori della famosa serie si sono sempre fatti è la seguente: per quale motivo lo stile artistico di ogni capitolo di The Legend of Zelda è diverso da quello degli altri? Nella giornata di oggi abbiamo finalmente una risposta, grazie alla pazienza di Takizawa, uno degli autori del brand. Questo nuovo contenuto è strettamente legato alla recente pubblicazione di un libro su The Legend of Zelda, Master Works, capace di fornire molte informazioni utili anche su The Legend of Zelda: Breath of the Wild, il capitolo più recente del franchise.

Passiamo alle parole di Takizawa, da noi tradotte dall’inglese: -Perchè lo stile artistico cambia di gioco in gioco, in Zelda? E’ la domanda che vi sarete sempre fatti. E’ il risultato di un processo di trial and error durante la fase di sviluppo di ogni capitolo, per capire cosa potrebbe rendere i giocatori entusiasti, portarli ad esplorare un mondo che per loro sia completamente nuovo-”

The Legend of Zelda
The Legend of Zelda

“-La conclusione è sempre stata quella di sposare la credibilità del mondo con la giocabilità, spingendoli a riconsiderare le convenzioni di Zelda e creare uno stile grafico che potrebbe esser considerato standard per la serie. Questo modo di pensare ha portato, ad esempio, a realizzare l’effetto comico dell’albero che magicamente compare nelle foreste, mentre qualcosa di più realistico sarebbe sembrato uno spreco di tempo ai giocatori-”

Sebbene Takizawa sapesse che questo stile artistico di Breath of the Wild, meno realistico e più stilizzato, sarebbe stata la scelta migliore per i propositi del gioco, non poteva che sentirsi a disagio pensando alla reazione dei giocatori, a cosa loro l’avrebbero accettato. I dubbi sono poi stati spazzati via con la reazione estremamente positiva che abbiamo visto al primo trailer all’E3 del 2014.

Zelda Link
Zelda Link

Ci sono anche tanti altri aspetti a cui si è prestata particolare attenzione durante lo sviluppo di Breath of the Wild. Per esempio gli odori, qualcosa di molto difficile da trasportare all’interno di un videogioco. Gli artisti hanno lavorato con i programmatori grafici, con chi realizzava gli ambienti e glie effetti, nel tentativo di creare fin dall’inizio qualcosa che potesse davvero esistere, essere credibile, portando ad immaginare anche l’odore. Lo stesso discorso vale per i suoni, per il peso degli oggetti, e l’aria all’interno delle ambientazioni, per esempio avvertire l’umidità in un ambiente tropicale, oppure il sole più forte nei livelli desertici.

Ricordiamo che recentemente The Legend of Zelda: Breath of the Wild è stato premiato miglior gioco dell’anno ai The Games Show, tra i più entusiasti in casa Nintendo figurava proprio Takizawa, incapace di credere che il lavoro del team di sviluppo avesse raggiunto non solo risultati così positivi, ma addirittura una vetta simile. Nel frattempo Nintendo continua il suo supporto a Nintendo Switch, per avere una panoramica completa della situazione attuale potete consultare il nostro recente recap sul Nintendo Direct Mini di pochi giorni fa, tra gli ultimi annunci figurano Hyrule Warriors Complete Edition, Donkey Kong Country Tropical Freeze e Kirby All Star Allies.

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Articolo a cura di Simone Pettine

Mi piace leggere, scrivere, videogiocare, approfondire la mia conoscenza delle lingue indoeuropee e mangiare i bambini.

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