EA ha acquistato Respawn Entertainment, lo studio di Titanfall

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La voce era nell’aria già da un po’, ma ora ne abbiamo la conferma definitiva: Electronic Arts sta ultimando le procedure per l’acquisizione di Respawn Entertainment. Lo studio che ha creato il franchise Titanfall, con base a Los Angeles, sarà acquistato per una cifra che, complessivamente, supererà i 400 milioni di dollari. La notizia, giunta non molto dopo la chiusura di Visceral Games, rappresenta un colpo da 90 piazzato dal publisher statunitense, che si è assicurato uno dei migliori studi in circolazione, battendo una concorrenza non poco agguerrita.

Respawn Entertainment diventa di proprietà di EA

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Un nuovo capitolo di Titanfall sta per arrivare.

Respawn Entertainment è stato fondato il 6 Aprile 2010 da Vince Zampella e Jason West, precedentemente membri di Infinity Ward. I due creativi avevano prestato la loro opera per lo sviluppo di diversi capitoli della serie Call of Duty. Il vero debutto dello studio si verificò all’E3 del 2011, in cui annunciarono un progetto sci-fi, in esclusiva per Xbox One, che avrebbe avuto tutte le carte in regola per rivaleggiare con franchise del calibro di Halo e Gears of War. Quel gioco era Titanfall. Rilasciato come una delle esclusive di punta per la allora nuova console Microsoft, lo sparatutto online riuscì a riscuotere dei buoni consensi, sia di pubblico che di critica. Poco più di un anno fa, Respawn pubblicò Titanfall 2, che era riuscito a riprodurre alla perfezione la formula vincente del primo capitolo, colmandone però le lacune.

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Titanfall e non solo per i futuri progetti dello studio.

Tutto questo ci fa capire quanto grande fosse l’opportunità di acquisire uno studio di questo calibro. Come riportato da Kotaku, Electronic Arts, con un’offerta complessiva di oltre 400 milioni di dollari, è riuscita a battere la concorrenza di Nexon. Il publisher coreano, che aveva anche pubblicato il gioco mobile di Titanfall, aveva, in tempi non sospetti, presentato un’offerta per l’acquisizione di Respawn. EA aveva 30 giorni di tempo per decidere se pareggiare o meno l’offerta, cosa che ovviamente è avvenuta. Electronic Arts e lo studio di Los Angeles hanno siglato un accordo da circa 455 milioni di dollari. Di questa cifra, 151 milioni di dollari verranno pagati subito, altri 164 saranno versati nel lungo periodo, ed i rimanenti 140 saranno invece erogati al raggiungimento di determinati obbiettivi. Questi ultimi bonus saranno legati, probabilmente, al raggiungimento di determinati punteggi su Metacritic dei titoli prodotti da Respawn.

Respawn ha ben tre titoli in sviluppo

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Uno dei progetti più intriganti dello studio.

Uno degli annunci più importanti fatti da EA al termine del processo di acquisizione riguarda i titoli su cui lo studio sarebbe a lavoro. Secondo quanto affermato dal publisher statunitense, Respawn avrebbe ben tre giochi in cantiere. Uno di questi sarebbe un nuovo capitolo della serie Titanfall. Il secondo, invece, è un segretissimo progetto di realtà virtuale, sviluppato con Oculus, che vedrà la luce nel 2019. Il terzo gioco, invece, sarà un gioco ambientato nell’universo di Star Wars. Come forse qualcuno ricorderà, lo scorso anno Respawned annunciò di essere in collaborazione con EA e LucasArts per realizzare un’avventura nuova di zecca per Star Wars. In quel periodo, il titolo dello studio di Los Angeles era il terzo gioco a tema Star Wars, insieme a Star Wars: Battlefront II e al videogame in sviluppo presso Visceral Games.

Come tutti sappiamo, quest’ultimo progetto è stato poi rimandato a seguito della chiusura di Visceral Games.

Di seguito vi riportiamo le parole di Vince Zampella a seguito dell’acquisizione da parte di EA.

“Abbiamo iniziato Respawn con l’obiettivo di creare uno studio con alcuni dei migliori talenti del settore, ed essere uno dei migliori sviluppatori di giochi innovativi. Abbiamo sentiti che ora era il momento di unirsi ad uno dei leader del settore, che potesse garantirci le risorse e il supporto di cui abbiamo bisogno per un successo a lungo termine, pur mantenendo la nostra cultura e la nostra libertà creativa […] Questo è un grande passo per Respawn, per EA e per i nostri giocatori.”

Respawn Entertainment, quindi, non è più uno studio indipendente. Restate sintonizzati per ulteriori news in merito.

 

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Articolo a cura di Claudio Albero

Nasce a Torre del Greco, una piccola metropoli alle falde del Vesuvio, nei favolosi anni ’80, che già però non avevano più niente di favoloso. Provano ad educarlo con Beatles e musica classica sin dalla più tenera età, ma lui, di tutta risposta, si appassiona all’ heavy metal ed ai videogame , spendendo un piccolo patrimonio in sala giochi, quando queste due parole erano ancora slegate dalle slot machine.

Dopo aver mosso i primi passi su Sega Master System II con Alex Kidd, il Super Mario con le orecchie a sventola, si innamora dei platform, degli action/adventure e degli RPG, con particolare attenzione alla saga di Final Fantasy.

Inguaribile sognatore con le radici saldamente ancorate nel passato, scopre la sua passione per la scrittura quasi per caso, in uno dei tanti pomeriggi passati tra i corridoi della Facoltà di Giurisprudenza di Napoli, dove si laureerà giusto qualche anno dopo, con una tesi in Diritto d’Autore basata sull’opera multimediale.

Dopo aver scritto di attualità e musica su Lacooltura.it , Road TV Italia e Federico TV , approda sui lidi di Player.it , in cui comincia sin da subito ad apprendere e fare domande, guadagnandosi rapidamente il titolo di “ redattore rompiscatole del mese ”. Nonostante sia legatissimo alla grande famiglia di Player, non sono rare alcune sue incursioni su portali come Gameplay Café e Spazio Rock .

Musica, videogame, concerti, boardgame, modellismo, fumetti, cinema e serie tv: tanti hobby diversi tra loro, ma collegati da un fil rouge che li unisce tutti: il divertimento . È proprio questo che cerca in un videogame, è proprio questo sentimento che muove le sue dita, ed è sempre il divertimento la sensazione che cerca di infondere nei suoi articoli.

Al di fuori del mondo del gaming, indossa giacca e cravatta per mimetizzarsi nel mondo degli avvocati, esercitando la professione forense, con lo scopo di conoscere a fondo le “ regole del gioco ”, nonché di minacciare di far causa a chiunque al minimo pretesto.

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