Call of Duty: Ghosts – PS4 – Recensione e Video gameplay


La next-gen è finalmente arrivata e dopo aver analizzato attentamente le nuove ammiraglie di Microsoft e Sony che sfoggiano le loro esclusive per mostrare le potenzialità delle console è giunto il momento di spostare il focus su un altro argomento interessante, ovvero i titoli cross-gen. Alcuni dei giochi presenti sul mercato infatti nascono sul finire della vecchia generazione ma, allo stesso tempo, sono pronti per entrare in quella successiva. E’ il caso di Call of Duty: Ghost, ultima fatica di Activision che abbiamo avuto la possibilità di confrontare su entrambi gli hardware Sony.
VIDEO GAMEPLAY PS4 “LEGGENDE IMMORTALI”


articolo a cura di Simone Guybrush89 Segatori

Questa è un’analisi della versione PS4 del gioco, cliccate qui per una recensione completa del titolo e del comparto multiplayer.
UNA GUERRA TRA GENERAZIONI
Anche se speravamo in una completa interazione con le potenzialità del Dualshock 4, Ghosts ripropone le stesse funzionalità del Dualshock PS3 senza potenziali innovazioni sul fronte del gameplay. 
Il salto generazionale c’è, ma non eccelle, né stupisce per quanto riguarda la qualità complessiva del prodotto. La grafica risulta migliore su PS4 dove l’implementazione della luminosità e dei colori rende più vivi i volti dei personaggi e più intense le location. Già dal primo episodio della campagna si può notare come i 1080p nativi (dopo la patch fornita dagli sviluppatori) rendano la sezione spaziale più profonda e coinvolgente, grazie anche alle 60 immagini al secondo.

Nel capitolo in cui viene distrutta la diga e la città viene inondata dall’acqua, troviamo un altro esempio di quanto le potenzialità di PS4 siano riuscite ad aumentare il livello grafico del gioco. L’acqua che fuoriesce dalla diga riversandosi per le strade è molto più realistica della controparte PS3. E, ancora, nel capitolo ambientato sott’acqua possiamo notare un fondale marino più profondo e intenso di quanto sia mai stato prima. In molte situazioni è come se PS4 riuscisse a rimuovere una patina oscura dai volti dei personaggi rendendoli più luminosi ed espressivi.
PlayStation 4 però non si è portata dietro solo il meglio. Call of Duty: Ghosts presenta inevitabilmente i segni di un motore fortemente ancorato al passato, dove la potenza di PS4 può solo dare qualche pennellata qua e là ma lo sbalzo tra vecchia e nuova generazione stona, portando il gioco a compiere un incerto salto verso la next-gen. Diversi elementi grafici, anzi spesso intere missioni sembrano realizzate con un tasso di qualità minore rispetto ad altre. I difetti tecnici che affliggevano la versione PS3 sono rimasti e nelle fasi più impegnative i rallentamenti sono inevitabili penalizzando l’esperienza ludica in più di una missione.
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COMMENTO FINALE
Infinity Ward non compie un ingresso eclatante nella nuova generazione rimanendo piuttosto bloccata sulle meccaniche dell’hardware PS3. La potenza della nuova console Sony riesce a dare solo qualche rifinitura estetica ad un titolo ancora acerbo per il futuro, ma che rimane un ottimo FPS per PS3, magari non il migliore della serie, data la scarsa longevità, i passi indietro a livello di interazione con la trama e i personaggi poco carismatici ma senz’altro un titolo che gli appassionati non lasceranno passare inosservato. Inoltre, acquistando Ghosts per PS3 e Xbox 360, si potrà ottenere un codice per scaricare la rispettiva versione next-gen con un ulteriore costo di circa 10 euro, spesa che ci è sembrata accessoria a meno che non si ricerchi il massimo livello tecnico nell’esperienza ludica.

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Articolo a cura di Simone Alvaro "Guybrush89" Segatori

Ritrovato in tenera età su una spiaggia pixelata le sue prime parole sono state "Voglio fare il pirata!"

In mancanza di un vero galeone è partito all'arrembaggio del mare della rete depredando le conoscenze di ogni isola su cui è approdato: Ha scritto per Games, VGN, Adventure's Planet, Badgames, FlopTV, Cinefilia Ritrovata, Ridble e creato qualche video per la ciurma di Game Series Network.

Nel mentre la taglia sulla sua testa è aumentata e dopo che l'Università di Viterbo lo ha ritenuto un pericoloso "Capitano della Comunicazione", l'Alma Mater Studiorum di Bologna lo ha classificato come "Minaccia Pirata esperta di Cinema, Televisione e Produzione Multimediale".

Per circa un anno è quindi rimasto nascosto nella Cineteca di Bologna, gestendo dall'ombra l'Archivio Videoludico e organizzando anche un ritrovo piratesco conosciuto come Svilupparty.

Dopo qualche tempo passato in mare tra cinema, fumetti, serie tv, libri, aspirapolvere e videogiochi, senza mai una vera casa, mette l'ancora alla fonda nella baia videoludica di Player.it, dove passa le giornate in compagnia di scimmie, balene e altri animali. Va spesso ad ubriacarsi nella taverna di Tom's Hardware, inoltre va all'arrembaggio di libri e fumetti su Frasix, di gadget e serie TV su Nospoiler e Cinematographe e svolge ricerche su antichi manufatti per conto di Ivipro.

Il richiamo dell'oceano però lo trascina continuamente tra le onde e anche se non sa dove lo porterà il vento quello che conta davvero è il viaggio.

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