Diario del dott. Flammini 11 ottobre 1957

Diario del dott. Flammini - 5 ottobre 1957iario-dott-flammini-11-ottobre-1957


Diario del dott. Flammini 11 ottobre 1957

No, non è possibile sto impazzendo.
Non posso essere tornato indietro nel tempo; riflettendoci a mente lucida ciò è impossibile.

E perché Raimondo avrebbe dovuto rispondere negativamente alla mia domanda se c’era un telefono? Se era davvero un templare medievale, perché chiedermi se ero un fascista?

No. No? No! NO! NO! Sto viaggiando troppo con la fantasia, ecco. Mi sto lasciando trasportare dagli eventi, sono vittima delle mie emozioni confuse. E’ una reazione all’incidente. E’ solo STRESS. Non sono passo! NON-SONO-PAZZO!

Questi sono solo frati, un po’ strani, si, che si stanno prendendo cura di me e al massimo si stanno divertendo in un loro macabro gioco… ma che sto dicendo, parlo proprio come un pazzo; se sono dei frati perché mai dovrebbero ingannarmi?

Comincio a essere confuso, sono mentalmente stremato! Che sia questa la follia?
Tornare indietro nel passato, ma dico io come mi è venuta in mente una follia simile?

Quelli che mi circondano sono semplicemente monaci, o giù di li, che vivono in uno stretto eremitaggio, fatto di voto di abnegazione e privazione della tecnologia.
Si, certo, deve essere cosi. Deve essere ASSOLUTAMENTE cosi, non c’è altra spiegazione plausibile, altrimenti perché Raimondo mi avrebbe risposto che non hanno un telefono? E perché si sarebbe infuriato alla vista della mia tessera? Si, si, sarà infuriato perché non vede di buon occhio i comunisti; ma io cosa posso farci? Sono problemi suoi, non miei dopotutto.

Probabilmente sto correndo troppo con la testa e la fantasia sta prendendo il sopravvento. Deve essere colpa di tutta quello stramaledetto impacco che mi fanno mattina e sera: deve contenere una qualche erba stimolante che non mi fa pensare lucidamente.

Speriamo mi facciano andare via il prima possibile da qui… non dopo aver parlato con questo Gran Maestro, ovviamente, che sembra tenerci cosi tanto a fare due chiacchiere. Che poi che vuole da me questo?

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Articolo a cura di Andrea De Bellis

Appassionato da sempre di gioco di ruolo, intervallo per anni la mia vita tra questi, lo studio e il lavoro. Dopo un periodo da giornalista professionista decido di laurearmi in storia, mia altra grande passione. Da qui il passo alla scrittura è breve.

Comprendendo come l'intrattenimento non possa essere in alcun modo scisso dal provare emozioni, mi propongo quale recensore emozionale per Player.it, ideando e curando nel frattempo le rubriche "Italy&Videogames", "Interviste Impossibili", "LARP: A Night With..." e "Autori di Ruolo: D12 domande a...", scrivendo il romanzo "Il diario del dott. Flammini" e ideando e lanciando le rubriche "Venerdì Oldies" e "Recensioni Emozionali", sostenendo sempre quanto sia più interessante parlare di "cosa suscita un titolo quando lo si gioca" piuttosto che l'evergreen "cosa è e come come funziona questo gioco".

Il gioco è intrattenimento, l'intrattenimento è emozione, l'emozione è vita.

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