Magic: The Gathering porta le Tartarughe Ninja nel suo multiverso tra mutageni e pizze | Recensione del set

Bustine di Magic: The Gathering x Teenage Mutant Ninja Turtles
Magic: The Gathering x Teenage Mutant Ninja Turtles

Raccontare Magic: The Gathering in questi periodi di collaborazioni continue con brand terzi è sempre strano, soprattutto quando le espansioni entrano nel meta standard, con tutte le luci e ombre del caso. Anche questo Universe Beyond dedicato alle Tartarughe Ninja è giunto con un crossover che ha cercato di declinare l’universo pop delle Teenage Mutant Ninja Turtles tanto in oggetti da collezione quanto in meccaniche da far ruotare nei diversi formati di gioco.

Il risultato è un’uscita che, sinceramente e personalmente, non mi fa impazzire. Da una parte, la resa estetica di molte illustrazioni toccano corde e mood che riescono ad affascinare, ma dall’altra, ogni volta che maneggio queste carte tra le mani, continuo a chiedermi se io stia giocando ancora a Magic tra un “Cowabunga!” e milioni di illustrazioni di pizze.

Token pizza di Magic: The Gathering x Teenage Mutant Ninja Turtles

Nostalgia ben curata

Sul piano artistico e collezionistico, Magic: The Gathering x Teenage Mutant Ninja Turtles è interessante perché non si accontenta del banale crossover, ma prova a costruire una coerenza di immaginario che faccia pensare alle Tartarughe Ninja prima ancora che al marchio Universes Beyond. La scelta di ambientare il racconto visivo dentro una New York quotidiana, vissuta, sporca e metropolitana, in netto contrasto alla New York spettacolare e da cartolina dell’Universes Beyond di Spiderman, è il primo segnale che chiarisce l’obiettivo di Wizards of the Coast per questo set, dal punto di vista visivo: familiarità immediata con l’universo delle Tartarughe Ninja.

Il set cerca di parlare a fan di generazioni diverse, tra momenti iconici dei fumetti o delle serie TV, personaggi tratti da giocattoli e trattamenti in pixel art per richiamare i videogiochi beat’em up del brand. In questo contesto multi-generazionale, fanno da collante le Terre borderless dove le silhouette delle Tartarughe saltano da un tetto all’altro, e le carte pizza (un’infinità) dai gusti strambi, un classico delle TMNT.

Terre alternative di Magic: The Gathering x Teenage Mutant Ninja Turtles

Tutte le scene illustrate, e in particolare quelle metropolitane, riescono sempre a comunicare un senso di nascosto, come se dietro quel vicolo sporco o sotto quelle banchine della metro si possa celare qualcosa di inaspettato. E quel qualcosa, peer chi è cresciuto con le Tartarughe Ninja, è il senso di un’avventura che parte sempre da basso, inteso sia come il sottosuolo dove i protagonisti si nascondono, sia come la quotidianità della vita.

Questa impostazione grafica è un’ottima risposta a un problema frequente in questi crossover: quando il tema è un po’ troppo “da copertina” rischia di stonare con l’identità di Magic e di trasformare le carte in dei gadget da collezionare e basta. Qui invece è evidente come lo studio dell’ambientazione abbia pesato molto nella grammatica visiva di Magic: The Gathering, perché se c’è una cosa in cui i creativi di Wizards of the Coast hanno sempre eccelso è proprio nel raccontare luoghi, atmosfere, dettagli ed eventi attraverso le immagini. In altre parole, la cura visiva mesa nel set è di standard elevato.

Art alternative di Magic: The Gathering x Teenage Mutant Ninja Turtles

Il rovescio della medaglia per un set del genere, però, è che tende sicuramente a essere molto desiderabile per chi ha un rapporto emotivo con le Tartarughe Ninja, e molto meno automatico per chi valuta solo l’utilità trasversale del set nel multiverso di Magic ed è già saturo delle tante iniziative crossover, ormai non più relegate ai soli Secret Lair.

Magic x TMNT da tanti appigli per innamorarsi delle sue carte, ma per chi non è fan o non conosce le Tartarughe Ninja tutto questo può sembrare di troppo. Questa spaccatura non è un difetto di per sé, ma è una conseguenza inevitabile che spero da Wizards of the Coast ne abbiano tenuto conto.

Tra bluff, attese e crescite

Sul versante delle meccaniche e della giocabilità delle carte di questa espansione, anche qui possiamo osservare una caratterizzazione atta a sfruttare l’universo delle Tartarughe Ninja, tra token mutageni che danno segnalini +1/+1 e abilità come Sgattaiolare (Sneak) che invitano proprio a combattere come un ninja.

Proprio sneak e i mutageni sono forse le meccaniche che più stanno caratterizzando il meta, in particolare nel formato sanar. Sneak permette di sostituire una carta attaccante, più o meno come accae con la vecchia abilità ninjitsu, ma sneak si applica anche a stregonerie e istantanei. Oltre all’effetto sorpresa, questa abilità ha due effetti immediati in partita:

Per prima cosa aumenta molto il valore di mana da tenere aperto, perché anche un attacco apparentemente innocuo potrebbe nascondere qualcosa di più dannoso. In secondo luogo, Sneak genera una sinergia molto utile con qualunque cosa premi l’entrata in campo di una carta. La meccanica Disappear va in sinergia nel senso opposto, invece: quando una carta lascia il gioco.

Meccaniche utili di Magic: The Gathering x Teenage Mutant Ninja Turtles

Per quel che riguarda i segnalini mutageni, si stanno rivelando benzina utile per pompare le proprie creature, in particolare la carta La Melma (The Ooze in inglese) si sta rivelando un must have soprattutto nei formati Limited, grazie alla capacità di riciclare i segnalini posizionati su altre creature che stanno per lasciare il campo d gioco.

Le altre abilità non riescono invece ad avere la stessa influenza nel meta, ma riescono comunque nell’intento di tematizzare il set.

Una riflessione: perché proprio le Tartarughe Ninja?

Nonostante l’ottima fattura complessiva tra artwork curai, caratterizzazione sorprendentemente coerente con l’immaginario delle Teenage Mutant Ninja Turtles e persino qualche meccaniche che in partita si rivela davvero utile e divertente, non riesco personalmente a scrollarmi di dosso la sensazione che questo set, così come altri Universes Beyond passato che è entrato nel meta, rompa l’immersione in gioco invece di arricchirla, soprattutto per i giocatori di Magic più navigati. Il problema non è che il set sia realizzato male, anzi, è che questa intera operazione-multiverso di Magic: The Gathering stona particolarmente quando brand come supereroi e tartarughe ninja cominciano a irrompere in gioco, senza limitarsi a comparire nei secret-lair che sono materiali più per collezionisti e fan occasionali.

Questi crossover, per quanto splendidamente realizzati e ben funzionanti anche come “prodotti a sé stanti”, sembrano prendere in giro un brand che vive ancora di piani, di popoli e mitologie costruite in trent’anni di lore. Vedere le Tartarughe Ninja sul tavolo mi dà l’impressione di un oggetto estraneo incollato sopra un mondo che non le ha mai previste: un crossover che chiede a Magic di fare un passo indietro con la propria identità, e al giocatore di accettare un “e vabbé…” narrativo pur di avere una chicca tra le mani.