Google presenterà la sua console videoludica il 19 Marzo alla GDC


Google, dopo i rumour e le immagini che abbiamo visto susseguirsi nel corso degli scorsi giorni, ha annunciato l’arrivo di un suo nuovo prodotto alla Game Developer Conference 2019: una console. L’evento sarà trasmesso in diretta streaming il 19 marzo sui vari canali dell’azienda.

L’arrivo di Google nel mercato dei videogiochi è un evento di portata mastodontica che si può paragonare unicamente al debutto di Sony e Microsoft all’interno dell’industria, rispettivamente nel 1994 con l’avvento della prima console Playstation e nel 2001 con l’arrivo della primissima Xbox.

Non ci sono dati certi su cosa proporrà la console o su come sarà strutturata; le voci più autorevoli parlano di una console unicamente basata sul cloud gaming, ovvero su qualcosa in grado di offrire un’ esperienza non troppo dissimile da quella che abbiamo potuto saggiare oggi con il novello Playstation Now messo in piedi da Sony anni addietro a portato in Italia meno di cinque ore fa.

Le teorie più accreditate sulla nuova console di Google.

L’internet è sempre pieno di nuove teorie basate su trailer e dichiarazioni riguardanti aziende e prodotti. Questa nuova console di Google, non essendo una novità assoluta ma essendo stata preceduta da una serie di scoop anche piuttosto anziani è il perfetto terreno di crescita per tutta questa nuova serie di speculazioni.

Su Reddit, ad esempio c’è un thread con oltre trecento risposte in cui si sprecano le varie teorie che circondano tale nuovo prodotto della grande G:

  • Una teoria vede Google realizzare una console su cui gireranno le nuove grandi esclusive di SEGA. Questa teoria è stata inizialmente proposta dal magazine GameRant in cui si analizzava la completa assenza di nuove IP di SEGA nel corso degli ultimi anni; una console Google sarebbe il perfetto luogo per poter far tornare SEGA all’interno del mondo dei publisher con grandi esclusive, senza contare che il passato dell’azienda nipponica è radicato in console per videogiochi di grande impatto.
  • Un altra teoria vede la console di Google semplicemente come la macchina da streaming di cui abbiamo parlato anche sopra. Questa console da streaming avrebbe titoli esclusivi con cui il giocatore potrebbe ritrovarsi ad interagire sviluppati da software house molto importanti. Questa strategia potrebbe essere stata alimentata dalla notevole quantità di dati che Google raccoglie sulla sua utenza attraverso Android o lo stesso motore di ricerca. Secondo tale teoria e analizzando anche il trailer sopra mostrato Google avrebbe in serbo per il giocatore un videogioco di corse, un videogioco d’ambientazione fantasy, un videogioco action/adventure, un videogioco dall’ambientazione sci-fi, un videogioco ad ambientazione bellica con impostazione in prima persona e un videogioco ambientato nel medioevo.

Ciò che sappiamo per certo è che l’azienda americana ha sicuramente investito cifre notevoli in questo suo nuovo campo; poco dopo la release del trailer l’azienda ha ufficialmente rivelato che Jade Raymond, nota personalità dell’ambiente videoludico, è stata assunta in Google come Vice Presidente di un qualche reparto; non è possibile sapere qualche informazione extra poiché il tweet di Raymond è tra le cose più sibilline ultimamente presentate dall’industria.

Jade Raymond è nota per aver lavorato in Sony, Ubisoft ed Electronic Arts. In Ubisoft la Raymond ha lavorato come Producer per i primi capitoli della saga di Assassin’s Creed o per il primo capitolo di Watch Dogs. In Eletronic Arts Jade Raymon ha contribuito alla creazione di Motive Studios, uno degli studi che ha lavorato allo sviluppo di Star Wars Battlefront II e allo sviluppo del titolo di Star Wars sviluppato da Visceral Games recentemente cancellato.

Continuate a seguirci su Player.it per essere i primi a scoprire le caratteristiche di questa console e cosa potrebbe significare per il mercato dei videogiochi.

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Articolo a cura di Graziano Salini

Essere umano dotato di infinito nozionismo su cose di dubbia utilità, interagisce con il mondo dei videogiochi da quando ritiene di avere coscienza di sé. I punti forti del suo curriculum sono le oltre seimila ore passate sui moba, gli infiniti titoli conosciuti (e giocati) esplorando i meandri più reconditi della rete e l'indubbia capacità nel "flammare" con gentilezza il giocatore che ha davanti nella sua lingua natia.

Dopo aver preso coscienza dell'esorbitante numero di ore passate su giochi in grado di danneggiare gli organi interni, il tizio raffigurato in foto ha deciso di comprarsi un computer normale e di tenersi aggiornato con le console dando frutto a lunghe sessioni di blasfemie e coccole davanti all'action adventure o al gioco di ruolo di turno, impazzendo davanti a enigmi dalle soluzioni lapalissiane o superando con scioltezza nemici dalla difficoltà aberrante.

Nemico pubblico della punteggiatura e del bel scrivere, può vantare un lessico forbito da completo autistico derivato dai quintali di fumetti Disney letti in tenera età. Al momento sta aspirando alla santità aiutando tutto e tutti in missioni dalla dubbia utilità; aggiorna costantemente i suoi amici facebook sulla musica che ascolta (bella sopra ogni buon senso) e sui giochi che conclude, giusto per dare un senso ad account vecchi lustri.

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