Lo showcase di Sony ci fa capire che la next gen arriverà in ritardo

opinione sullo showcase di sony

Partiamo da una premessa, prima che qualcuno faccia l’indignato per attirare l’attenzione, lo showcase di ieri sera è stato di ottimo livello, la sostanza c’era, la carne sul fuoco è stata messa, le sorprese non sono mancate, i ritmi sostenuti hanno reso piacevole la visione. Alzi la mano chi si aspettava il remake di Knights of the Old Republic (nessun leak lo ha anticipato, per fortuna), chi credeva che Insomniac nel giro di pochi minuti annunciasse il secondo capitolo di Marvel’s Spider-Man e una nuova IP dedicata a Wolverine, inoltre tutti chiedevamo a gran voce la presenza di God of War: Ragnarok e siamo stati accontentati.

Da questo punto di vista, pertanto, nulla da dire, ma una constatazione, non una critica, va fatta, una nota a margine va inserita. Le date non sono un vezzo del giocatore, l’utente non chiede una data per soddisfare una parafilia perversa, le date sono importanti per capire a che punto è lo sviluppo di ciò che viene mostrato, in che modo viene gestita la comunicazione e dà, nessuno può dire il contrario, un po’ più di sicurezza all’acquirente che investe in una console per poterne usufruire appieno fin da subito.

Ribadiamo che non si vuole fare una critica distruttiva che va a mortificare ciò che di bello è stato proposto al pubblico, considerando che una pandemia non succede tutti i giorni, sviluppatori e programmatori non sono immuni agli effetti di stato come in un gioco di ruolo, però due domande bisogna porsele.

Dopo il rinvio di Horizon: Forbidden West a febbraio 2022, per carità, non un’eternità, e quello di Gran Turismo 7 sempre al 2022, 4 marzo nello specifico (e le nuove date poi andranno rispettate), si attendevano dallo showcase più certezze, non sulla qualità dei videogiochi che, siamo sicuri, sarà altissima, ma almeno sulle finestre di lancio. Lo showcase di ieri sera ci ha fatto capire che probabilmente la next-gen, quella continuativa, che non ti fa aspettare quattro mesi tra un gioco e l’altro, verrà ritardata e forse fin dall’inizio doveva arrivare in ritardo.

Se spostare l’uscita delle console non era possibile (non lo so, devono essere i diretti interessati a dirlo), una maggiore chiarezza sullo stato dello sviluppo di certi titoli, che muovono l’economia di un’azienda, sarebbe stata ben accetta e avrebbe causato meno mugugni. Perché, vedete, non è giusto che annunci così imponenti vengano messi in secondo piano da un fattore a prima vista irrilevante, ma che sotto sotto può fare la differenza.

Il teaser di Wolverine, ad esempio, ha adempiuto ai suoi doveri, cioè attirare su di sé tutte le attenzioni, cogliere di sorpresa, tuttavia una data mancante, in questo caso, si è fatta sentire molto di più perché Insomniac ha presentato due giochi, dunque, nonostante sappiamo benissimo che si tratti di un team pazzesco in cui lavorano tantissimi professionisti, la domanda sorge spontanea: ma se il secondo capitolo del Uomo Ragno esce nel 2023, Wolverine quando lo vedremo?

I tempi con il secondo Spider-Man ci stanno, eh, è più che giusto che esca nel 2023 dopo l’assaggino datoci con Miles Morales (e poi solo per la presenza di Venom aspetteremmo anche dieci anni), però non sarebbe stato meglio spostare l’annuncio di Wolverine a un evento futuro proprio per non rischiare di far sorgere dubbi sulle tempistiche? Si tratta di scelte di comunicazione, Sony ha scelto la strada del far venire l’acquolina in bocca buttando nel calderone gli ingredienti più succosi, poi il piatto quando arriva, arriva.

Questa dinamica è confermata dal teaser del remake di Knights of the Old Republic perché un remake del genere, di un titolo amatissimo all’epoca e su cui nessuno vociferava ufficialmente o ufficiosamente, ma solo per effetto della nostalgia, fantasticando, è un po’ sintomo della cultura dell’hype cavalcata ormai pure dalle aziende. Sembra quasi che si voglia addomesticare l’utente: “Questa cosa esiste, non sappiamo neanche noi quando sarà disponibile, però esiste, dunque ringraziateci per avervela mostrata, buoni e muti”.

Persino la comunicazione su God of War: Ragnarok lascia leggermente interdetti perché, a differenza di Spider-Man e Wolverine, già si conosceva la sua esistenza, tanto che tutti erano convinti che il gioco sarebbe stato rilasciato nel 2021, massimo nel 2022. Però, dopo lo showcase di ieri sera, qualcuno oggi avrebbe il coraggio a mettere la mano sul fuoco sulla sua uscita entro il 2022? L’avrebbero scritto a fine trailer e invece questo silenzio un po’ impaurisce e fa sospettare un 2023, se le cose vanno per il verso giusto.

Non vogliamo essere disfattisti, anzi, speriamo che questo articolo diventi subito obsoleto e che Sony ci stupisca nei prossimi giorni con gli annunci delle date di almeno un paio di titoli. Rimaniamo comunque soddisfatti della proposta ludica di PS5, altresì crediamo che non si possa guardare con diffidenza chi afferma che acquistare oggi una PS5 sia superfluo e che l’investimento possa valere la candela un po’ più avanti. Gli possiamo davvero dare tutti i torti?


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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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