Destiny 2: Stagione del Tecnosimbionte | Oltre a dire, mostrare

Copertina rifatta per Stagione del Tecnosimbionte

Siamo giunti anche alla fine della Stagione del Tecnosimbionte e, dopo una grande presentazione che ha mostrato moltissime novità, Destiny 2 si è lanciato nella nuova Stagione dei Perduti. Come al solito, è quindi giunto il momento di fare un resoconto della Stagione appena conclusasi per approfondire ciò che questo gioco sta realizzando davvero bene e ciò in cui ha un po’ inciampato.

Raccontare il perdono

Saint-14 mentre uccideva i Caduti

Spesso gli MMO hanno un problema: dopo la classica espansione annuale, è difficile mantenere un buon livello di contenuto narrativo. Vari giochi online di questo tipo tendono a fornire una storia più corposa all’interno della grande espansione e poi qualche sviluppo minore nei restanti mesi fino all’arrivo dell’espansione seguente. Destiny stesso ha ampiamente sofferto di questo problema, tant’è che ne abbiamo già discusso in passato, ma l’Anno 3 ha apportato dei miglioramenti al riguardo e l’attuale Anno 4 ha fatto dei passi da gigante.

Alla fine della Stagione degli Eletti ci siamo trovati di fronte a un MMO che ora sapeva reggere i colpi continuando a mostrare la propria storia. Evidenzio mostrare perché Destiny non è mai stato carente di trama o approfondimenti dei propri personaggi o della propria ambientazione, eppure ci sono state stagioni che si sono affidate quasi unicamente a un contenuto scritto. Io stesso amo questi contenuti, mi piace davvero molto “leggere Destiny” e acquisto puntualmente i volumi della Grimoire Anthology (sì, libro di cucina di Destiny, un giorno arriverai anche tu sui miei scaffali), ma allo stesso tempo è bello avere un’esperienza diretta, poiché resta sempre e comunque un videogioco.

Con la Stagione del Tecnosimbionte ci siamo trovati davanti a un’altra situazione complicata: l’Ultima Città è stata avvolta da una Notte Infinita e ciò ha devastato il morale dei cittadini. Ad aiutarci è arrivato Mithrax, una vecchia conoscenza che nel corso del tempo ci è stata sempre più vicina e a cui noi stessi abbiamo inviato dei rinforzi tramite le attività di Oltre la Luce. Gli eliksni del Casato della Luce sono sempre di più, ma non stanno affatto bene e cercano asilo tra le mura della Città. Immagino che la mia strega abbia risposto “Ovviamente sì, mio migliore amico dai tempi della Guerra Rossa!”, ma purtroppo non tutti sono stati d’accordo con me. Destiny ha iniziato a raccontarci una storia di fiducia e di perdono, o meglio, ha continuato a farlo.

Da Uldren al Corvo

Ai tempi dei Rinnegati siamo stati guidati dalla vendetta. Un individuo consumato dalla gelosia e dal desiderio d’essere accettato è stato preda dell’Oscurità, situazione che lo ha portato ad uccidere un nostro compagno fidato. Noi lo abbiamo ripagato con la stessa moneta. Non abbiamo avuto comprensione, non abbiamo mai pensato alla parola perdono. A due anni di distanza, il sistema solare è cambiato tanto e abbiamo pure visto la nostra stessa tomba. Con la Stagione della Caccia abbiamo perdonato quell’uomo consumato e lo abbiamo capito; con la Stagione degli Eletti siamo arrivati a comprendere anche le motivazioni di una fazione dei Cabal arrivando a una tregua e a un’alleanza (seppur con un po’ di maniere forti, sono pur sempre quei cinghialoni chiamati Cabal); con la Stagione del Tecnosimbionte, la situazione è stata tanto analoga quanto differente.

Con il Casato della Luce abbiamo affrontato una situazione di reciproco timore. Gli eliksni avrebbero potuto tradirci? Certamente, ma questa volta abbiamo osservato il mondo anche con gli occhi degli altri. Per loro, Saint-14 è sempre stato un incubo, un essere spaventoso che ha portato morte ad eliksni di ogni età. Nel corso delle settimane abbiamo sentito il cambiamento e abbiamo potuto osservare Mithrax e Saint-14 avvicinarsi e capirsi.

Mithrax e Saint-14 nel Quartiere Eliksni dell'Ultima Città

La Stagione del Tecnosimbionte ha fornito degli sviluppi del personaggio eccellenti. Dopo del tempo passato in compagnia di un cacciatore e di uno stregone, Mithrax ha finalmente trovato il proprio posto in mezzo al popolo attualmente benedetto dalla Luce. Saint-14, dopo essere tornato nell’Ultima Città durante la Stagione dell’Alba, ha avuto una progressiva evoluzione che è culminata con una revisione delle proprie convinzioni sugli eliksni e una nascente amicizia con Mithrax. In mezzo a tutto questo, abbiamo avuto anche degli sviluppi per personaggi più negativi.

Tra comunicazioni audio e leggende da leggere, abbiamo visto l’Ultima Città colpita da una cospirazione. Lakshmi-2 ha assunto un’importanza narrativa maggiore e, con la propria morte, ha portato un cambiamento radicale per la direzione della Città, poiché ora le Fazioni non fanno più parte del Consenso. Si può certamente dire che, un po’ come la sparizione dei pianeti, in questo caso i cambiamenti siano anche dovuti a ciò che Bungie vuole fare con il gameplay. Bungie ha voluto reinserire le armature delle Fazioni, ma ha sempre manifestato la loro assenza di piani dedicati a nuove guerre tra di esse. Per questo motivo Bungie ha chiaramente scritto una storia che ha ampiamente giustificato l’allontanamento dei leader delle Fazioni dalla Città. Per quanto mi riguarda, devo dire che apprezzo la voglia di motivare narrativamente vari cambiamenti nel gameplay (Persino la presenza di mappe del Crogiolo ambientate su pianeti rimossi venne motivata da Saint-14, il quale disse di aver adottato le tecnologie dei seguaci di Osiride per ricreare delle simulazioni del Faro e di altre mappe giocabili).

Nel complesso, abbiamo visto personaggi crescere molto e archi narrativi chiudersi. Il perdono ha vegliato su tutto ciò e la nostra alleanza è cresciuta.

Le attività stagionali e Quria

Violazione di Destiny 2

Arriviamo a un’altra discussione. La Stagione del Tecnosimbionte ha introdotto Violazione e Cancellazione e qui abbiamo visto Bungie evolvere ulteriormente il modello proposto nella Stagione precedente. Mentre nella Stagione degli Eletti abbiamo giocato settimanalmente la missione Presagio per scoprire nuovi dialoghi e completarne la difficoltà Maestro, in quella successiva Bungie ha proposto qualcosa di ulteriormente differente.

Violazione ha offerto un’attività simile ad Azzardo, ma che si concentra totalmente sull’aspetto PvE intervallando fasi di raccolta particelle a fasi di violazione del terminale centrale, le quali culminano in un percorso che ci porta a uno fra i tre boss settimanali affrontabili. Un’attività indubbiamente frenetica che ho trovato più stimolante rispetto alle Cacce alle Endofurie, ma che secondo me non ha raggiunto le vette dei Campi di Battaglia. Tuttavia, nel confronto fra Violazione e Campi di Battaglia c’è una cosa che ho assolutamente preferito nelle Violazioni: la presenza di un potenziamento che cambia il modo in cui i giocatori usufruiscono del percorso che serve a raggiungere il boss. Adoro quando un MMO propone modi con cui i giocatori possono aiutare i propri compagni, ma attenzione, non intendo i classici aiuti sotto forma di buff o cure. Intendo aiuti con cui giocatori con una progressione più avanzata possono aiutare compagni che sono indietro rispetto a loro.

“Ehi, amico. Sai che potresti completare questo percorso più facilmente con questo potere? Ecco a te.”

Una piccolezza, ma una piccolezza che spero Bungie riproponga ed espanda in altre attività stagionali.

Cancellazione prende la meccanica del percorso platform di Violazione e lo trasforma in un’intera attività votata alla speed run. Nel corso della Stagione, Bungie ha introdotto nuovi livelli di Cancellazione e le rispettive versioni corrotte che hanno permesso di affrontare nuovi boss e percorsi che potevamo affrontare in tutta tranquillità oppure velocemente tentando di completare le sfide stagionali. A mio parere, Presagio è comunque una missione fantastica, ma qui Bungie ha tentato di proporre un’attività che fosse realmente diversa nel corso delle settimane. Fondamentalmente, anche se talvolta Bungie inciampa, si vede la costante voglia di sperimentare e di migliorare modelli stagionali proposti precedentemente.

Quria in gioco e nelle illustrazioni

Parlando di inciampi, purtroppo questa Stagione l’ha compiuto con una delle sue attività conclusive. La fine della Stagione ci ha portato in due punti: affrontare Quria e respingere l’invasione dei Vex in Violazione: Ultima Città. Quest’ultima attività è stata piuttosto carina e ci ha portato verso un filmato conclusivo che ha stimolato tantissimo le teorie dei giocatori, mentre Quria… beh, lo scontro con Quria non è stato proprio il massimo.

Se si è appassionati dell’ambientazione di Destiny, Quria è un nemico famosissimo che Bungie porta avanti dai tempi del Re dei Corrotti. Nel corso degli anni abbiamo scoperto sempre più informazioni su questa Mente e man mano l’abbiamo sentita sempre più vicina. Il coinvolgimento di Quria nella realizzazione della Notte Infinita è stato molto interessante, ma purtroppo lo scontro vero e proprio non è stato all’altezza.

Cancellazione: Delfi ci ha portato ad affrontare un mix di percorsi precedenti con Mithrax che notava i nostri miglioramenti ottenuti grazie ai mesi precedenti della Stagione in cui abbiamo fatto esperienza. Fin qui tutto bene. Sebbene fossero pezzi già incontrati, mi è piaciuta la sensazione di “Oh sì, questo lo so fare, ho imparato con quella Cancellazione!”. Una volta giunti davanti a Quria, però, si è palesato uno scontro abbastanza banale. Naturalmente non avrei mai preteso il boss finale di un raid, ma Inotam (Stagione dell’Alba) ha già dimostrato quanto Bungie sappia realizzare boss stagionali cinematografici e belli da affrontare. A parte l’ultima fase in cui dovevamo schivare dei blocchi letali, Quria è stato un boss fin troppo normale, fin troppo simile a tanti altri (anche nell’aspetto, siccome Quria non ha mostrato le proprie braccia). Un peccato, considerato il peso acquisito da questo personaggio.

Verso l’equilibrio giusto

Servitore Tecnosimbionte in Destiny 2

In conclusione, senza dubbio Bungie compie passi falsi qua e là tra problemi con certi equipaggiamenti, alcuni errori (maledetti castori) e un sistema di transmog che fortunatamente è stato già cambiato, ma personalmente trovo che Destiny stia trovando il modo giusto di proseguire. Nonostante la delusione per Quria, la Stagione del Tecnosimbionte ha fornito attività divertenti e ha saputo tenere alto l’interesse per la storia attraverso un buonissimo equilibrio tra leggende scritte e momenti in cui questa storia avviene davanti ai nostri occhi. Secondo me una delle cose migliori dell’evoluzione di Mithrax e Saint è stata proprio la possibilità di assistere a questi cambiamenti nel corso delle settimane in cui hanno collaborato e hanno man mano cambiato le proprie interazioni. Si tratta di qualcosa che secondo me non avrebbe avuto lo stesso impatto se fosse stata oggetto di un’espansione annuale perché non avremmo sentito il tempo trascorso.

Per adesso trovo che la Stagione del Tecnosimbionte sia stata quella narrativamente più forte di quest’Anno 4, ma nel gameplay continua a regnare la Stagione degli Eletti. Ora la Stagione dei Perduti è iniziata con il botto e sono davvero curioso di testare gli imminenti cambiamenti nelle Prove di Osiride e di scoprire le grosse novità del 30° Anniversario e de La Regina dei Sussurri.

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Articolo a cura di Nicholas Sacco

Appassionato di ogni forma di gioco, che sia fisica o digitale, aspirante game designer e narrative lead, vorrebbe curare e/o creare ambientazioni che ogni nerd possa amare. Negli anni è passato da un interesse nei confronti dei giochi come puro consumatore ad uno in cui trova estremamente interessante approfondire le dinamiche delle compagnie e dei processi di sviluppo che stanno dietro ad essi.
Il suo lavoro gravita principalmente attorno agli universi di Warhammer in qualità di Astropate e attualmente collabora con Need Games per la localizzazione italiana del gioco di ruolo Warhammer 40.000: Wrath & Glory, ma si è espanso comprendendo anche argomenti videoludici come il franchise di Destiny.

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