Caos calcio: che succede con la Super League nei videogiochi?

Nella notte tra il 18 e il 19 aprile il mondo del calcio è piombato nel caos: un vero e proprio terremoto che sta scuotendo le fondamenta delle serie europee nazionali più importanti e dei tornei internazionali, un sisma che si chiama Super League e che potrebbe influenzare anche il futuro dei videogiochi sportivi come FIFA, PES e Football Manager.

In questo articolo proviamo a figurarci possibili scenari che potrebbero presentarsi in campo videoludico, per questo cercheremo di tenere da parte qualunque giudizio etico, economico e sportivo sull’esistenza di un torneo come la Super League. In ogni caso, nel prossimo paragrafo spieghiamo in maniera sommaria cosa sta accadendo, quindi se già sapete cosa sta affrontando in queste ore il mondo del calcio vi invitiamo a proseguire la lettura dal paragrafo successivo.

Cos’è la Super League?

Dodici club europei appartenenti ai tornei nazionali di calcio più importanti e seguiti del mondo, ossia la Premier League inglese, la Liga spagnola e la Serie A italiana, hanno deciso di unirsi nell’istituzione di un nuovo torneo europeo che prenderebbe il via da questo agosto.

Non sembrerebbe nulla di così eclatante se non fosse che questa decisione è arrivata al di fuori del contesto UEFA, l’organo calcistico che gestisce campionati e tornei europei come la Champions League e l’Europa League, e se non fosse che la partecipazione a questa Super League avverrebbe in base a criteri legati al fatturato e la fama internazionale delle società, e non secondo meriti sportivi.

Logo della Super League

Gli organizzatori della Super League sono gli stessi presidenti delle società interessate, con a capo Florentino Perez, magnate spagnolo a capo del Real Madrid. Tra le squadre italiane coinvolte ci sono le tre più seguite, ossia Juventus, Inter e Milan. Le altre partecipanti sono altre squadre blasonate di fama mondiale come il Machester United, il Manchester City, il Barcellona, il Liverpool e così via. L’intento originario sarebbe quello di porsi in parallelo ai tornei nazionali, sostituendo l’attuale Champions League, ma ovviamente sia la UEFA che tanti altri organi sportivi si sono immediatamente dimostrati contrari.

Il sistema attuale della Champions League e dei Campionati sembrerebbe stare un po’ stretto economicamente ai maggiori club internazionali, a fronte di guadagni non ingenti come le loro spese, questo a causa anche di tornei che hanno perso il loro appeal originario per le divergenze economiche tra le squadre partecipanti. Molte personalità del calcio e tanti fan auspicavano una serie di riforme di campionati e tornei per garantire una competizione più equa e appetibile, per esempio tramite l’istituzione di un tetto salariale o il ridimensionamento dei tornei. Riforme che, però, sembrano ancora molto lontane dall’arrivare.

Per tale motivo i dirigenti delle squadre più blasonate dei tornei più famosi al mondo avrebbero deciso di coalizzarsi per formare una propria competizione con black jack e squillo di lusso, in barba a ogni decisione presa finora da organi sportivi come UEFA e FIFA. Anche molti fan, sia delle squadre partecipanti che di quelle non chiamate a partecipare, vedono questa iniziativa negativamente, in particolare per il metodo di partecipazione che sembra escludere i meriti sportivi.

Formato torneistico della Super League

In questo momento la situazione è ancora fumosa e in continuo divenire. Arrivano in continuazione nuovi comunicati da squadre, organi calcistici e personalità del calcio che paventano una situazione molto confusa. La UEFA minaccia di escludere i tesserati nelle squadre partecipanti alla Super League dalle nazionali di calcio, JP Morgan, un fondo di investimenti americano, vuole supportare il nuovo torneo con un gettito imponente multimiliardario, le azioni delle squadre coinvolte schizzano in borsa mentre quelle escluse chiedono le radiazioni delle suddette dai rispettivi campionati nazionali, e nel frattempo Boris Johnson, presidente parlamentare della Gran Bretagna, vuole fermare le 6 squadre inglesi che vogliono far parte di questa lega per tutelare la Premier League.

Cosa comporterebbe la Super League nei videogiochi?

Per approfondire meglio l’argomento Super League vi rimandiamo a questo articolo del Post, qui ci limitiamo a dire che l’arrivo di un torneo del genere potrebbe avere effetti a catena anche nel mondo videoludico, in particolare per quel che riguarda i diritti: per esempio, se le squadre partecipanti alla Super League venissero davvero estromesse dai tornei nazionali, significherebbe non trovarle più nei videogiochi di FIFA? A questo punto a EA Sports converrebbe sviluppare un gioco dove non ci sono le squadre più tifate del mondo?

La questione diritti è già spinosa adesso che c’è una regolamentazione più aperta per quel che concerne le licenze FIFA. Basti pensare ai singoli calciatori come Ibrahimovic che nei mesi scorsi hanno mostrato il loro disappunto contro EA e FIFA, o basti pensare a intere squadre che consentono lo sfruttamento dei loro marchi solo ad alcune entità (per esempio attualmente in FIFA 21 la squadra che dovrebbe rappresentare la Juventus si chiama Piemonte Calcio). Nonostante queste problematiche, allo stato attuale si può dire di poter usufruire di quasi tutti i marchi, brand e calciatori nei maggiori giochi sportivi.

Logo del Piemonte Calcio

Se la Super League prendesse davvero il via questo agosto, la situazione potrebbe cambiare drasticamente a partire già dai videogiochi sportivi dedicati alle stagioni 2021/2022. Nel caso drastico in cui la competizione non rientri nei ranghi di FIFA e UEFA potremmo vedere nomi inventati per le squadre coinvolte e i giocatori. e nel caso più estremo in cui questi club vengano totalmente esclusi dagli organi calcistici internazionali, nei giochi come FIFA potremmo anche non avere più né queste squadre, né i loro giocatori.

Dal punto di vista dei contenuti Football Manager è forse il videogioco che se la passerebbe meglio: certo, gli sviluppatori avrebbero un po’ di grane nel dover riformulare i database di gioco, qualunque sia l’esito delle trattative tra UEFA e Super League, ma anche qui per quel che riguarda i diritti ci potremmo trovare davanti a un’incognita.

Che la Super League entri nei sistemi di FIFA e UEFA o che ne rimanga esclusa, la questione dei diritti potrebbe richiedere anche mesi o addirittura anni per trovare un suo assestamento efficace, in quanto ci sono da considerare anche fattori economici: un nuovo campionato internazionale implica l’acquisto di diritti in più? E avrebbe senso investire sia in essi che in quelli delle competizioni UEFA nel caso di una vera e propria scissione tra queste squadre e l’organo sportivo?

Anche dal punto di vista dei contenuti ci sono scenari da tenere a mente: se la Super League rimanesse fuori dagli organi UEFA e FIFA, ed EA Sports acquisisse anche i diritti della Super League, il gioco dovrebbe cambiare nome?

Un altro scenario paventato dai videogiocatori sui social è che PES si sia preso una pausa nel 2021 per configurare proprio l’arrivo di una competizione del genere; in questa maniera EA gestirebbe i tornei FIFA mentre Konami si concentrerebbe sulla Super League.

Un terzo scenario lo aggiungiamo noi, da una chiacchierata di questa mattina nella nostra chat redazionale: e se entrasse in gioco un terzo attore oltre a EA e Konami come Take-Two? Come la vedreste una Super League 2K22?


Insomma, che voi siate interessati al calcio o no, ci troviamo sicuramente di fronte a un momento storico che potrebbe influire anche sullo sviluppo dei videogiochi sportivi. Al momento siamo ancora in una fase primordiale fatta di muro contro muro, quindi è difficile prevedere con esattezza cosa potrebbe accadere anche in ambito videoludico.

Aspettiamo comunicati ufficiali da parte di tutti gli enti in discussione, sperando che le decisioni prese non influiscano troppo sul lavoro degli sviluppatori e sulle tasche di giocatori e appassionati di calcio.

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Articolo a cura di Alessandro Colantonio

Game designer in erba e chitarrista a tempo perso. Nasce all'ombra del Vesuvio nel 1991, muove i suoi primi passi nel mondo dei videogiochi su un Windows 95 all'età di 5 anni, e diventa presto un Allenatore di Pokémon.

Bazzica tra radio web e band durante i suoi studi universitari tra Napoli, Roma e Milano, per diventare un mittente di mail professionista per annunci di lavoro che non avranno mai risposta.

Prima di approdare a Player.it si è distinto nella fan-community di Pokémon Millennium diventandone rapidamente editorial supervisor e simultaneamente PR, garantendo alla redazione del portale un flusso costante di videogiochi per Nintendo Switch da recensire.

I suoi generi preferiti sono i gestionali, gli strategici, i tattici e i GDR. Tuttavia, essendo un accumulatore seriale di videogiochi, cerca sempre di giocare ogni titolo che gli capita sotto mano.

Ha una perversione per le pratiche fandom, i cani e la birra artigianale. Adora D&D, va in ira e carica.

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