Cosa aspettarsi da F1 2021? La nostra analisi

F1 2021

Alle volte mi sorprendo di me stesso, il mio timing è impeccabile.

Ho iniziato a scrivere questo articolo poche ore prima dell’annuncio ufficiale di F1 2021, e nel momento in cui era quasi pronto ad elencare tutte le mie nuove speranze nel titolo ecco che TAC, F1 2021 esce finalmente dal garage e si mostra con un misto teaser-annuncio che ha scatenato tempeste ormonali tra coloro che vivono con l’olio per motori nel sangue!

Ho deciso dunque di trasformare la “lista dei desideri” che stavo preparando in qualcosa di più ibrido, partendo dall’annuncio di oggi per discutere la serie a 360 gradi, discutendo ciò che ci è stato ufficializzato e ciò che spero possa venir invece annunciato a breve.

L’annuncio (non troppo) improvviso

Erano giorni che rumor sulle possibili feature di F1 2021 circolavano in rete, sintomo di un annuncio imminente che è infatti arrivato nella giornata di ieri.

Come da copione, a metà Aprile Codemasters annuncia ufficialmente (come se ce ne fosse bisogno) il nuovo capitolo di F1, la saga ufficiale legata alla classe regina dei motorsport.

La prima cosa che si nota in questo trailer/annuncio è il cambio cromatico rispetto al passato: i classici colori della Formula 1 e di codemasters hanno lasciato spazio a delle grafiche blu Alpine con sprazzi di verde qua e la. A far capolino sulla copertina non si può non notare il logo di EA, che ha di recente acquistato la casa di produzione inglese.

Il teaser trailer non ha detto molto di per sé, se non che questa nuova edizione sembra andare ad approfondire la vita fuori dal circuito.
Il commento di sottofondo è preso dai cronisti ufficiali di F1TV e SkySportUk, ma visto il logo “not actual gameplay” c’è da pensare (sperare?) che sia un effetto scenografico per aumentare l’hype piuttosto che un suggerimento alla possibile reintroduzione dei commentatori in-game stile Fifa.

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Se mai dovesse esserci un commento ufficiale a F1, c’è un solo uomo che vogliamo (e non è Marc Gene)

Sempre più carriera…

La news più attesa e forse più scontata sta nell’ampliamento della modalità carriera, chiamata “braking point” (punto di frenata).

Stando all’annuncio, la modalità in cui si potrà creare il proprio pilota e partire dal basso, dalla Formula 2, è stata ampliata e vedrà approfondire molto non solo il mondo delle sorelle più piccole della classe regina, ma anche la vita al di fuori del paddock.
Questa è musica per le orecchie degli appassionati, che da un paio di anni chiedono a gran voce una modifica (o la rimozione) delle interviste, un fastidio di cui non si era mai sentito il bisogno e che potrebbe ora trasformarsi in una parte importante della modalità carriera.

Un altro ritorno annunciato abbastanza a sorpresa è quello di Devon Butler, il giovane pilota immaginario che era stato il rivale del nostro alter ego virtuale in F1 2019 e che evidentemente non aveva trovato un sedile nella scorsa stagione.

Questo annuncio va di pari passo con quanto scritto sopra, con la modalità carriera che andrà oltre al calendario ufficiale e alla sequenza di gare, ma che vedrà una F1 molto più dinamica nello sviluppo delle vetture e dei team.

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Sta faccia di ca….. ehm, il nostro rivale, pronto a tornare dopo un anno di meritata retrocessione in F3. Tiè!

…e sempre più multi

Se il rafforzamento della campagna era già stato fiutato dagli esperti del settore, il vero colpo a sorpresa dell’annuncio di ieri è stata la modalità co-op. Sempre stando all’annuncio, si potrà decidere sia di giocare in competitiva che in cooperativa (nello stesso team, presumo), e si potranno scegliere aiuti diversi per ognuno dei piloti.

La direzione che vuole prendere Codemasters è chiara: F1 deve essere un gioco libero, in cui tutti giocano come vogliono e soprattutto con chi vogliono. Sarebbe troppo sperare che una cosa del genere sia il preludio al cross-platform, ma per il momento ci si può accontentare. Anche perché, nascosto tra le righe, Codemasters ha anche annunciato il miglioramento del multiplayer.

Non è ancora dato sapere come, ma se riuscissero a liberarsi di tutti quei piloti che online ci vanno solo per rovinare il gioco altrui si potrebbe parlare di “passo in avanti concreto”, per non dire altro di più gioiosamente volgare.

Tra assenti ed esclusi

Chiaro che dal primo teaser non si possa pretendere molto, e che nelle prossime settimane ci saranno sicuramente più informazioni sul gioco. Voglio però aggiungere una piccola lista di feature, chiamiamola lista dei desideri se preferite, che vorrei vedere in questo nuovo capitolo della serie.

DISCLAIMER: Senza aver bisogno di leggere nella mente altrui, vorrei ricordare a tutti che F1 è un gioco (come quasi tutti i titoli sportivi) che esce annualmente, ed innovare tanto in così poco tempo è difficile, tanto.

Molte delle cose in elenco sono una speranza più che una critica alle edizioni passate o alle feature che magari mancheranno anche in questa versione. Ricordate, anche i dev (alcuni) sono esseri umani.

VR

Chi avrebbe mai detto che l’avrei messo al primo posto, eh?
Le ho provate tutte, dallo stalkerare gli sviluppatori alle conferenze ai tweet annuali verso Codemasters, ma proprio niente, non ne vogliono sapere.

I nostri amici inglesi hanno già dimostrato di saperci fare con la VR, e dopo almeno 3-4 anni di richieste assidue da parte dei fan la scusa del motivo tecnico non regge più.
Codemasters, in questo 2021 deve fare il passo avanti e finalmente implementare la realtà virtuale nel suo titolo di punta.

Il mio non è un capriccio, o meglio, non solo il capriccio di un appassionato. La quasi totalità dei simulatori di guida implementa la VR in maniera nativa, e F1 con l’evoluzione della sua sezione eSport sta facendo molto per diventare un simulatore completo (pur lasciando una ampia personalizzazione). Perché dunque ostinarsi? il ROI non sarà altissimo, ma davvero non vale neanche un tentativo? Nel trailer nessun logo o indicazione che possa farmi sperare…

Esistono delle mod per giocare F1 2020 in VR, e sono bellissime. Che aspetti Codemasters, eh?

Miglior matchmaking e pulizia dei piloti volutamente scorretti

Negli ultimi anni i giochi di corse hanno fatto passi da gigante per quanto riguarda l’online, con sempre più customizzazione e una stabilità che sta andando progressivamente migliorando (c’è ancora strada da fare ovviamente, ma con una buona connessione si riescono a finire 9 gare su 10).

Nonostante ciò, Il cancro dei piloti-kamikaze purtroppo non si riesce ad estinguere. A prescindere dal fatto che lo facciano volutamente o involontariamente, le gare online sono spesso tempestate di piloti con poca testa e ancor meno piede che si “divertono” a rovinare le gare altrui, buttando fuori strada e usando qualsiasi mossa scorretta pur di guadagnare una posizione.

L’annuncio cita migliorie varie al multiplayer, ma non è ancora dato sapere se si tratterà di migliorie tecniche o se invece ci sarà una logica più avanzata per il matchmaking.
La pagina Steam riporta, tra le altre cose, “Compete online in Multiplayer: Social and Ranked races, new Quick Join format, Leagues, customisable liveries, and Weekly Events”.
Insomma, vuol dire tutto e niente, il rischio kamikaze è sempre dietro l’angolo.

Più dinamismo in gara

Questo primo annuncio di Codemasters ha parlato di miglioramenti dentro e fuori la pista, ma ciò che è ancora scarno è ciò che avviene nel mentre, in quella fase transitoria tra pre-gara e gara. Per anni e anni c’è stata una ferma opposizione da parte del team di sviluppo verso elementi come la partenza dai box o la bandiera rossa, ma è il momento di fare questo passo in avanti.

Per avere una vera esperienza immersiva in cui ci si sente veri piloti è il momento di introdurre anche questi piccoli elementi che possono fare una differenza COLOSSALE. Certo, la Safety Car fa già un buon lavoro nel rendere gli incidenti della IA utili ai fini della gara, ma è sempre tanto, troppo artificiale. Se tre macchine restano ferme in pista o la pioggia si fa troppo intensa serve la bandiera rossa, con tanto di ripartenza e giro di ricognizione se in gara o di sospensione se in prova/qualifica. Idem valga per altri eventi come il giro di allineamento o guidare verso i box a fine corsa.

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Una IA nuova di zecca

Qui il disclaimer di cui sopra vale più che mai, e mi perdoneranno i ragazzi di Codemasters, ma la IA è davvero tanto, troppo artificiosa.

Lo sanno anche i muri che le partenze manuali sono praticamente impossibili da gestire a confronto delle IA, e praticamente tutti i ritiri che si vedono in ogni modalità sono legati a delle rotture, quasi mai a degli errori. Certo, rispetto ad anni fa la differenza è già tra il giorno e la notte, ma non ci siamo ancora, la IA non da ancora la sensazione di essere manovrata da piloti con una testa e piedi reali. Vorrei vedere molte più sbinnate, gomme spiattellate, piloti a muro in curve difficili, vorrei un gioco in cui non sono io l’unica variabile che può alterare una gara.

La stessa cosa va detta di Jeff, che senza tanti giri di parole, è indegno per un gioco di questa caratura. Commenti sbagliati, inopportuni, in ritardo, consigli senza senso, e soprattutto un range di domande non utili quando si è in gara.

E’ il momento di usare un pochino di budget e creare un nuovo ingegnere. Se F1 2021 non mi permetterà di dire “Bono, my tyres are gone” sarò deluso, molto.

SHUT UP JEFF" : F1Game
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Articolo a cura di Riccardo "The Gametist" Galdieri

Da bambino non riuscivo ad addormentarmi senza che mio padre si mettesse vicino a me a giocare al PC. Per forza di cose, negli anni, ho fatto mio questo amore, divorando tutto ciò che poteva stare su un Floppy. Crescendo, questo amore è diventato una professione: ad oggi sono un Freelance Game Developer (con esperienza nell'ambito della gamification legata ai beni culturali) e dottorando in Interazione Uomo-Macchina per ambienti virtuali immersivi alla Scuola Superiore Sant'Anna.

Quando non faccio follie come guidare una vecchia macchina da Londra alla Mongolia, vivo di videogiochi. Li creo, li studio, li recensisco.

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