God of War II compie 14 anni

god of war II anniversario

Il 13 Marzo 2007, sulla mai troppo amata Playstation 2, veniva pubblicato God of War II. Probabilmente in molti si aspettavano un semplice sequel di un gioco che, giusto due anni prima, mescolando la mitologia greca ad un gameplay à la Devil May Cry, aveva ottenuto un successo tanto grande quanto insperato; forse neanche Sony si immaginava che cosa sarebbe mai scaturito da quel secondo capitolo della sanguinosa epopea del Fantasma di Sparta.

Se è vero che il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un’artista, questo concetto è altrettanto applicabile al sequel di un videogame che aveva messo d’accordo pubblico e critica. In base a quanto ora scritto, GoW II avrebbe tanto potuto bissare i numeri del suo illustre predecessore quanto diventare il più classico dei flop, compromettendo ogni sogno di gloria di Santa Monica Studio.

È facilissimo parlare col senno di poi, soprattutto quando ci troviamo al quattordicesimo anniversario della release del gioco, ma bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare (o di Kratos): God of War II riuscì nel non facile compito di superare il suo “fratello maggiore”, ampliando quasi tutti gli aspetti del suo gameplay e rendendo la serie uno dei franchise di punta del roster Sony.

Nelle righe che seguono non troverete solo lodi sperticate (ma meritatissime) a GoW II, ma anche un’analisi su ciò che quella seconda iterazione ha rappresentato per il suo genere di appartenenza, per la crescita del brand Playstation e, ovviamente, per una delle saghe action adventure più acclamate di sempre.

Torniamo indietro nel tempo di 16 anni fa…

god of war 2 trama
La saga di Kratos continua con una nuova vendetta.

…Più precisamente a cavallo tra la primavera e l’estate 2005. Inizia a fare caldo, Benedetto XVI è appena diventato Papa, in Spagna è stata approvata la prima legge che regola il matrimonio tra persone dello stesso sesso, La Vendetta dei Sith sta letteralmente sbancando i botteghini di mezzo mondo e Playstation 2 si avvia sulla strada che la vedrà presto diventare la console più venduta al mondo. Proprio in quel periodo, i giocatori di mezzo mondo hanno scoperto (o stanno scoprendo, a seconda delle latitudine) il primo God of War, la storia di un soldato spartano che, spinto dalla sua sete di vendetta, arriva ad uccidere nientepopodimeno che Ares, il dio della guerra.

Il gioco, con più di 4 milioni di copie, diventerà il quattordicesimo videogame più venduto su PS2. Per la felicità dei fan, i titoli di coda dicono che Kratos tornerà, e allora bisogna aspettare.

Fortunatamente l’attesa dura poco: circa due anni dopo, God of War II fa il suo debutto, riprendendo il discorso esattamente dove lo si era lasciato. Il guerriero spartano è diventato il nuovo dio della guerra, ma la sua sete di sangue non è ancora estinta: egli non è ancora sazio ed inizia sentire il desiderio di far rotolare qualche altra “testa divina”. Preoccupato dagli insani propositi di Kratos, il gran capo dell’Olimpo, Zeus in persona, decide di intervenire e punire il nostro eroe per la sua arroganza, privandolo di tutti i suoi poteri ed uccidendolo.

Poco prima di giungere all’Ade, Kratos incontra Gaia, uno dei Titani sconfitti dagli Olimpici; questa gigantesca creatura gli svela che egli può cambiare il suo fato: gli basterà semplicemente trovare le tre Parche, sconfiggerle e riavvolgere il “filo” della sua esistenza, cambiando così l’esito dello scontro con Zeus.

Da questo momento in poi, il nostro protagonista sarà chiamato ad un nuovo viaggio nei miti dell’Antica Grecia, ma sempre con lo stesso scopo in mente: ottenere la sua vendetta.

Un nuovo livello

god of war 2 compleanno
Inutile dire che il Fantasma di Sparta non ha perso il suo “tocco”.

Come avrete avuto modo di desumere dalle righe precedenti, GoW II è riuscito a riprendere la formula del primo gioco, alzando tantissimo l’asticella qualitativa. Da un punto di vista narrativo, abbiamo sempre a che fare con il solito Kratos incazzato ed assetato di sangue, e lo standard non cambierà più di tanto neanche con l’episodio finale dell’arco narrativo ellenico. Tuttavia, vengono introdotti nuovi “attori in scena” (i Titani su tutti), nuove ambientazioni e, ovviamente, nuove boss fight ancora più adrenaliniche e con uccisioni ancora più sanguinolente.

Da un punto di vista tecnico ed estetico, God of War II è stato da tutti definito come il “canto del cigno di Playstation 2“, riuscendo addirittura a rivaleggiare graficamente con le prime esclusive Playstation 3. Sotto questo aspetto, il secondo capitolo della saga Sony ha rappresentato un nuovo standard per la sua generazione di console, entrando in un Olimpo (neanche a farlo apposta!) comprende titoli del calibro di The Last of Us, Uncharted 4, The Last of Us: Parte II e pochissimi altri.

Volendo soffermarci sul gameplay, il titolo spinge ancora di più sui Quick Time Event (quando ancora era “legale” farlo) per coinvolgere ancora di più l’utente nell’azione di gioco. È stato dato uno spazio maggiore alla magia, che rivestiva un ruolo a dir poco marginale nel primo episodio; i combattimenti, invece, sono stati ritoccati in maniera leggera, rendendo più fluidi i movimenti del nostro Kratos, ma diciamoci la verità: si trattava dell’aspetto che necessitava di meno interventi.

Trovare dei difetti in God of War II è veramente un’impresa ardua e, volendo proprio cercare il pelo nell’uovo, ci si potrebbe aggrappare ad una trama che, di fatto, finisce sul più bello, obbligando i fan del Fantasma di Sparta ad un’attesa di altri tre anni per potersi godere il capitolo finale della saga (ma credetemi se vi dico che ne è valsa decisamente la pena).

L’importanza di essere God of War II… nel 2021!

god of war II recensione
L’importanza di GoW II è a dir poco cruciale.

Quando ci si ritrova a scrivere delle pietre miliari del nostro medium preferito, spesso si finisce per descrivere qualcosa che, fondamentalmente, esiste solo nella testa del redattore. Quante volte mi è capitato di rigiocare alle perle del mio passato videoludico, rendendomi conto di quanto male fossero invecchiate.

Il tempo è il giudice più severo ed ineluttabile.

Un giovane gamer probabilmente non riuscirebbe ad avvicinarsi ad un gioco del genere. E come dargli torto? Come si potrebbe chiedere a un qualsiasi esponente della Generazione Z di tollerare, nel 2021, gli stage ad inquadratura fissa? Di chiudere un occhio sulle “pareti invisibili”, che ti impedivano di andare in determinate zone? Senza soffermarsi troppo su altri problemi tecnici come il bad clipping, mascherati alla bell’e meglio con i sistemi più disparati.

Ebbene, nonostante lo scorrere del tempo, le evoluzioni dell’industria di settore e quelle della stessa saga di Kratos (che ha rotto tutti i ponti col suo illustre passato) è innegabile che God of War II abbia mantenuto intatto gran parte del suo fascino, sia dal punto di vista tecnico che “storico”. Nel primo caso, i migliori scienziati al mondo si staranno ancora chiedendo come facesse un gioco del genere a girare su un hardware limitato come quello di Playstation 2; nel secondo, invece, è innegabile che sia stato proprio questo capitolo a far capire a tutti che il primo GoW non era stato un caso fortuito, ma solo il primo episodio di una saga che doveva dare ancora il meglio di sé.

È quasi inutile, poi, sottolineare quanto il titolo in questione abbia trainato le vendite di PS2, contribuendo a rendere il marchio Playstation sinonimo di videogioco e spianandogli la strada anche in ottica next gen. Siate sinceri: quanti di voi hanno comprato PS3 solo per poter giocare a God of War III?

Volendo concludere, se ancora oggi si parla di God of War come di uno dei franchise più amati dai fan, capace di migliorarsi ad ogni iterazione, il merito risiede quasi totalmente nel successo riscosso da quel secondo capitolo, che si impose come uno dei migliori giochi d’azione di tutti i tempi.

E allora: buon compleanno, God of War II! E sappi che se, in questo 13 Marzo 2021, siamo ancora tutti in trepidante attesa di news sulla nuova avventura di Kratos in terra scandinava, la “colpa” è soltanto tua.

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Articolo a cura di Claudio Albero

Nasce a Torre del Greco, una piccola metropoli alle falde del Vesuvio, nei favolosi anni ’80, che già però non avevano più niente di favoloso. Provano ad educarlo con Beatles e musica classica sin dalla più tenera età, ma lui, di tutta risposta, si appassiona all’ heavy metal ed ai videogame , spendendo un piccolo patrimonio in sala giochi, quando queste due parole erano ancora slegate dalle slot machine.

Dopo aver mosso i primi passi su Sega Master System II con Alex Kidd, il Super Mario con le orecchie a sventola, si innamora dei platform, degli action/adventure e degli RPG, con particolare attenzione alla saga di Final Fantasy.

Inguaribile sognatore con le radici saldamente ancorate nel passato, scopre la sua passione per la scrittura quasi per caso, in uno dei tanti pomeriggi passati tra i corridoi della Facoltà di Giurisprudenza di Napoli, dove si laureerà giusto qualche anno dopo, con una tesi in Diritto d’Autore basata sull’opera multimediale.

Dopo aver scritto di attualità e musica su Lacooltura.it , Road TV Italia e Federico TV , approda sui lidi di Player.it , in cui comincia sin da subito ad apprendere e fare domande, guadagnandosi rapidamente il titolo di “ redattore rompiscatole del mese ”. Nonostante sia legatissimo alla grande famiglia di Player, non sono rare alcune sue incursioni su portali come Gameplay Café e Spazio Rock .

Musica, videogame, concerti, boardgame, modellismo, fumetti, cinema e serie tv: tanti hobby diversi tra loro, ma collegati da un fil rouge che li unisce tutti: il divertimento . È proprio questo che cerca in un videogame, è proprio questo sentimento che muove le sue dita, ed è sempre il divertimento la sensazione che cerca di infondere nei suoi articoli.

Al di fuori del mondo del gaming, indossa giacca e cravatta per mimetizzarsi nel mondo degli avvocati, esercitando la professione forense, con lo scopo di conoscere a fondo le “ regole del gioco ”, nonché di minacciare di far causa a chiunque al minimo pretesto.

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