[PlayHalloween] 5 grandi giochi a tema vampiri

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Personaggi diabolici, tragiche storie alle spalle, creature capaci di portare morte e distruzione ma anche carismatiche e affascinanti, signori della notte e al tempo stesso dannati: i vampiri sono fra le figure più importanti e famose dell’immaginario horror e gotico, centrali nella letteratura e nelle arti visive grazie a capolavori come Dracula o il Nosferatu di Murnau.

Figure così carismatiche da essere entrate anche all’interno del mercato videoludico rendendosi protagonisti di vari brand.

Che siano i nostri avversari o i nostri alter ego, questi mostri-fra i più amati della letteratura e del cinema horror di ogni tempo-sono protagonisti del videogioco fin quasi dai suoi inizi.

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Vampyr (2018)

Vi inviamo allora a scoprire cinque brand incentrati su questa leggendaria figura, a partire dal leggendario Castlevania per finire con Vampyr.

Preparate spade, paletti e martelli e pronti a partire per la Transilvania: sarà un viaggio davvero cupo.

Castlevania

Probabilmente una delle saghe di platform più importanti e influenti della storia del videogioco, la serie di Castlevania nasce nel 1986 col primo, storico capitolo della serie e prosegue trionfalmente fino al 2014, anno di Lords of Shadows 2.

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Incentrati sulle vicende dei coraggiosi ammazzavampiri della famiglia dei Belmont e sulle loro imprese volte a distruggere Dracula (sì sì, proprio quel Dracula), nel corso di circa trent’anni i Castlevania pur mutando il gameplay ci hanno condotto in oscure cripte, boschi tenebrosi e ovviamente castelli infestati a caccia dei più famosi orrori della letteratura gotica con un livello di sfida ancor oggi impegnativo.

Da un punto di vista tematico, si tratta forse ancor oggi della più genuina e interessante contaminazione fra classiche atmosfere da storie di vampiri e pulp, capaci di fondare un proprio canone narrativo stando sulle spalle di un gigante come Stoker.

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Se pensiamo che dal suo titolo (e da quello di Metroid) è derivata la denominazione di un intero genere (Metroidvania) e che Netflix abbia deciso di immortalarlo con una serie anime di successo, ci rendiamo conto di quanto divertente, piacevole e soprattutto fondativa possa essere stata la saga di Konami, purtroppo scomparsa dai radar assieme alla sua azienda.

Legacy of Kain

Saga dall’estetica non certo “canonicamente vampiresca”, Legacy of Kain è un vero e proprio “fantahorror” che lungo cinque capitoli usciti fra il 1997 e il 2004 ci ha portato nell’oscuro mondo di Nosgoth, mondo nel quale eravamo chiamati a muoverci fra oscure congreghe, personaggi gotici e inquietanti, location decadenti.

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Legacy of Kain: Blood Omen

Sia il suo primo episodio, Blood Omen, sia il suo esponente più famoso, Soul Reaver, erano action con forti componenti rpg in grado di dare ai giocatori una libertà d’azione notevole e divertente, in grado di costruire un’esperienza di gioco dinamica, frenetica e divertente, dando al gioco un’impronta inconfondibile anche grazie a una scrittura e a un impianto narrativo estremamente potenti per i tempi.

Il tutto vestendo nei panni di due vampiri leggendari per la storia del medium: Kain e il suo discendente Raziel.

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Legacy of Kain: Soul Reaver

Certo, non si tratta di un gioco di vampiri “normali”, almeno secondo gli standard dei racconti gotici e horror, ma non trattarlo in una classifica del genere sembrava un vero e proprio affronto.

Vampire: The Masquerade-Redemption e Bloodlines

Vampiri: La Masquerade è stato uno dei brand più influenti del gdr cartaceo, famoso per la sua capacità di mettere giocatori di ruolo di tutto il mondo nei panni dei “succhiasangue” all’interno di un setting organico e partorito da uno dei migliori team di creativi di rpg degli anni ’90, e il suo arrivo su PC prima e console poi (con Bloodlines 2) ne è davvero la riprova.

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Vampire: The Masquerade-Redemption

Due sono le trasposizioni principali di questa popolare serie: Vampire: The Masquerade – Redemption (2000) e Vampire: The Masquerade – Bloodlines, due rpg vecchio stampo che ci mettevano al centro delle spietate trame del mondo dei Vampiri nei panni di uno di essi.

Redemption aveva una trama più definita, con un personaggio pregenerato -Christophe, un crociato francese morso nel Medioevo – mentre Bloodlines aveva un’impostazione molto più ruolistica in grado di farci creare un nostro PG. Al di là di vari limiti tecnici e qualche rozzezza, i due Masquerade sono riusciti nella titanica impresa di far vestire al giocatore il ruolo di un dannato inserito in un complesso sistema sociale, restituendo tutta l’atmosfera di ambiguità, violenza e malata onnipotenza dei giochi di ruolo White Wolf.

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Vampire: The Masquerade-Bloodlines

In attesa di Bloodlines 2, in arrivo nel 2021 (ritardi permettendo), i vampiri di WW sono tornati al centro della scena con Coteries of New York e Shadows of New York, gradevoli visual novels in salsa occidentale in grado di farci vivere l’ebrezza di muoverci all’interno della società dei vampiri, fra intrighi, doppi giochi e rituali macabri.

Se siete appassionati dei romanzi di Ann Rice o vogliate giocare una storia di vampiri che non sia la classica caccia grossa al succhiasangue, i videogiochi e i giochi di ruolo di Mondo di Tenebra dovrebbero essere la vostra primissima scelta.

I Dracula di Microids

Poche volte il videogioco ha preso di petto la storia della letteratura dell’orrore in maniera tanto spericolata e colta come avvenuto con il Dracula della Microids, serie punta-e-clicca uscita nei primi anni 2000 che ha dato un vero e proprio sequel apocrifo al romanzo di Bram Stoker.

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Dracula – La risurrezione

Ambientati cinque anni dopo la sconfitta del conte Dracula da parte di Jonathan Harker e di Mina, i primi due videogiochi della serie erano basati sull’ipotesi di un improvviso ritorno del vampiro fra gli umani e di quello della dolce Mina sotto la sua dominazione mentale.

Nei panni di Jonathan Harker, coprotagonista delle vicende originali, ci ritrovavamo a partire di nuovo per la Transilvania alla ricerca della nostra amata in una classica avventura grafica che, pur non riuscendo a trasmettere a pieno le atmosfere del romanzo a causa di qualche limite tecnico, donava al giocatore un’atmosfera straordinaria grazie alla confezione artistica e alla bellissima soundtrack.

Ancor più interessante poi il terzo episodio della serie, Il Sentiero del Drago, uscito nel 2008, che sviluppava la saga di Dracula in maniera del tutto inattesa. Ambientato nella Romania post-Grande Guerra, Il Sentiero del Drago riusciva a imbastire un’evoluzione del mito di Dracula in un racconto sospeso fra esoterismo, Storia e orrore puro che abbiamo analizzato meglio in questo speciale.

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Dracula 2 – L’Ultimo Santuario

Se siete appassionati di retrogaming e ancora alla ricerca di un buon gioco “canonico” sul personaggio di Stoker, allora questa serie potrebbe essere davvero ciò che fa per voi.

Vampyr

Infine veniamo a Vampyr, titolo anomalo per gli standard di Dontnod (Life is Strange, Tell me Why e Twin Mirror) che rappresenta l’ultimo tentativo dell’industria di metterci nei panni di un vampiro in un gioco d’azione dinamica.

Ambientato nella cupa Londra del 1918 divorata dagli ultimi echi della Prima Guerra Mondiale e dalla disastrosa epidemia di Influenza Spagnola, Vampyr ci mette nei panni di Jonathan Reid, medico londinese di ritorno dalla guerra che viene morso da un misterioso e potente vampiro, risvegliandosi come non morto.

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Vampyr

Ritrovandoci al centro di un semi-open-world contenuto nelle dimensioni ma denso di PNG ben tratteggiati, dovremo confrontarci con una cupa storia fantahorror e con un problema morale non da poco: ci atterremo al nostro ruolo di medico ben inserito nella società e impegnato nella missione di salvare Londra dall’epidemia, oppure daremo retta all’istinto di predatore assetato di sangue?

Grazie a un setting che ricorda alla lontana il Mondo di Tenebra di White Wolf, a un gameplay forse macchinoso dal punto di vista del combat system ma perfetto nella gestione della parte ruolistica e delle dinamiche sociali dei personaggi, Vampyr è stata una delle sorprese di metà generazione, tanto imperfetta e grezza quanto affascinante e dall’apparato narrativo capace di soddisfare coloro che vogliano vivere una bella storia di morte, mistero e redenzione.

Se avete voglia di provarlo e abbiate un abbonamento PlayStation Plus, questo è il momento per farlo: Vampyr è infatti uno dei due giochi del mese.

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Alter-ego dannati e malinconici o malvagi villain da distruggere, i vampiri sono riusciti a segnare la storia del videogioco in maniera profonda, in modo analogo a quanto accaduto in altre arti e, come in questi campi, sono riusciti a incarnare veri e propri miti pop che tutt’ora guardiamo con rispetto.

Rivoltanti, affascinanti, ambigui, violenti, i protagonisti di storie come Vampyr o Bloodlines ci attraggono perché imperfetti e al tempo stesso perfetti, malvagi e al contempo al di sopra di ogni noioso parametro morale e, soprattutto in un medium immersivo come il videogioco, in grado di farci adottare punti di vista scomodi, capaci di far sorgere dubbi morali potenti e coinvolgenti.

Queste sono le nostre proposte su alcune grandi storie di vampiri che possiamo trovare nel videogioco contemporaneo, ma siamo certi di esserci scordati qualcosa per strada: quale altro viaggio nella notte ci consigliate?

Avete già letto il primo episodio di #PlayHalloween, dedicato ai 5 luoghi infestati in cui ambientare un videogioco horror?

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Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

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