Jojo’s Bizarre Adventure All Star Battle R | Recensione (PS5) | Made in heaven (per gli appassionati)

jojo's bizarre adventures all star battle r

Un binomio particolarmente popolare nel mondo dei videogiochi è senza dubbio quello che appaia anime e videogiochi; durante il corso degli anni novanta e duemila, appena le potenza di calcolo sono diventate tali da permettere rappresentazioni bidimensionali e tridimensionali fedeli, questi due universi si sono incontrati più volte.

Tra le tante software house che hanno detto la loro all’interno di questo binomio troviamo senza dubbio la giapponese CyberConnect2, nome che già a molti avrà fatto venire un piccolo sussulto al cuoricino. Il perché è presto detto: CC2 (nome per gli amici) è la software house dietro la popolarissima serie di Naruto Ultimate Ninja, saga di picchiaduro che su PS2 e PS3 riuscì a trovare un punto di incontro tra rappresentazione e qualità.

Jojo's Bizarre Adventure All Star Battle R 1

Questo punto d’incontro fu possibile grazie anche ad una particolare combinazione tra movimento tridimensionale e lotta senza frontiere. Senza voler puntare alla creazione di un ecosistema “competitivo” i picchiaduro di Cyberconnect cercavano di mettere insieme le tecniche scenografiche degli anime con un ritmo ed un gameplay più compassato, adatto anche al grande pubblico.

Questa formula è stata poi racchiusa all’interno di una definizione specifica: arena fighters, un genere principalmente iterato dal CC2 stessa ma che ha avuto iterazioni anche al di fuori di tale software house. Tutto questo preambolo serve a spiegare una cosa molto specifica: Jojo’s Bizarre Adventure All Star Battle R, il titolo di cui parliamo oggi, non è tanto l’ultima iterazione del genere quanto una versione riveduta e corretta di uno dei videogiochi più ambiziosi di CC2.

Stand Name: rifatto da capo

Jojo's Bizarre Adventure All Star Battle R 3

L’originale All Star Battle era un gioco uscito in epoca Playstation 3 che puntava ad essere la summa stilistica dei ragionamenti di CC2 sugli Arena Fighters con tante sperimentazioni. Un roster gigantesco con personaggi molto diversi da loro all’interno di un franchise in cui la creatività non è mai mancata, specie nelle mosse e nelle capacità offensive dei vari personaggi. 

Il risultato era quello di un videogioco ludicamente interessante, molto amato dai fan di Jojo (le special edition sono state rimesse in vendita per ottanta volte, finendo ogni volta souldout nel giro di qualche era) per la capacità di portare a schermo una versione fedele di un manga importantissimo a livello storico, non senza essere divertente.

L’originale All Star Battle era però fustigato da importanti problemi di carattere tecnico: al netto di un netcode inadeguato già per l’epoca, il problema principale era legato al comparto tecnico. Quest’ultimo risultava essere troppo ambizioso per Playstation 3, creando quindi continui rallentamenti per un comparto grafico che faticava a mantenere i 30 FPS.

Jojo's Bizarre Adventure All Star Battle R 6

In linea di massima quello del framerate è un problema che può lasciare il tempo che trova, peccato giusto che in un picchiaduro il framerate è uno dei parametri più importanti di cui tenere conto poiché definisce la fluidità e la scorrevolezza del gameplay. La scena competitiva del titolo addirittura per limitare il quantitativo di slowdown durante le sfide più concitate vietava la scelta di determinate arene, capaci di pesare troppo sul motore grafico.

All Star Battle R ricomincia da qui upscalando l’upscalabile alle moderne risoluzioni e regalando sessanta frames granitici, a prescindere da cosa c’è a schermo. Lo sforzo non è enorme, alla fine parliamo di un gioco con modelli poligonali in cel shading con livelli di dettaglio da PS3, ma il risultato finale rimane comunque più che godibile.

Stand name: Cheap Trick

A nostra detta se si è appassionati di Jojo l’acquisto di Jojo’s Bizarre Adventure All Star Battle R è da prendere seriamente in considerazione. Le motivazioni sono presto dette: il roster comprende ben 50 personaggi, 9 personaggi extra rispetto alla precedente iterazione dovuti all’integrazione di lottatori precedentemente compresi nei DLC.

Questi nuovi lottatori si inseriscono all’interno di un roster già molto variegato, dove esistono diversi stili di combattimento che cambiano a grandi linee il gameplan generale dei vari personaggi. Esistono portatori di stand, utilizzatori delle onde concentriche, lottatori a cavallo, portatori di vampirismo e almeno altre quattro categorie di eroi, tutte da scoprire e da masterare.

Jojo's Bizarre Adventure All Star Battle R 2

Il combat system all’atto pratico è lontanissimo dalle complessità tecniche di un Tekken o di un anime fighter alla Blazeblue; al netto di un roster di mosse abbastanza risicato con una ventina di movenze per personaggio abbiamo una schivata da effettuare in profondità, così da sfruttare la tridimensionalità della mappa, l’utilizzo dei personaggi assist (una delle aggiunte di questa nuova edizione) e la possibilità di fare interrupt su ogni nostra mossa attraverso il sacrificio di parte della barra degli special.

Il resto del gioco quindi si dipana attraverso combo di attacchi leggeri/normali/pesanti e attacchi “speciali”; i personaggi con gli stand hanno la possibilità di accedere a due liste di mosse da eseguire, quelli con il vampirismo possiedono un set di mosse in grado di ripristinare gli HP, quelli con l’energia concentrica possono caricare la barra speciale a loro piacimento e così via.

Jojo's Bizarre Adventure All Star Battle R 4

Molti dei personaggi hanno meccaniche uniche che sarà un piacere scoprire con gli amici durante una session di couch gaming; vi rimandiamo direttamente alla pagina del fandom per leggere una sterminata lista di tante piccole minuzie che faranno davvero gola agli appassionati del brand (ma resteranno mediamente indifferenti a tutti gli altri).

Alla fine dei conti quel che rimane sul piatto è un gameplay divertente, adatto anche ai neofiti (complici le semplificazioni presenti, vedasi l’easy beat che permette di mettere insieme delle combo standard con la ripetuta pressione di un singolo tasto) ma che soffre di due principali incertezze: qualche problema di bilanciamento ed un netcode non all’altezza del suo anno di uscita.

Stand name: man in the mirror

Purtroppo esattamente come il titolo originale questo Jojo’s Bizarre Adventures All Star Battle R soffre di problemi di bilanciamento piuttosto marcati tra i vari personaggi. In primis esistono personaggi molto diversi per dimensioni che non hanno i giusti tool per combattere tra di loro a pari armi: basta prendere i personaggi a cavallo di Steel Ball Run ed un qualsiasi Iggy per capire di cosa stiamo parlando.

In secondo luogo esistono ancora diversi personaggi in grado di locckare le partite in combo infinite da cui non è possibile uscire; non esattamente un granché per un videogioco con una modalità online.

Ah si, giusto: la modalità online.
Nel 2022 Jojo’s Bizarre Adventure All Star Battle R presenta una modalità online con netcode delay based, non esattamente l’ultimo ritrovato della scienza. Questo significa che gli input tendono a mostrarsi a schermo in ritardo, con partite che diventano ben presto poco giocabili e divertenti. Questo rende la modalità online abbastanza deludente, specie per chi è abituato ai moderni picchiaduro con netcode rollback.

Jojo's Bizarre Adventure All Star Battle R 5

Il resto dei contenuti di cui dobbiamo parlare per poter arrivare al termine di questa conclusione, invece, rimangono “felicemente” inalterati rispetto al titolo originale. Oltre ad una modalità arcade abbastanza fine a sé stessa e ad una modalità survival con infiniti avversari di crescente difficoltà, il core del gameplay sarà rappresentato dalla modalità All Star Battle.

Questa modalità è una specie di campagna divisa in saghe in cui il giocatore avrà la possibilità di rivivere le battaglie più iconiche della saga o partecipare a spettacolari what if, con brevissime indicazioni di trama sul come e perché questi siano possibili. Le sfide porteranno poi a titanici scontri con “boss”, ovvero personaggi del roster ampiamente potenziati dal volere della CPU e da buff particolari. 

La modalità è in grado di tenere impegnato il giocatore per una decina di ore, ricompensandolo con valuta di gioco di battaglia in battaglia. La valuta interna può essere sperperata all’interno del negozio, traboccante di costumi alternativi, modelli tridimensionali e chi più ne ha più ne metta.  Anche in questo caso parliamo di un’offerta in termini di collezionabili che farà felicissimo il giocatore appassionato di Jojo, molto meno chi invece con la saga non ha mai avuto a che fare; i contenuti sbloccabili sono accessori e non cambiano minimamente la fruizione del titolo, ne in meglio né in peggio.

Concludiamo la nostra analisi parlando dell’ultimo problema da noi riscontrato: il tutorial.
Appena avviato il titolo verremo introdotti alle meccaniche base da una brevissima serie di schede descrittive e… stop. Il tutorial finisce qui, non spiegando al giocatore né facendolo allenare con le meccaniche più complesse, senza spiegare i vari stili di combattimento che si possono trovare all’interno del roster. Non pretendevamo una presentazione eccezionale come quella dell’ultimo Guilty Gear Strive ma, anche in questo caso, Jojo avrebbe potuto far di meglio.

Conclusioni

Jojo’s Bizarre Adventures All Star Battle R è il miglior videogioco di Jojo dai tempi del picchiaduro PS1 ed è un picchiaduro molto divertente, funestato da problemi di bilanciamento e da un netcode antiquato ma comunque meritevole di attenzione. È un prodotto dedicato espressamente ai fan della saga, che nei dettagli troveranno un’infinità di richiami al materiale di partenza; tutti gli altri in All Star Battle R troveranno divertimento senza molto contesto sotto. Si poteva fare di più in molti aspetti ma per il momento preferiamo accontentarci di ciò che c’è.

Ti è piaciuto l'articolo o hai perplessità?
Entra nel nostro gruppo Facebook o sul gruppo Telegram!

#Gamersdigest 35 | I fatti della settimana

LEGO Brawls | Ecco cosa succede quando Smash Bros. incontra i LEGO | Recensione (PS5)