F1 2021 | Recensione – L’uomo al centro della macchina

Puntuale come un orologio svizzero, anche questo Luglio ha visto l’esordio del nuovo titolo Formula Uno di Codemasters. Il grosso stravolgimento che ha visto passare la casa inglese nelle mani della temutissima EA non ha portato grossi cambiamenti nel gioco, rimasto fedele alla linea adottata l’anno scorso. F1 2021 è un titolo di passaggio, non un grosso balzo in avanti come era stato il precedente, ma comunque un gioco che merita di essere trattato come una evoluzione e non un aggiornamento. Vediamo perché!

Che storia

Come i più attenti ricorderanno, due anni addietro Codemasters aveva già provato ad aggiungere una storia alternativa al mondo delle licenze ufficiali F1. Quel tentativo, per quanto maldestro e sicuramente troppo poco approfondito per far gola ai fan, è stato rimosso nell’edizione 2020 per tornare, alla grandissima, in quella 2021.

La modalità storia, chiamata “Braking Point” è un ritorno gradevolissimo dell’accenno di storia che si era visto in passato, molto piu immersivo di qualunque cosa si sia mai visto all’interno di F1. Il videogiocatore dovrà infatti vestire i panni di un giovane pilota pronto al salto dalla F2 alla F1, portandosi dietro i dubbi, le incertezze, e gli stati emotivi di un talentuoso quanto spaventato rookie. Non solo in pista, dove ogni gara avrà un obiettivo da centrare per poter proseguire nella carriera, ma anche fuori, con i media, le interviste, le conversazioni con i membri del proprio management e lo staff. Un intricato sistema di finte news, social, telefonate e cinematiche che non invidiano nulla a titoli AAA di recente rilascio. Un prodotto che sta insieme e che semplicemente fa dire “wow”, visivamente ed emotivamente, concludendosi col più azzeccato dei finali. L’unica pecca di questo sistema è che, dovendo il giocatore partecipare a delle gare in corso, sarà costretto a conoscere i circuiti a priori per poter avanzare senza ripetere i livelli. Mal di poco, per una campagna che vale da sola il proverbiale costo del biglietto.

Il lavoro in fase narrativa è sorprendente, molto più di quanto non avrei creduto. Da hardcore simracer con poco talento e una passione sfrenata per la simulazione non avrei mai pensato che questa modalità potesse arricchire così tanto l’esperienza. Ero convinto che fosse una piccola aggiunta che potesse fare da contorno al multiplayer e alla modalità YourTeam, ma ho completamente sbagliato il punto di frenata. Più si corre e più la storia si fa divertente, le cinematiche quasi forzate all’inizio si tramutano in tasselli fondamentali che vengono attesi dal giocatore quanto la gara stessa, i personaggi sono scritti con logica e criterio, e il flow narrativo è orchestrato alla perfezione tra alti e bassi. Ho volontariamente deciso di non rivelare nessun dettaglio sui personaggi, sulla trama e sul numero di gare che compongono questa modalità, fatevi il favore di non subire spoiler e di godervi il gioco, lasciatevi sorprendere e scopritelo.

Nonostante faccia gridare “ne voglio ancora”, per la prima volta nella sua storia F1 riesce davvero a mettere un uomo al centro della narrazione, e non solo l’azione in macchina. Per gli amanti del circus a 360 gradi è meraviglioso poter vedere non solo un nome noto come Will Baxton in commnento, ma anche gli account social ufficiali di DC, Jimmy Broadbent, Aarava e altri, che commentano felici i nostri progressi. Per non parlare del fatto che, in questa modalità, il nostro pilota FINALMENTE risponde a Jeff, una soddisfazione che tutti avremmo voluto toglierci da anni.

Il nuovo che non avanza

Forse è una mia impressione, ma Codemasters sembra essersi scissa in due anime, una che gestisce il gameplay e una che gestisce il comparto tecnico, e ogni anno una parte fa una release grossa mentre l’altra fa solo hotfix e piccoli aggiornamenti. Quest’anno, al netto dell’immenso impatto di Braking Point, non c’è nient’altro di nuovo sotto il sole, almeno per quanto riguarda il gameplay. Le modalità MyTeam e Driver sono ancora lì, con qualche aggiornamento qua e la nella riorganizzazione di qualifiche e obiettivi, ma il succo rispetto all’anno scorso non cambia molto, anzi.

Il vero dispiacere quest’anno deriva dal mancato aggiornamento dei circuiti, rimasti gli stessi rispetto all’anno precedente. Possa passare Jeddah, che ancora neanche esiste, così come potrebbero passare circuiti nuovi come la Turchia che entra ed esce dal calendario. Ma la mancanza di aggiornamenti sulle modifiche minori ai tracciati esistenti come Spagna e Australia no, quelle sono diventate ormai imperdonabili. Sappiamo che Codemasters non scansiona i circuiti a laser, e che tutto viene fatto a mano, ma una lentezza di mesi e mesi per modificare una curva non si può più perdonare. La F1 è diventata uno sport con molte meno certezze, soprattutto in tempo di covid, ed il gioco ufficiale deve rimanere al passo con gli appassionati.

La modalità foto è così buggata da restituire immagini poetiche (Da reddit)

Macchine nuove ma non troppo

Se finalmente l’uomo è tornato al centro della macchina, la macchina stessa resta comunque di primaria importanza, e Codemasters questo lo sa. Le critiche durissime dei vari Verstappen negli anni passati hanno contribuito non poco ad abbassare le pretese simulative dei giocatori, e per rimanere un titolo con una propria classe eSport gli aggiornamenti alle meccaniche di guida erano fondamentali. Sono arrivati? Si, ma solo in parte. Il più grosso aggiornamento è stato fatto sul modello di frenata, con un bilanciamento finalmente sensibile sul punto percentuale e che mette i giocatori in condizione di poter agire di curva in curva mantenendo un comportamento realistico e coerente con temperatura e durata delle gomme.

L’altro grosso aggiornamento al modello di guida deriva dai danni che le vetture possono subire, uno di quei reparti che era stagnante da anni e che aveva bisogno di essere finalmente rivisto. Le ruote anteriori e posteriori hanno comportamenti differenti quando vengono consumate o forate, e le bucature da impatto restituiscono un feedback diverso da quelle da gomma consumata. Anche l’aggiunta di componenti meccaniche come il fondo e le sospensioni pesano in positivo nell’aggiungere realismo. Non si tratta di cambiamenti drastici o epocali, ma il modello è stato rifinito abbastanza da renderlo nettamente più realistico che in passato, e tanto basta, almeno per ora.

Errori di fondo

Per quanto ci dispiaccia dirlo, si arriva sempre in fondo a F1 con un “ma”, e quest’anno tocca ai cordoli. Chi si lamentava dei cordoli assassini di Assetto Corsa Competizione da oggi avrà un nuovo rivale, il cordolo saltellante di F1. Le dinamiche di guida riviste di sanapianta hanno portato come conseguenza una diversa aderenza sui cordoli, un elemento che Codemasters non è stata in grado di bilanciare adeguatamente e che speriamo venga fixato in seguito.

Un’altra area dove avremmo sperato di poter vedere più aggiornamenti è il multiplayer, ma anche li la situazione sembra essere la solita, con i soliti piloti kamikaze che rovinano qualsiasi gara unranked. Vorrei poter essere niubbo, arrivare ultimo, ma fare una gara pulita e onesta. E invece no, punto. O si va in competitiva con gare lunghe, o si va a muro con i bambini. Purtroppo nessuno ha ancora la soluzione a questo cancro che popola i giochi di guida, ma la frustrazione resta. Se ci si vuole godere F1 in maniera competitiva con altre persone, o si partecipa a qualche lega, o si gioca la campagna single-player in co-op, alternativa gradita ma poco sfruttabile sul lungo periodo.

Bandiera a scacchi

Quando si giocano titoli annuali c’è sempre una tendenza a voler commentare con “non è cambiato poi molto”, e per certi aspetti è senza dubbio così. Ma per un gioco di questo tipo, i miglioramenti sono innegabili, anche se con grosse lacune. Codemasters sembra aver deciso di dare un colpo al cerchio e una alla botte, concentrandosi un anno il comparto tecnico e l’altro su quello narrativo, e quest’anno è stato il secondo ad essere rimpolpato e rinvigorito.

La vera critica che si può sollevare è sulla velocità di aggiornamento, vero problema di Codemasters da anni a questa parte. Le due modifiche strutturali ai circuiti già esistenti ancora non si sono viste in game, così come manca completamente il nuovo circuito di Jeddah. Avere un game engine proprietario comporta delle responsabilità, ed è evidente da troppi anni ormai che il lavoro di Codemasters debba concentrarsi sul velocizzare certi passaggi. Possiamo capire che introdurre nuovi circuiti a metà stagione, come poteva essere per il Mugello o Imola l’anno scorso, sarebbe stato molto complicato, ma quest’anno si trattava solamente di modificare il layout di una sola curva su un tracciato esistente da anni. Non è giustificabile.

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Articolo a cura di Riccardo "The Gametist" Galdieri

Da bambino non riuscivo ad addormentarmi senza che mio padre si mettesse vicino a me a giocare al PC. Per forza di cose, negli anni, ho fatto mio questo amore, divorando tutto ciò che poteva stare su un Floppy. Crescendo, questo amore è diventato una professione: ad oggi sono un Freelance Game Developer (con esperienza nell'ambito della gamification legata ai beni culturali) e dottorando in Interazione Uomo-Macchina per ambienti virtuali immersivi alla Scuola Superiore Sant'Anna.

Quando non faccio follie come guidare una vecchia macchina da Londra alla Mongolia, vivo di videogiochi. Li creo, li studio, li recensisco.

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