NUTS | Recensione (Switch)

Abbiamo avuto modo di provare NUTS, un piccolo gioco indie appariscente dove il giocatore sorveglia dei simpatici scoiattoli in una foresta per studiarne il comportamento ed evitare che l’area venga disboscata.

Gli sviluppatori indipendenti Joon, Pol, Muutsch, Char e Torfi, aiutati dal publisher Noodlecake, hanno presentato NUTS a numerosi festival indie, guadagnandosi un discreto e meritato successo: miglior audio design all’Indiecade 2020, finalista all’A MAZE 2020, e selezionato ufficialmente in molte altre manifestazioni simili fin dal 2018.

Con i suoi colori vivaci e una situazione da thriller che ruota intorno a un branco di scoiattoli è stato impossibile non far cadere l’occhio su questo titolo, ma la vera sorpresa è stata forse trovarsi tra le mani un gameplay divertente e una storia che aveva qualcosa di interessante da dire, nonostante la sua leggerezza e la sua brevità. NUTS è disponibile già su Apple Arcade, e sarà giocabile anche su Nintendo Switch e PC a partire dal 4 febbraio.

Natura e colori

Il gioco accoglie subito il giocatore con un art style originale, caratterizzato principalmente da due colori molto carichi che cambiano schema in ogni nuova mappa, creando in questa maniera un’atmosfera davvero intrigante, accentuata anche dal fatto che saremo l’unica presenza tangibile all’interno della foresta al di fuori degli scoiattoli.

Nuts, piazzamento telecamere con GPS

NUTS comincia all’improvviso, lasciando da solo il giocatore, un povero neolaureato dell’Università di Vigo, in una tranquilla foresta. Bisogna cercare una roulotte, base operativa per studiare gli scoiattoli del posto per conto della ricercatrice Nina Scholz. Di giorno il nostro compito sarà quello di piazzare le telecamere in giro per la foresta, mentre di notte dovremo osservare le registrazioni attraverso i monitor nella base mobile, cercando di seguire il percorso degli scoiattoli.

La Professoressa Scholz ci chiederà via via sempre più foto da inviare via fax, mentre nel frattempo l’aiutante Simon ci scarrozzerà in giro con la roulotte e ci farà trovare pronti i diversi strumenti da lavoro come telecamere, monitor, GPS e registratore.

In questa maniera, soprattutto nei primi momenti il gameplay si amplia man mano che NUTS procede con la narrazione. Impareremo a orientarci nella foresta per cercare di intercettare con la telecamera il percorso degli scoiattoli nella notte successiva, a manovrare replay e attrezzi di stampa per avere foto utili da inviare all’Università, e in tutto questo finiremo anche ad appendere foto ovunque per ricordarci il mattino dopo dove piazzare le telecamere per continuare a seguire il percorso degli scoiattoli.

Da bravi studiosi naturalisti arriveremo finalmente alla tana degli scoiattoli, così da poter riferire a Nina Scholz che… C’È DELLA DINAMITE TRA LE GHIANDE DEGLI SCOIATTOLI.

NUTS, gli scoiattoli accumulano ghiande e dinamite

Cosa??

Non tutto è come sembra nella vasta foresta di Melmoth. In giro cominceremo a trovare audiocassette registrate che esplorano un po’ il passato di questo posto, mentre nel frattempo i paesaggi cambiano in qualcosa di sempre più logoro e abbandonato. Anche il gioco comincia a comunicarci che qualcosa non va: i colori di gioco si fanno più scuri, l’audio, prima caratterizzato da melodie tranquille e suoni naturalistici, resta sempre più o meno calmo ma si fa cupo per instillare un po’ di dubbio.

NUTS, foto di scoiattoli

Via via che saremo sempre più impegnati a seguire gli scoiattoli nel loro habitat notturno, l’esperienza del ricercatore naturalistico comincerà a diventare alienante: le missioni si accumulano sul diario personale, la roulotte si riempie di foto e anche Nina Scholz ci trasmetterà la sua ansia attraverso il telefono. E in tutto questo, l’unica costante è che noi saremo sempre soli. Comunicheremo con Nina solo tramite fax e telefono dalla roulotte, mentre sentiremo la presenza dell’aiutante Simon solo attraverso le note che lascerà in giro senza mai incontrarlo. E a un certo punto ci sentiremo anche continuamente osservati e ostacolati. Ma da chi? C’è qualcun altro o sono gli scoiattoli?

NUTS, lavagna con foto

Quella che a primo impatto sembrava una semplice progressione di gioco fatta di missioni tutte uguali, viene ribaltata ogni volta dall’inserimento di nuovi dettagli di trama ficcati ad arte nel contesto, il più delle volte con dei colpi di scena da maestro: arrivano sempre nei momenti di gioco più calmi, quando meno ce li aspetteremmo; in questa maniera il gameplay di NUTS cambia sempre leggermente, mai discostandosi troppo dall’essere un’avventura rompicapo ricca di mistero, ma quel tanto che basta a divertire e incuriosire.

NUTS, scenario cupo

In a nutshell

E gli scoiattoli? Cosa c’entrano i roditori in tutto questo? Perché accumulano tutte queste noccioline? Sono solo oggetto di studio, o c’è altro dietro? Scopriremo solo alla fine perché questi animali si comportano in maniera così strana, un epilogo che arriva molto presto ma colpisce nel segno. NUTS ha infatti una breve durata, ma questo non è un suo difetto.

I difetti, piuttosto, sono da trovare nel lato tecnico: i salvataggi sono gestiti in una maniera un po’ strana, nel senso che il gioco salva in automatico dopo il completamento di una missione ma non dopo il completamento di un livello, e una volta caricato il gioco non vengono conservate le foto precedentemente scattate. Sono presenti anche dei glitch come la compenetrazione di oggetti, mentre su Nintendo Switch abbiamo riscontrato cali di frame piuttosto fastidiosi in un paio di situazioni.

NUTS, scoiattolo in primo piano

Per il resto, nelle sue 5 ore di gioco NUTS tiene incollati allo schermo, cercando di incuriosire con una giusta dose di mistero e un pizzico di twist folli. La tematica principale è sicuramente quella dell’ambiente, ma l’aura quasi sovrannaturale e i diversi interrogativi legati ad alcune situazioni di gioco lasciano spazio a diverse considerazioni personali. La mia, ve la lascio nelle conclusioni:

È tutta una questione di noccioline. NUTS è un gioco mordi e fuggi in un mercato che sta diventando bulimico, gonfio di titoli e titoloni che spuntano su qualunque device ogni giorno per essere dimenticati il giorno successivo. In un panorama così saturo di videogiochi di ogni tipo, le noccioline sono uno snack rapido ma semplice e naturale, confezionate in un pacchetto super-colorato per attirare l’attenzione quel tanto che basta da colpirti con il loro gusto e piacerti per sempre.

Articolo a cura di Alessandro Colantonio

Game designer in erba e chitarrista a tempo perso. Nasce all'ombra del Vesuvio nel 1991, muove i suoi primi passi nel mondo dei videogiochi su un Windows 95 all'età di 5 anni, e diventa presto un Allenatore di Pokémon.

Bazzica tra radio web e band durante i suoi studi universitari tra Napoli, Roma e Milano, per diventare un mittente di mail professionista per annunci di lavoro che non avranno mai risposta.

Prima di approdare a Player.it si è distinto nella fan-community di Pokémon Millennium diventandone rapidamente editorial supervisor e simultaneamente PR, garantendo alla redazione del portale un flusso costante di videogiochi per Nintendo Switch da recensire.

I suoi generi preferiti sono i gestionali, gli strategici, i tattici e i GDR. Tuttavia, essendo un accumulatore seriale di videogiochi, cerca sempre di giocare ogni titolo che gli capita sotto mano.

Ha una perversione per le pratiche fandom, i cani e la birra artigianale. Adora D&D, va in ira e carica.

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