Coffee Talk Recensione | Ci sono un orco, un vampiro e un barista… (PS4)

recensione per PS4 di Coffee Talk

Coffee Talk è una visual novel sviluppata da Toge Productions in cui il giocatore veste i panni di un barista che offre il proprio coffee shop agli avventori come rifugio. Ciò che spesso non si riesce a dire in totale libertà, esce dalla propria bocca con naturalezza davanti a una tazza di cioccolata calda. Se amate questo genere, continuate a leggere la nostra recensione, tuttavia se ritenete che le visual novel non abbiano molto da spartire con i videogiochi, potreste trovare comunque in Coffee Talk una piacevole sorpresa.

La città di Seattle in Coffee Talk

Chiacchiere da bar? Molto di più

Seattle, 2020. Il mondo è cambiato, ma allo stesso tempo non è mutato di una virgola. Orchi, vampiri, elfi, demoni e tante altre creature di razze diverse per usanze e origini vivono tra gli umani senza nascondersi. La società ha raggiunto un nuovo livello di multirazzialità, tuttavia non è riuscita a scrollarsi di dosso gli atavici problemi che questo cosmopolitismo porta con sé, pregiudizi e razzismo.

Eppure, a Seattle, c’è un coffee shop, il nostro antro, un luogo di andirivieni culturale e di parole dette e non dette, in cui un drink caldo riesce a portare tutti dalla stessa parte, almeno per un momento. Noi siamo il barista – a cui potremo dare qualsiasi nome vogliamo all’inizio del gioco – e abbiamo il compito di servire i clienti, di ascoltarli, di capirli.

Coffee Talk è una classica visual novel ambientata unicamente nel bar, davanti a noi un bancone e una serie di personaggi che, di volta in volta, entreranno per cercare ristoro o un volto amico. Come di consueto accade in questo tipo di prodotti, l’interazione durante le fasi di chiacchierata sono ridotte all’osso; va subito rimarcato, inoltre, che non c’è l’italiano tra le lingue proposte, tuttavia l’inglese usato nei testi, che appaiono in sovrimpressione in uno stile quasi 8 bit, è molto didascalico e semplice da intendere al volo, ma possiamo capire chi potrebbe comunque provare un po’ di fastidio.

Detto questo, però, non possiamo fare a meno di elogiare Toge Productions per essere riuscita a trattare una serie di temi delicati con una leggerezza che riscalda il cuore. I personaggi, come accennato, sono di varia natura: c’è una vampira, Hyde, che intrattiene una relazione con un licantropo; una succubus – demone femminile – che non riesce a confessare ai propri genitori di essersi innamorata di un elfo; un’orchessa sviluppatrice di videogiochi che ha una deadline molto ristretta; queste e altre storie si intrecciano, tra un espresso e un tè verde allo zenzero, con sensibilità ed evitando di far rumore per nulla.

Di volta in volta, i personaggi interagiranno tra di loro scoprendo di avere molto in comune, nonostante il loro essere di una “razza” diversa. Essi ormai sono parte integrante dell’umanità.

Questa atmosfera è aiutata dal sonoro che propone melodie dai ritmi ordinati, sicuri e da riff che entrano nel cervello per rimanerci in pianta stabile. I ritmi narrativi rimangono sempre, più o meno, sullo stesso piano, senza che questi prendano impennate. Se vogliamo trovare il pelo nell’uovo, possiamo sottolineare la mancanza di veri e propri colpi di scena in grado di far prendere alle storie dei percorsi del tutto inaspettati.

Chi ha ordinato questo teh tarik?

In Coffee Talk si legge soltanto? No, rispetto a tante altre visual novel, nel titolo di Toge Productions c’è anche una parte ludica: la preparazione delle bevande. I clienti ovviamente chiederanno da bere e noi dovremo esaudire le loro richieste dando loro il drink giusto. A nostra disposizione vari ingredienti che si sbloccano man mano, divisi in ingredienti di base (caffè, cioccolata, tè) e secondari (latte, limone, spezie, etc). Ogni bevanda deve essere preparata miscelando tre di questi (alcuni richiedono la ripetizione dello stesso). Con il tasto quadrato, è possibile consultare lo smartphone per leggere le ricette, ma non tutti i drink saranno fin da subito disponibili.

Il minigioco delle bevande è molto semplice nella sua attuazione, infatti basterà selezionare i tre ingredienti e, una volta miscelati, servire il prodotto finito al cliente. Non c’è un limite di tempo, nessuna fretta, anche in questo Coffee Talk è rilassante e pacato. In ciascun giorno di lavoro (i capitoli che compongono il gioco), potremo gettare nell’immondizia un massimo di cinque preparazioni. Spesso le richieste saranno chiare e precise, altre volte invece dovremo basarci sullo stato d’animo del nostro ospite. Ogni tipo di ingrediente va a modificare dei parametri della bevanda, come temperatura e dolcezza. Se il cliente chiede qualcosa di molto caldo e forte, sarà nostro dovere sperimentare le combinazioni per dargli quello che cerca.

Quando nella preparazione sarà necessario usare il latte, potremmo anche dover affrontare un secondo minigioco “artistico”, durante il quale sarà nostra premura ricamare forme sullo strato schiumoso della bevanda.

In linea generale, la parte ludica è semplice, ed è divertente riuscire a riempire la lista delle ricette sul nostro cellulare. Gli archi narrativi possono concludersi del tutto o rimanere sospesi, questo in base a come si affronta il minigioco. Coffee Talk può quindi essere rigiocato.

Una run singola può durare circa 4 ore.

Clima caldo e accogliente

Coffee Talk è un videogioco caldo e accogliente, un momento di relax che tutti nella nostra vita vorremmo vivere almeno per un attimo dopo una giornata faticosa. Oltre alle musiche, anche i disegni riescono a far percepire questo calore. Seattle è una città piovosa e il bar mostra le sue doti di confidenzialità e cordialità soprattutto la notte.

I disegni non sono del tutto statici, la pioggia battente è dinamica e le espressioni dei clienti cambiano in base all’argomento affrontato. I colori vividi e caldi del bar riescono a far avvertire il freddo che i frequentatori del posto sentono a causa della serata uggiosa e bagnata.

Commento finale

Coffee Talk è una visual novel che tratta argomenti importanti con leggerezza e riesce a far sentire il giocatore confessore, amico, confidente dei clienti del bar, nonostante questi siano spesso personaggi assurdi. La parte ludica è semplice nella sua struttura, è intuitiva, ma risulta divertente e coerente con il clima pacato e calmo delle conversazioni. I bellissimi disegni e il sonoro mai fuori luogo sono altri fattori che fanno di Coffee Talk un’esperienza da leggere e sentire propria.

Consiglio del redattore

Giocate Coffee Talk di sera, mentre piove, davanti a una tazza di cioccolata calda.

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Articolo a cura di Michele Longobardi

Laureato in Lettere moderne, scopro la passione per il giornalismo quasi per caso. I videogiochi sono il mio più grande amore e così decido di coniugare le due cose. Il giornalismo videoludico diventa la mia forma finale.

Per me i videogiochi sono una forma d'arte e guai a dirmi il contrario.

Appassionato di tutto ciò da cui sgorga sangue: cinema horror (registi preferiti Argento e Romero), letteratura gialla e dell'orrore (autori preferiti Christie, Poe e Lovecraft) e ovviamente i videogiochi del genere (Silent Hill e Resident Evil sopra ogni cosa).

Il mio videogioco preferito di sempre è Fahrenheit che ho finito un numero non precisato di volte, da lì scaturisce la mia ammirazione per tutti i lavori di David Cage.

La mia "carriera" videoludica è segnata da un marchio da cui non sono mai riuscito a staccarmi: PlayStation! In circa 20 anni di gaming, ho completato più di 600 titoli.

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