Vampire the Masquerade: Coteries of New York | Recensione (PC) fra i misteri della Grande Mela

Vampire the Masquerade, Vampire the Masquerade: Coteries of New York


Infanti, lunga notte a voi.

So che siete perplessi, e non ricordate come siete arrivati qui, né perché, ma tranquilli: lasciatevi andare, sospendete il giudizio e ascoltate ciò che abbiamo da raccontarvi.

Perché sapete, noi abbiamo molto da raccontarvi.

Il mondo non è quel che conoscete. Tanti sono i misteri da svelare, misteri legati alla stirpe dei cainiti e alle sue gesta, e siamo certi che con una partita a Vampire the Masquerade: Coteries of New York farlo sarà divertente e sfizioso come mai riuscireste a pensare.

Siete pronti a immergervi in un Mondo di Tenebra?

 

Un ritorno a lungo atteso

Quello di Vampiri: The Masquerade è uno degli universi narrativi più famosi e interessanti del gioco di ruolo contemporaneo, in grado di creare una delle più folte community di appassionati al di fuori di quella di classici più accessibili come Dungeons & Dragons. Un successo incredibile, tanto da dar vita a più linee di pubblicazioni e, ovviamente, da approdare nel mondo del gioco digitale prima con Redemption (2000) e poi con Bloodlines (2004). Dopo anni di abbandono, oggi il brand sembra essere stato ripreso, e in grande stile: sappiamo infatti che il 2020 sarà l’anno videoludico di Bloodlines 2, che ha l’arduo compito di confermare la qualità del predecessore e introdurre nuove generazioni al brand. Tuttavia White Wolf, lo studio dietro il gioco di ruolo, non si è fermato qui e ha deciso di affiancare al kolossal anche Coteries of New York, una visual novel che ci porta fra i vampiri della New York contemporanea. Un compito andato al team polacco Draw Distance.

 

Ecco a voi Sophie, la nostra protettrice e “madre putativa”, ma fino a che punto potremo fidarci di lei?

Tre clan, un’unica storia

L’impostazione di Coteries of New York è abbastanza semplice e ricalca gli stilemi del genere. Il giocatore è chiamato a guidare il suo alter ego attraverso una serie di scene semi-statiche, caratterizzate da splendidi disegni che rimandano la mente ad alcune delle illustrazioni dei manuali della quinta edizione del gioco (uscita lo scorso anno). Ogni scena sarà costituita da un incontro con un PNG, e saranno le nostre scelte nel corso dei dialoghi con essi a far evolvere la storia e a deciderne la piega.

Per quel che riguarda la nostra identità, nel corso del gioco ci ritroveremo a impersonare un vampiro neonato (ovvero appena trasformato), che a seconda di una nostra scelta iniziale potrà appartenere a tre diversi clan presenti nella lore di Vampiri The Masquerade: gli scatenati e fieri Brujah, i nobili Ventrue o gli affascinanti Toreador. A seconda della nostra scelta il nostro alter ego avrà a disposizione un diverso potere, che potremo utilizzare durante l’avventura per risolvere alcune situazioni, un piccolo cenno di approccio gdr che tuttavia non impatta fortemente sulle meccaniche di gioco.

A prescindere dalla nostra scelta ci troveremo in una situazione estremamente pericolosa per un vampiro. Già dopo i primi passi nel gioco saremo infatti giudicati come criminali, in quanto il nostro abbraccio non è stato autorizzato dal Principe della città (cosa che va contro le leggi della Camarilla, la lega di clan di cui ci ritroveremo a far parte) e dunque condannati a morte. Grazie a inaspettate alleanze, per fortuna, il nostro destino avrà un proseguo molto meno tragico, e da quel momento inizierà il cammino all’interno di un mondo fatto di intrigo, azione, sopravvivenza.

Vampire the Masquerade, Vampire the Masquerade: Coteries of New York
Una semplice fermata della metro, ma potrebbe essere il terreno di caccia di una coterie avversaria…

Un racconto iniziatico

Grazie alla sua scelta di metterci nei panni di un “infante”, fin dalle sue prime battute Coteries of New York è un gioco che sembra porsi un tanto semplice quanto interessante obiettivo: introdurre i neofiti al setting di Vampiri. A permettere questo concorre anche un graditissimo “extra”, ovvero un pratico dizionario dei termini propri dell’ambientazione (opportunamente evidenziati anche all’interno delle linee di dialogo) che potremo consultare in ogni momento.

A conti fatti, chi ha giocato al gdr di White Wolf potrebbe quasi avere l’impressione di star giocando a un prodotto pensato per far “assaporare” l’ambientazione a persone che non la conoscono e intendono avvicinarsi a quel mondo attraverso una serie di situazioni tipiche.

Per fare degli esempi, di grande impatto è il modo in cui viene descritto il passaggio del nostro alter-ego dal suo stato di umano inconsapevole a predatore bestiale, e ancor più divertente sarà incontrare uno a uno i bizzarri esponenti dei vari clan, ognuno in grado di incarnare un aspetto di quelli che sono i temi fondamentali del gioco.

Il piatto principale di Coteries of New York, come avrete capito, è quindi una scrittura serrata, anche questa modellata prendendo spunto dai segmenti narrativi dei manuali d’ambientazione del gioco cartaceo. Il suo risultato è una narrazione che aggredisce il giocatore, trascinandolo di peso all’interno dell’atmosfera di gioco col suo stile scanzonato e sottilmente ironico.

Per quel che riguarda la storia, infine, com’era lecito aspettarsi gli sceneggiatori hanno speso anima e corpo per tirare fuori una storia avvincente e ricca di colpi di scena, in un susseguirsi di situazioni memorabili.

Canonico, ma con stile

Se ben poco c’è da obiettare sulla qualità della sceneggiatura, il comparto grafico e l’impostazione del gioco meritano qualche considerazione più approfondita.

Come accennavamo prima, la confezione di Coteries of New York è quella di una basilare visual novel molto elegante. L’impressione che si ha giocandolo su PC è quella di un titolo molto canonico per il suo genere, che pur tentando di inserire degli elementi ruolistici o di personalizzazione del cammino del personaggio finisce quasi sempre per privilegiare uno schema story driven piuttosto classico. Una caratteristica che potrebbe non coinvolgere chi al contrario è in cerca di un gioco con più tensione o con maggior spazio per la sfida, ma che sarà il paradiso per tutti coloro alla ricerca di un’avventura narrativa in grado di intrattenerli per ore e ore attraverso una marea di quest e e subquest intrecciate fra loro. Il tutto sorretto da un apparato visivo ispirato, con location ben caratterizzate e personaggi iconici.

 

Vampire the Masquerade, Vampire the Masquerade: Coteries of New York

 

A completare il quadro, un’interfaccia giocatore immediata che non solo ci invoglierà a valutare attentamente le risposte da dare ai personaggi, ma ci guiderà alla perfezione all’interno di un mondo in cui anche la più piccola scelta modifica i rapporti con i PNG e col mondo circostante.

Andando avanti con la trama, poi, la situazione si fa ancora più interessante grazie a un sistema di quest semi-autoconclusive che aumenta la longevità dell’avventura e permette di inoltrarci ulteriormente nell’ambientazione, un approccio che dà veramente spessore all’esperienza di gioco. Se quindi da un lato l’impressione è quella di avere davanti un titolo che potrebbe puntare soltanto su un pubblico “di nicchia”, dall’altro è tangibile lo sforzo del team di offrire un prodotto profondo, abbastanza rigiocabile e capace di immergere il giocatore in un’atmosfera unica.

Per finire, plauso anche per il comparto musicale che, nonostante sia costituito perlopiù da brani “funzionali”, culla perfettamente il giocatore attraverso una serie di tracce ambientali curate e perfettamente nel mood del racconto, sottolineando la cura di Draw Distance nel creare un’esperienza profonda e piacevole.

 

Vampire the Masquerade, Vampire the Masquerade: Coteries of New York

Commento finale

Coteries of New York è una gran bella sorpresa. Passato come titolo “laterale” rispetto al ben più chiacchierato Bloodlines 2, l’impressione che dava era quella di un prodotto  progettato per far semplicemente “assaggiare” una pietanza gustosa ma ancora non pronta per la tavola e con solo una discreta variazione nella ricetta. Ci troviamo invece di fronte a una portata principale, un gioco con un’identità e una dignità ben precisa.

Non è un titolo per tutti. Chi non ama le visual novel difficilmente si sentirà a suo agio, e chi si aspetta un antipasto di un action-rpg rimarrà deluso. Ma per gli appassionati della serie o semplicemente i cultori del gotico moderno, si tratta di un racconto interattivo imperdibile, che rende onore a una licenza importante grazie a una realizzazione tecnica curata in ogni dettaglio.

Acquistalo subito qui

Articolo a cura di Fabio Antinucci

30 anni (anagraficamente, in realtà molti di più) ha alle spalle esperienze come copywriter, redattore multimediale e critico cinematografico, letterario e fumettistico, laureato con una tesi triennale su Il Cavaliere Oscuro di Christopher Nolan e una magistrale su From Hell di Alan Moore.
Appassionato di letteratura horror e fantastica, divoratore di film di genere di pessima lega (ma ha nel cuore pezzi da novanta come Kubrick, Mann e Kurosawa), passa le sue giornate fra romanzi di Stephen King, graphic novel d’autore e fascicoletti di Batman.
Scrive (male) da una vita, e ha pubblicato un romanzo breve (Cacciatori di morte) e due librigame (quelli della saga di Child Wood).
Crede che il gioco sia una forma di creazione e libertà, capace di farti staccare la spina e al contempo di far riflettere, ragionare, commuoverti e socializzare. Per questo gioca di ruolo da dieci anni (in particolare a Sine Requie, D&D, Vampiri la Masquerade e Brass Age) per questo adora perdersi di fronte alla sua Play.
È innamorato del videogioco grazie a Hideo Kojima e al primo Metal Gear Solid, al quale ha giurato amore eterno, ma col tempo ha imparato ad amare gli open-world, gli action-adventure, gli rpg all’occidentale, i punta e clicca, a una condizione: che raccontino una bella storia.

2019 momenti migliori videogiochi

I momenti videoludici più belli del 2019

xbox series x

The Game Awards 2019 | Ecco Xbox Series X