NioH – Recensione


Articolo a cura di Domenico De Rosa


Il significato della parola “NioH” in teoria sarebbe “Re benevolo”, ma in pratica se ne potrebbero associare parecchie altre e di differente natura: imprecazioni, morte, difficoltà, per citarne solo qualcuna di pronunciabile. Su tutte però, ho deciso di associare un altro significato alla parola NioH: sorpresa! Già, perché nonostante le tante Alpha e Beta proposte da Team Ninja, NioH ha continuato a soprendere in maniera positiva, tanto che considerarlo uno dei soliti “souls-like” risulterebbe essere solo un’offesa verso il team di sviluppo. Il gioco infatti non è solo combattimento e morte (nostra e quella dei nemici), ma rievoca un periodo storico molto affascinante, unito alle tante mitologie appartenenti alla cultura giapponese e riportate in vita per l’occasione. NioH non racconta solo il viaggio del protagonista William, ma allo stesso tempo permette anche a noi di affrontare un viaggio all’interno di un mondo che trascende l’universo dell’immaginazione.

Dall’occidente con furore

In NioH vestiamo i panni del prode William Adams che, partito dall’Inghilterra, approderà nelle pericolosissime terre giapponesi alla ricerca di un oscuro nemico che ha privato il nostro eroe di un bene assai prezioso. William però non ha fatto i conti con ciò che l’attende: il Giappone Feudale (età Sengoku) non è solo dimora di banditi e spadaccini, ma anche di non-morti, Oni e temibilissimi Yokai. Qui infatti, i demoni più oscuri della cultura giapponese hanno preso vita, dimostrando di avere un potere incontrastabile dai comuni umani. Comuni umani infatti: William ne è l’eccezione! Dotato di poteri che trascendono il comune essere umano, l’occidentale protagonista del gioco ha deciso di apprendere la via del samurai, iniziando forse quasi per caso. Dopo una missione tutorial infatti (il secondo tutorial invece potete saltarlo se avete giocato la Beta), per trascorrere il tempo durante il viaggio che lo porterà in oriente, William decide di le basi della via del samurai leggendo alcuni libri. Ciò ci permette di fatto di scegliere le armi principali e il nostro spirito guardiano, ponendo solide basi a ciò che il nostro eroe diventerà poi nel corso del gioco. La difficoltà del titolo è tutta nei combattimenti: i nemici, che siano umani o di altra natura, saranno sempre ostici da affrontare e sarà impossibile non lasciarci le penne durante gli scontri… fidatevi! William però non è uomo dalla facile resa: dalla vostra parte avrete infatti varie tipologie di armi, tra cui katane, asce, lance, doppie spade e kusarigama, oltre ovviamente ad armi a distanza quali archi e fucili. Inoltre, William può fare affidamento su svariate abilità, ninjutsu di varia natura e alcune magie. Dunque, se i nemici andranno temuti, al tempo stesso anche loro dovranno aver paura di noi. Inoltre, il giocatore potrà fare affidamento su una forza superiore, un’entità che ci accompagnerà per tutto il viaggio, ossia lo Spirito Guardiano.

NioH Recensione

Veglia su di me!

Vedersela contro banditi, samurai, mercenari e anche contro qualche non-morto è impresa affrontabile, ma la situazione andrà sempre più degenerando quando dovremo scontrarci con i temibilissimi Yokai. Fortuna vuole che William avrà diversi compagni di viaggio pronti a supportarlo nei momenti più difficili. Stiamo parlando degli Spiriti Guardiani, entità che rappresentano una delle feature più importanti di NioH. Tale spirito (soltanto uno di essi potrà acocmpagnarci) garantisce infatti diversi bonus alle statistiche, abilità speciali e inoltre, quando la potenza raggiunta sarà massima, ci trasformerà in un essere quasi imbattiibile. In NioH ci sono diversi Spiriti Guardiani, ma trovarli non sarà impresa facile… eh no! All’inizio il gioco permette di sceglierne solo uno (Kato, Isonade oppure Daiba-Washi), mentre per accrescere la nostra “collezione” bisognerà portare a termine diversi obiettivi speciali. Il Guariamo rappresenta anche il custode delle nostre Amrita (la controparte delle anime dei Dark Souls), necessari per aumentare il livello del personaggio. Alla nostra morte (capiterà spesso), lo Spirito Guardiano custodirà per una solo volta la nostra tomba e le nostre Amrita: recuperando le spoglie riotterremo sia il suo potere, sia le Amrita accumulate prima della nostra dipartita. Nel lasso di tempo in cui William non sarà accompagnato dallo Spirito, tutti i bonus e le abilità generate dal Guardiano saranno del tutto inaccessibili. 

Molto Like, poco Souls

Che NioH sia influenzato dai titoli di natura “souls” è innegabile… dire che è solo un altro “souls-like” però è estremamente sbagliato. In primis, a differenza di un Dark Spuls qualunque, il protaognista del gioco è uno e uno soltanto, e non un personaggio random proposto dal gioco. William Adams ha una sua personalità, un proprio background e un credo. La personalizzazione delle abilità del personaggio però non è del tutto limitata: a William è possibile assegnare uno o più stili di combattimento e fargli apprendere magie o abilità ninja. Non avremmo un vero mago o un vero assassino, ma la personalizzaizone non risulterà mai del tutto monotona. Oltre al protagonista, Team Ninja ha lavorato molto sull’ambientazione e soprattutto, è stato capace di rievocare perfettamente miti e credenze giapponesi: ogni boss, ogni Yokai che ostacolerà il nostro cammino è infatti frutto di una cultura che ha sulla spalle secoli e secoli di storia. Detto ciò però, le meccaniche e il gameplay di NioH ricordano molto lo stile-souls! I falò vengono qui sostituiti da dei piccoli tempietti: pregando, il giocatore può recuperare energia, salire di livello, cambiare il proprio Spirito Guardiano oppure scambiare equipaggiamenti con Amrita. Anche i combattimenti hanno subito molto l’influenza (ma solo l’influenza) dei “souls”: sono difficili, sono tanti e soprattutto, sono quasi ingestibili in inferiorità numerica. Le boss-fight poi sono estremamente complicate, ma con sangue freddo e dopo molti tentativi, anche il boss più forte potrà essere abbattuto. Proprio l’elevata difficoltà del titolo può rappresentare una moneta a due facce: chi accetterà la sfida di Team Ninja potrà scoprire ciò che NioH ha da offrire col il prosieguo della sua meravigliosa storia. Chi invece non ha mai approcciato verso questa “speciale” tipologia di gioco, potrebbe rimpiangere quasi immediatamente i soldi spesi per l’acquisto. Ovviamente, gli sviluppatori hanno deciso di aggiungere molta farina presa del loro sacco, sfornando una delle meccaniche di combattimento più diverenti mai viste. William infatti, grazie alla semplice pressione di un tasto, può modificare l’impugnatura della propria arma, dedidendo di usarne una alta, intermedia o bassa. Ciò determinerà la velocità e la potenza dei suoi attacchi, oltre a permetterci di accedere a una serie di abilità sfruttabili solo con un tipo specifico di impugnatura. Per concludere, gli sviluppatori avrebbero potuto sbizzarrirsi un po’ di più con l’HUD del gioco: in questo caso la somiglianza con un qualsiasi Souls è davvero fin troppo palese.

A voi la scelta!

30 fps, frame rate variabile, massima risoluzione… ciò che non vi mancherà sarà la scelta! Già, perché una delle caratteristiche principali di NioH è quella di permettere allo stesso giocatore se decidere di premiare l’azione a discapito della qualità grafica, oppure avere dettagli più alti ma un frame rate ridotto, oppure ancora giocare con il giusto compromesso tra risoluzione ed fps. Purtroppo però, rendendo variabili gli fps, le prestazioni del titolo risultano essere molto instabili, con cali di frame rate piuttosto visibili. Anche dal punto di vista grafico però ci sono sia gioie, sia dolori. Se da un lato il design dei boss è impeccabile e da applusi, d’altro canto durante il gameplay si notano vistosi (anche se veloci) cali della qualità della grafica e perdite di dettagli. Si tratta di un problema che già ho riscontrato durante le sessioni di Beta e a quanto pare, non risolto ancora del tutto. Un vero peccato! Alcune missioni poi sembrano essere una sorta di déjà-vu: prima si incontrano gli umani, poi i non morti e poi gli abitanti del regno Yokai, con tanto di graduale quanto ripetitivo aumento della difficoltà degli scontri. Da promuovere a pieni voti invece la colonna sonora, orecchiabile durante il normale gameplay, maestosa e sublime durante le boss-fight, quasi come se chi ha creato il gioco volesse caricarci in vista della battaglia. D’altronde, creature con un design così ben realizzato non potevano che essere accompagnate da una colonna sonora all’altezza della situazione.

Conclusione

Che NioH fosse un gioco degno di nota era chiaro sin dai tempi delle prime verisioni Beta del gioco. Ma a conti fatti vale davvero la pena acquistare il titolo? Si, se il vostro scopo è quello di affrontere un’avventura in una delle ambientazioni più affascinanti che un gioco possa mai proporre. Si, se siete amanti del genere e non vedete l’ora di accettare la sfida lanciata da NioH. No, se la vostra pazienza ha un limite facilmente raggiungibile. NioH sarà anche un gioco dalla difficoltà elevata e dalle imprecazioni facili, ma ha una sua identità e una componente narratipa simile a un romanzo, ma giocabile. Il viaggio di William è dall’occidente all’oriente, ma questo non è il classico titolo realizzato ad-hoc per soli utenti orientali! 


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Articolo a cura di Redazione Player.it

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